... E L'ARMONIA...
...perché nonostante tutto non voglio cessare di credere che in qualche tempo, in qualche luogo non possa esistere, o crearsi qualcosa cui si possa dare un tale nome.
E non parlo qui del semplice godimento contemplativo della bellezza del paesaggio naturale; già questo e' qualcosa, e' molto: la molteplicità di un luogo non infestato: dei suoi mutevoli colori diurni e delle unanimi tenebre notturne, dei suoi silenzi e delle sue polifonie, dei tepori e delle frescure, del contatto quotidiano con lo scorrere naturale del tempo, che diventa il proprio tempo, la percezione di tutto questo e la compartecipazione attiva della propria vita a tutto questo sono condizione essenziale per una crescita interiore degna di questo nome. ma tutto cio' null'altro e' che la contemplazione di una maschera. Lo aveva ben compreso Leopardi quando dietro la bellezza di un prato percepiva la ben diversa realta' che essa nascondeva e giungeva a paragonare quel prato a un ospedale. Perche' e' un fatto innegabile che gli "equilibri" della natura sono prevalentemente basati su rapporti di forza, e che mentre noi godiamo della bellezza di un bosco non ci accorgiamo che intorno a noi quella apparente quiete nasconde una lotta furiosa e incessante. Bene, cio' di cui io parlo non e' solo l'armonia che puo' circondare la propria vita una volta ritrovato il contatto con il mondo vivente e la propria natura reale di esseri viventi, ma (e qui entro nei territori aerei, inverosimili e necessari dell'utopia) di un diverso modo di fondare i rapporti fra gli esseri viventi, dell'armonia di un mondo dove essi non siano rapporti di forza ma altre cose. Quali? Non ne ho idea, non credo oggi sia neppure concepibile, ma so che il mondo vivente (e non vivente) e' una rete di relazioni in continuo divenire e che cio' che chiamano l'ordine naturale non e' un insieme di leggi eterne e superiori a noi, ma nasce (e muta) in seguito alla continua e libera interazione fra tutti i componenti dell'universo. Io sono uno di questi, tu un'altro, la pietra su cui sono seduto e la cascata che sto guardando altri ancora, e altri ancora sono gli afidi che devono nutrirsi dei germogli dei miei fagioli, e la coccinella che deve nutrirsi di quegli afidi, e la gallina che ho scelto di non mangiare perche' la sua vita e' intoccabile quanto la mia... ecco il punto: "ho scelto"; perché ci sono - non sempre, non ovunque, ma ci sono - delle scelte possibili, dei bivi di fronte ai quali ciascuno puo' imboccare una strada o un altra. E dall'insieme di queste innumerevoli scelte si formano istante dopo istante le leggi del mondo. Rispettare la vita di quella gallina e' un piccolissimo passo nella direzione di un lontanissimo universo intriso di armonia.