La Casa di Gondrano
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Il tema di Gaia

Era una bella giornata di sole, con un fresco vento che scuoteva dolcemente le chiome degli alberi e scompigliava affettuosamente i capelli dei bambini. Ed è proprio di bambini che parleremo ora. Due femmine e due maschietti giocosi ed allegri, che rasserenavano le giornate noiose con le loro grida frizzantine.

Abitavano nel piccolo paese di Bellavalle, dove le case erano costruite con cura una vicina all’altra fin quasi a potersi toccare se ci si sporgeva dalle finestrelle con le persiane blu o gialle. Il piccolo centro era circondato da ogni lato dalla boscaglia, tanto che sembrava che gli alberi abbracciassero le casette, come in segno di amorevole protezione. Dal canto loro, gli uomini rispettavano la foresta a tal punto che animali timidi e riservati come lepri, cervi, lupi, fagiani e cinghiali si aggiravano spesso vicino alle case abitate dagli uomini, spingendosi proprio ai margini della foresta, trottando allegri accanto ai bambini. Insomma, tutto era tranquillo, sia nella foresta, sia nel paese, e uomini ed animali vivevano in pace ed armonia.

Un brutto giorno, però, un’ombra scura si proiettò sugli alberi della foresta. Si avvicinava a passi felpati e stringeva in mano un accendino e una tanica di benzina. Fino ad allora era riuscito ad agire indisturbato, sfuggendo agli sguardi degli abitanti di Bellavalle. Gli animali, tuttavia, fiutato il pericolo, senza più alcuna paura o ripensamento, si erano spinti lungo il sentiero che portava al paese e qui con i loro versi, grugniti ed ululati, erano riusciti ad avvertire i bambini dell’imminente pericolo.

Essi corsero nelle loro casette gridando spaventati che un piromane si era introdotto furtivamente nella loro amata foresta. I papà coraggiosi, tranquillizzati i loro piccini, si diressero alla cabina telefonica e senza ulteriori indugi composero il numero del Corpo Forestale dello Stato, che intervenne prontamente azionando immediatamente un automezzo antincendio. Le fiamme, che già divoravano le foglie secche sulla terra umida del sottobosco, furono spente: la foresta era salva per un pelo.

Questa storia serve a far capire quanto le nostre zone boschive siano a rischio di incendi colposi, quindi ad opera di uomini incivili disposti a tutto pur di rovinare il patrimonio naturale. Molti di questi incendi sono stati spenti grazie all’aiuto costante del Corpo Forestale dello Stato e dai pompieri. Ma anche noi, certo, dobbiamo impegnarci per difendere la natura e salvaguardarla.

Gaia Ferrari
Scuola media A. Volta di Robbiate (LC)

Ottobre 2003