Ve lo ricordate Il Tracciodromo, il concorso di educazione ambientale organizzato lo scorso anno dall'ASFD di Lucca e presentato a Murabilia 2003?
Fra i premiati c'è stata Gaia, una mia alunna, che adesso ci racconta il suo premio: una gita al Parco Naturale dell'Orecchiella.
Maria Grazia Ferrario
La vacanza- premio all'Orecchiella
Nel corso di quest'estate, io e la mia famiglia ci siamo recati al Parco Naturale dell'Orecchiella sull'Appennino Tosco- emiliano per un soggiorno che mi è stato offerto in premio per la partecipazione ad un concorso promosso dal Corpo Forestale dello Stato.
Non immaginate la mia felicità quando, aperta la busta con mani tremanti, mi sono trovata davanti agli occhi le parole di congratulazione per aver vinto il concorso e la splendida notizia che avrei potuto usufruire di un week-end in montagna.
E non parliamo poi dell'orgoglio e della contentezza di parenti ed amici! Ho provato anche tanta soddisfazione perché qualcuno aveva apprezzato un mio testo.
Ad essere sincera, all'inizio non ero così entusiasta all'idea di partecipare ad una vacanza in montagna, perché preferisco di gran lunga l'ambiente marittimo: la spiaggia, i bagni e le serate all'aperto coi gelati in mano.
Quando, però, dal finestrino dell'auto ho incominciato ad intravedere immensi spazi verdi, basse recinzioni di legno che delimitavano splendide aiuole con quantità industriali di fiori di ogni tipo e colore e, a tratti, boschetti incontaminati e verdeggianti, mi sono dovuta ricredere.
A prima vista, l'Orecchiella può essere scambiato per un semplice "parco pubblico", molto, molto grande: un ampio parcheggio, un negozio di prodotti tipici del luogo, un ristorante-bar molto carino, tutto in legno scuro e con i tavolini all'aperto.
Ma il vero parco si estende per chilometri e chilometri e forse anche di più, tanto che mi è stato impossibile visitarlo tutto in soli due giorni.
La cosa eccezionale e da me inaspettata è la presenza di numerosi animali ( scoiattoli, marmotte, gufi, persino aquile…), che girano indisturbati all'interno del parco.
Per gli animali più protetti, invece, sono stati costruiti dei grandi recinti, dove essi si muovono liberamente e dove viene loro portato del cibo. All'inizio non riuscivo a capire il perché di questa loro "prigionia". Non dovrebbero starsene liberi nei loro ambienti naturali e, a maggior ragione, all'interno di un Parco? Ma, pensandoci bene, i territori di questi animali sono sempre più ridotti a causa della continua espansione dell'uomo, e là dove dovrebbero vivere, nei grandi spazi aperti in alta montagna per esempio, morirebbero per i motivi più svariati.
Fortunatamente qui si prendono cura di loro, impedendo l'estinzione della specie.
Il resto del parco, poi, è una meraviglia.
Le stradine di sassi sono costeggiate da graziosissime baite in legno col tetto spiovente e delle belle scalette, anch'esse in legno.
In primavera ed in estate, con il sole ed il venticello fresco, il parco si riempie di profumi e colori, e dovunque sbocciano fiori e cantano uccelli.
Per me, questa è stata una esperienza stupenda, una occasione per stare a contatto con la natura in compagnia della mia famiglia.
A volte mi capita di pensare con un pizzico di invidia alle persone che hanno la fortuna di lavorare in un parco naturale e di poter vivere ogni giorno le emozioni di quella che per me è stata una bellissima esperienza.
Gaia Ferrari
Scuola media A. Volta di Robbiate (LC)
18 ottobre 2004
Il tema di Gaia