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Racconta come se tu fossi lui (Prima parte) Insegno da tanti anni e, direi da sempre, mi ha interessato presentare ai ragazzi le tematiche della salvaguardia dell'ambiente e del rispetto per gli animali, nella consapevolezza che un'educazione rivolta in tal senso sia occasione formativa e momento di crescita per ogni individuo. Nella prima media in cui ho insegnato quest'anno, ho proposto letture i cui protagonisti fossero animali, alcune tenere e commoventi, altre spiritose e ironiche, ma simili nello spirito e nel messaggio: diventare amici di un numero di esseri viventi sempre maggiore. I ragazzi, che a questa età sono molto ricettivi a tali argomenti, hanno seguito con interesse le letture e sono intervenuti, come sempre accade, parlando degli animali incontrati nella propria vita e del rapporto che ne è derivato. Quando ascolto questi racconti, mi rendo conto di quanto per un bambino sia importante la compagnia degli animali: è sicuramente un aiuto nella crescita e nella formazione del carattere, talora dà conforto alla solitudine e talora è motivo di riflessione che, se non subito, affiorerà, prima o poi, nella vita e a cui si attingerà con commozione. Al termine del percorso, ho proposto come momento di verifica la creazione di un testo narrativo partendo dalla lettura di fatti di cronaca recente con protagonisti animali. Ho fotocopiato i due articoli tratti dal Corriere della Sera, qui sotto riprodotti: in uno si parlava di Nik, un cane abbandonato, con le gambe legate e le orecchie mozze, lungo una strada del Vigevanese; nell'altro di Zorbas, un pastore tedesco premiato con la medaglia d'oro di cane più buono dell'anno 2002 per aver salvato la sua padrona che si era sentita male in casa. Episodio quest'ultimo successo in un paese vicino a noi, alla nostra scuola, nel Lecchese. La consegna ai ragazzi è stata quella di cercare di immedesimarsi in uno dei due cani e di presentare la vicenda dal punto di vista "animale". Il lavoro non era semplice, ma è stato svolto da un discreto numero di alunni, in alcuni casi, a mio parere con buoni risultati. Obiettivo implicito era far riflettere i ragazzi sul fatto che anche gli animali soffrono, provano sensazioni e stati d'animo di paura come noi. Sta a noi evitare che ciò accada. Maria Grazia Ferrario PREMIATO IL PASTORE TEDESCO CHE IN UN PAESINO DEL LECCHESE SALVO' LA PADRONA SVENUTA IN BAGNO MEDAGLIA D'ORO A ZORBAS, CANE PIU' BUONO DELL'ANNO
Il riconoscimento al generoso animale è stato consegnato a Ventimiglia dalla Lega nazionale per la difesa del cane. Ora Zorbas fa sfoggio di questa medaglia d'oro, che porta appesa al collare. E a festeggiarlo ci sono la donna salvata, Alessia Rinaldi, il marito Giorgio e la figlia Caterina, di soli quattro anni. Ricordiamo la vicenda: il 27 settembre scorso Zorbas aiutò Alessia Rinaldi colpita da un improvviso malessere. La donna cadde a terra in bagno e per qualche istante perse conoscenza e rimase lì per due ore, impossibilitata ad alzarsi. Zorbas riuscì, con dei balzi, ad aprire la porta del bagno e aiutarla a raggiungere il telefonino che continuava a squillare. "Ancora pochi istanti - ricorda Alessia Rinaldi - e non so che cosa mi sarebbe accaduto". "Senza dubbio - riconosce la 34enne - Zorbas mi ha salvata, perché mi ha dato la possibilità, trascinandomi di raggiungere il telefonino e rispondere alla chiamata di mio marito." Ma non solo, il pastore tedesco ha anche seguito tutte le indicazioni suggerite dalla padrona. La donna, ricoverata prima al "Mandic" di Merate e poi al "Riuniti" di Bergamo venne sottoposta ad un delicatissimo intervento chirurgico.Un mese dopo tornò a casa e raccontò la sua storia a lieto fine ad amici e parenti. "E' proprio grazie al nostro cane pastore - sottolinea Alessia Rinaldi - che sono ancora qui ". Così, a distanza di pochi mesi la Lega nazionale per la difesa del cane ha premiato Zorbas, al conorso nazionale tenutosi a Ventimiglia, come "cane più buono dell'anno". "Spero che questo riconoscimento - conclude - serva a far finire i tanti maltrattamenti che gli animali subiscono". "I cani - aggiunge con commozione la donna salvata - sono davveri i nostri veri amici". Angelo Panzeri Da: Corriere Lombardia, allegato al Corriere della Sera, del 23 gennaio 2003 VIGEVANO, IL CANE E' STATO SALVATO E POI ADOTTATO DA UN CARABINIERE E DALLA SUA FIDANZATA NUOVA FAMIGLIA PER NIK, LEGATO E GETTATO IN STRADA
Sembra esclusa l'ipotesi che l'animale possa essere stato utilizzato e poi "eliminato" da una banda che gestisce il business dei combattimenti clandestini. Tutto, compreso il fatto che sul corpo del cane non ci sono ferite, fa invece propendere per un'altra ipotesi: quella che Nik sia stato abbandonato dal suo vecchio padrone che voleva sbarazzarsi di lui senza lasciare tracce. Per questo, prima di lasciare l'animale al suo destino, il proprietario gli avrebbe tagliato le orecchie, cancellando così il tatuaggio di riconoscimento, e poi gli avrebbe legato insieme tutte e quattro le zampe con una cintura, forse per evitare che l'animale potesse finire in mezzo alla strada, con il rischio di provocare incidenti. Per Nik l'incubo è finito venerdì pomeriggio, grazie ad un giovane carabiniere, Carmine Carpenito, 26 anni, in servizio alla Compagnia di Vigevano, e alla sua fidanzata. "Potevano essere le 15 - spiega il militare-. Ero fuori servizio e stavo andando a fare la spesa con la mia ragazza. Vicino all'incrocio tra la statale e la strada per l'avioporto di Parona ho visto quel cane incaprettato e sanguinante". Carpenito è corso a liberare l'animale e ha chiamato il 112. "Ancora tremante ha tentato di scappare - racconta il carabiniere - ma poi il cucciolone si è lasciato avvicinare dalla mia fidanzata. Quando è arrivato a prenderlo, l'accalappiacani non ha avuto problemi". Nik è stato portato al canile comunale, dove è stato visitato dai veterinari: "Le sue condizioni sono buone - racconta Carpenito -. L'animale sarà sottoposto a tutte le vaccinazioni del caso e fra dieci giorni lascerà il canile". Allora il cagnolone andrà a vivere nella sua nuova casa, quella della fidanzata del carabiniere che gli ha dato un nuovo nome e una nuova famiglia. Erika Camasso Da: Corriere Lombardia, allegato al Corriere della Sera, del 26 gennaio 2003 |