Con i primi giorni di primavera migliaia di piccoli di volatili iniziano la
propria vita in un ambiente a volte poco ospitale, e in moltissimi casi le prime difficoltà che incontrano rischiano anche di essere le ultime.
Allo scopo di fronteggiare questa emergenza e di dare una speranza in più
ad una vita nata libera in un ambiente non sempre adatto, abbiamo realizzato questa raccolta di regole
per spiegare e capire se, come e quando intervenire nel caso ci dovessimo trovare alle prese con queste
eventualità.
- Sono davvero da salvare?
Spesso lasciano il nido prima di saper volare, i genitori li seguono a
distanza e li nutrono a intervalli regolari. Se sospettate che il piccolo
sia abbandonato, osservatelo a distanza per almeno due ore prima di
raccoglierlo, e fatelo solo se nel frattempo non si è avvicinato nessun
uccello adulto.
- Stagioni
I piccoli nascono tutti in primavera o estate, solo piccioni e tortore
possono nascere per tutto l'anno. Se chi chiama d'inverno parla di nidiacei,
si tratta in realtà di piccoli uccelli adulti tipo regoli.
- Merli
Sono i tipici piccoli che non devono essere raccolti perchè è normale che
siano a terra, in apparenza da soli e ancora incapaci di volare. Controllato
che non siano presenti ferite; se sono stati acciuffati anche per un attimo
da un gatto devono essere raccolti e curati, le ferite inferte dai gatti si
infettano sempre. I piccoli dei merli sono bruni e grossi circa come un
pugno, la coda è corta e poco visibile, il becco è solo bordato di giallo.
Solo in capo a un anno, alla primavera seguente a quella della nascita,
presentano il caratteristico aspetto allungato dei merli, con livrea nera e
becco interamente giallo solo nei maschi.
- Cornacchie
Anch'esse lasciano il nido prima di volare correttamente, sono però molto
più grandi, come piccioni, nere e grigie, con la bocca rosa. La specie si è
abituata alla vita in città solo di recente, i genitori sono molto
diffidenti e si avvicinano solo se ci si tiene a debita distanza, a volte
però si fanno notare con grida di allarme. I piccoli a volte hanno strane
posture, sembrano zoppicare, ma anche qui se non si vede sangue, si può
supporre che non abbiano niente e che debbano essere lasciati in loco.
I piccoli degli uccelli a questo stadio si possono toccare, perchè la madre
è indifferente all'odore umano, e non li abbandona come invece fanno cervi e
lepri, perciò li si può spostare in luoghi più freschi o sicuri, lontano da
gatti o cani o auto, ma sempre entro un raggio di pochi metri. Devono
infatti rimanere nel territorio dei genitori, dove sono sparsi anche i
fratelli, tutti in contatto di voce. Altre coppie della stessa specie non li
adotterebbero e li considererebbero estranei da scacciare. Se il luogo
sembra inadatto e inospitale perchè poco verde o disturbato, non importa:i
piccoli sono necessariamente nati in quella zona.
- Rondoni
I piccoli dei rondoni e delle rondini devono essere raccolti perchè i
genitori non se ne occupano una volta che sono sul terreno, I rondoni sono
uccelli molto numerosi in città, tutti scuri con ali lunghissime e becco
piccolo e adunco. Le zampe sono molto piccole, il che rende loro impossibile
riprendere il volo una volta che sono finiti a terra, anche se sono adulti e
sani, lo spiccano infatti di norma dall'alto. Quando ci si imbatte in un
rondone e non si sa bene cos'abbia, conviene recarsi in un posto aperto e
tranquillo e lanciarlo verso l'alto: questa spinta sarà sufficiente a fargli
riprendere il volo se si tratta di un adulto momentaneamente in difficoltà.
- Cibo
Gli uccelli di tutte le specie, anche i granivori, mangiano carne da
piccoli, perciò carne trita, pezzetti di carne, omogeneizzato di carne,
quest'ultimo è forse il più pratico, con siringa da insulina senz'ago.
Il cibo per insettivori dei negozi di animali non va bene, il pane e il
latte vanno malissimo! I bocconi o la siringa vanno inseriti in profondità
nella gola, come farebbe il genitore con il becco. Mangiano tanto, molto di
più di altri animali più grossi, e crescono di continuo, se la crescita si
blocca c'è qualcosa che non va. In effetti in due settimane quasi tutte le
specie sono pronte per la liberazione. Mangiano spesso, gli implumi ogni
pochi minuti, mai comunque nessun piccolo può essere lasciato senza cibo per
più di un'ora, tra l'alba e il tramonto, di notte non è necessario.
Solo i piccoli dei colombi e delle tortore fanno pasti molto abbondanti (si
vede il gozzo pieno come un sacchetto gonfio sotto il collo) ma rari, tre o
quattro al giorno. Vanno imboccati, i piccoli non possono essere nutriti
solo lasciando loro davanti il cibo! Quando sono un po' cresciuti e
impiumati si offrono semi (in drogheria miscele per canarini) ai granivori
(becco corto e tozzo: passeri, piccioni) e vermetti (negozi di rettili e
pesca: camole della farina e del miele, lombrichi solo per i merli) agli
insettivori (becco sottile e aguzzo: merli, capinere, cince). Non devono
essere liberati e non devono scappare se sanno volare ma non ancora mangiare
da soli. Gli insettivori non dovrebbero essere liberati se non sono stati
visti predare da soli un vermetto. Rondini e rondoni sono insettivori ma non
mangiano mai da soli se non in volo; quando sono pronti per il volo i
rondoni sanno nutrirsi per istinto, le rondini e i balestrucci vanno
trattenuti per un paio di giorni volanti nella stanza.
Nell'allattamento dei piccoli mammiferi non bisogna usare latte bovino,
meglio quello caprino, o per cuccioli, per i pipistrelli latte di soia o di
riso con integratori minerali e vitaminici.
- Temperatura
I piccoli implumi starebbero nel nido sotto la mamma e con i fratellini,
vanno perciò tenuti caldi, tendono a raffreddarsi anche in piena estate,
soprattutto di notte. Vanno bene la borsa dell'acqua calda avvolta in un
panno, una lampadina schermata vicino al nido.
Gli adulti feriti o malati vanno tenuti al caldo, ma non eccessivo, sempre
lontani dal termosifone, soprattutto per le lunghe degenze e in vista della
liberazione, quel che fa loro male infatti non è tanto il freddo ma lo
sbalzo di temperatura improvviso tra ambiente interno ed esterno. Gabbie
lontane anche dalle correnti d'aria, e non trasportate dentro e fuori. Nella
terapia di urgenza, per recuperare adulti gravemente menomati, si usino gli
accorgimenti indicati per i piccoli.
- Volo
L'apprendimento al volo è istintivo, con lo sviluppo del piumaggio i piccoli
uccelli tendono ad esercitarsi, bisogna dare loro agio di farlo, tenendoli
in gabbie grandi, voliere, stanze, o almeno in scatoloni o vasche da cui
possano uscire solo volando verso l'alto. Se un uccello vola verso l'alto sa
volare, se da un mobile scende, sia pure battendo le ali, non si tratta di
vero volo. I rondoni non apprendono mai a spiccare il volo da terra, bisogna
portarli all'aperto in un prato e lanciarli, se ricadono non c'è problema,
ritentare dopo qualche giorno.
- Migrazione
Alcune delle specie che più spesso si soccorrono, specialmete rondini e
rondoni, sono migratrici obbligate, cioè lasciano del tutto il nostro Paese
nella brutta stagione. Bisogna tenerlo presente per affrettare cure ed
allevamento e non protrarli fino ad autunno avanzato.
- Liberazione
Non è necessario cercare oasi e parchi naturali, la maggior parte dei nostri
pazienti sono uccelli di città che si accontentano dei giardini
condominiali, i piccioni preferiscono addirittura gli edifici alle piante.
In ^Ócampagna^Ô ci sono predatori e cacciatori, meglio liberarli, magari per
gradi, così a volte ritornano per qualche tempo per mangiare, dai balconi e
terrazzi di casa, dove sono stati allevati, ambiente familiare e sicuro,
meglio se su strade non troppo trafficate e a piani non troppo alti.
- Legge
Secondo la legge italiana solo i centri recupero autorizzati, più o meno uno
per Regione, possono detenere animali selvatici, tutti gli altri,
associazioni, privati o veterinari, non possono, anche se lo fanno per
curarli. E' chiaro che un minimo di buon senso vuol che un piccolo che si ha
in cura solo per il tempo strettamente necessario all'allevamento non andrà
sanzionato da eventuali autorità giuntene a conoscenza, tuttavia sarebbe
difficile giustificare la detenzione dello stesso animale una volta
cresciuto: motivo di più per liberarli al più presto!
- Irrecuperabili
Un uccello inabile al volo non può essere liberato in natura, bisogna
sistemarlo in uno spazio protetto senza gatti, giardino, cortile, terrazzo,
voliera, da cui non possa scappare camminando o lanciandosi.
- Imprinting
Si addomesticano e non possono più essere liberati? Assolutamente no, per
istinto recuperano la paura degli essere umani, la giusta diffidenza, solo
le cornacchie piccole si affezionano, soprattutto se tenute senza altre
della stessa specie, per questo è meglio portarle a un centro recupero.
- Trasporto e stabulazione
Gli animali selvatici hanno bisogno di quiete e di calma, per trasportarli
non bisogna usare gabbie, perchè ciò che vedono li stressa e spaventa,
adoperiamo invece scatole di cartone forate per l'aria, all'interno uno
straccio o carta morbida a cui aggrapparsi, inutili cibo e acqua, che si
versano. Nel luogo dove li teniamo, bisogna vietare l'accesso a cani, gatti,
bambini rumorosi, aspirapolvere, musica, devono avere luce naturale per
potersi cibare, buio di sera; lo spazio non sempre necessariamente grande, i
feriti spesso devono muoversi poco.
- Avitaminosi dei piccioni
Molti piccioni vengono trovati in città con il collo ritratto tra le spalle,
con movimenti rotatori di tutto il corpo, incapacità di mantenere l'equilibrio e quindi di volare. Sono vittime di carenze alimentari tipiche
della vita urbana: si nutrono di cereali non integrali (pane bianco) da cui
non possono trarre l'apporto vitaminico necessario. Si impone una cura d'urto a base di vitamina B, facilmente reperibile in farmacia (Idroplurivit
gocce a uso umano); dategliene un'intera siringa per insulina al giorno, per
almeno due settimane.
- Gatti
Bisogna dire a tutti di mettere loro al collo campanelli e di non farli
uscire almeno nella stagione dei piccoli di merlo (maggio-luglio). Gli
aggrediti da gatto sono graffiati e spesso hanno perso la coda. Un uccello
adulto senza coda si può liberare ma prima bisogna fare una cura di tre
giorni di antibiotico, perchè i morsi e graffi di gatto si infettano sempre
e bisogna considerare che queste ferite ci siano anche se non si vedono.
- Antibiotico
Noi usiamo Baytril 2,5 %, 1 goccia ogni 12 ore per i piccoli uccelli, 2 per
i merli, 6 per i piccioni, in gola con siringa da insulina senz'ago.
- Arnica
Arnica Compositum della Heel, compresse. Antistress, rigenerante,
ricostituente, antidolorifico. Bisogna sciogliere ¼ di compressa in 100 cc
acqua per un uccello della taglia di un merlo o cardellino, se non beve da
solo, bisogna dargliene qualche goccia con una siringhina senz'ago o
sondino. Per cornacchie o fagiani ½ compressa due volte al giorno nel cibo.
- Peso
Molti medicinali vanno dosati per peso, è allora importante ricordare
allora che gli uccelli sono molto leggeri, molto più di altri animali della
stessa taglia: sono fatti per volare, le loro ossa sono cave! A titolo di
esempio si riportano i pesi medi degli adulti di alcune specie più comuni,
anche come riferimento per chi alleva un piccolo e non sa giudicare se si
possa considerare del tutto cresciuto Fringuello, cinciallegra, pettirosso e
rondine 18/20 gr.; passero: 25/30 gr.; rondone: 40 gr.; storno 80 gr; merlo:
100 gr.; tortora 120 gr.; gallinella d'acqua 250 gr.; piccione 300 gr (con
molte variabili per le varie razze domestiche che possono essere più
pesanti); cornacchia e colombaccio 500 gr.; fagiano 1 kg.
- Letargo
Ricci e pipistrelli che si trovano in giro d'inverno sono in difficoltà,
soprattutto se accade di giorno, dovrebbero essere in letargo. L'intervento
di un veterinario è necessario. Intanto tenerli tranquilli al buio, i
pipistrelli all'umido e non al caldo, se stanno ancora dormendo.
Anche in autunno si trovano in giro di giorno ricci che non hanno scorte di
grasso sufficienti per l'ibernazione, in questo caso può essere necessario
tenerli fino alla bella stagione facendo loro saltare il letargo.
PRASSI
a - una persona telefona e chiede di consegnare un uccello in difficoltà:
b - è un piccolo? in alcune stagioni lo si può escludere. I piccoli aprono
il becco chiedendo cibo, hanno i bordi del becco molli e gialli
c - è davvero in difficoltà? Se un uccello adulto si fa raccattare, è in
difficoltà, se è un piccolo può non esserlo
d - non intervenite se l'uccello non è già stato raccolto e messo in
scatola, molte volte prende il volo dimostrando che non era in difficoltà
e - cercate di farvi portare l'animale e di non andare a prenderlo voi
f - riconoscimento specie: è grosso come un pugno e bruno? è un merlo - è
grosso come un pollice e beige? un passero
g - se è un rondone (possibile solo da aprile a luglio) spiegate di recarsi
in un luogo aperto e lanciarlo verso l'alto, spesso basta a fargli
riprendere il volo (se dicono "rondine" in una citta' italiana è spesso un
rondone).
CASI CLINICI
1) giovedì 26 settembre 2002 una persona ha chiamato la sede LAC chiedendo
un intervento per soccorrere un rapace notturno trovato a terra al confine
tra le province di LO e MI (zona Melegnano). L'operatore LAC ha richiamato
la persona e le ha chiesto di ritornare in zona a controllare se il rapace
era ancora lì e ha allertato un trasportatore della zona. Avuta conferma
della presenza del rapace (un gufo comune), è stato chiesto alla signora di
catturarlo.
Data la difficoltà della situazione il trasportatore ha eccezionalmente
contribuito alla cattura. Giunto a Milano in serata è stato pr2ovvisoriamene
stabulato in una casa ospitale LAC. Primo soccorso: acqua e antibiotico e
glucosio con siringa da insulina senza ago (indossare guanti robusti con i
rapaci), scatolone buio e tranquillo non su calorifero, con cibo per la
notte. L'indomani un trasportatore lo ha consegnato al Centro Recupero di
Vanzago, dove si è riscontrata una debolezza generalizzata dovuta a vermi
parassiti del tubo digerente. Rimessosi, sarà liberato in zona dove ha
territorio e compagno, alla presenza di chi ha richiesto l' intervento LAC.
2) trovato negli archetti a Brescia il 29 settembre, un pettirosso con una
zampa integra e l'altra con un piede tranciato, viene portato a Milano in un
sacchetto di stoffa dopo un primo soccorso a base di acqua e zucchero e
cotone emostatico per fermare il sangue.
Per tre giorni gli viene data ogni 12 ore una goccia di antibiotico
(Baytril), una di vitamine (Idroplurivit) e una di Rossovet Carnitina (per
reintegrare la perdita di sangue). Per il primo giorno gli viene imboccata
una camola del miele ogni due ore, poi inizia a mangiarle da solo e a
bilanciarsi sulla zampa ferita. Dopo tre giorni viene liberato al Parco Nord
in una zona ricca di cespugli con bacche, prima che possa soccombere allo
stress da cattività o si rovini il piumaggio: in questi casi l'essenziale è
trattenere l'uccellino il meno possibile.
3) nell'estate 2002 una delle case ospitali LAC ha allevato 28 rondoni, 5
rondini e 3 balestrucci piccoli, tutti arrivati tra maggio e agosto e tutti
partiti entro settembre.
L'alimentazione fornita comprendeva omogeneizzato di carne, camole del miele
e delle farina, beo-perle (mangime per insettivori), gamberetti secchi per
tartarughe e carne trita. Tutti mangiavano una volta all'ora dall'alba al
tramonto, le rondini più piccole ogni mezz'ora. Una volta al giorno una
goccia di Idroplurivit. Si allevano meglio se sono in gruppo, perché si
fanno compagnia e si stimolano a vicenda. La cosa più semplice è tenerli in
una bacinella di plastica con scottex da cambiare spesso, non si mettono mai
a volare se non quando sono pronti a partire.
4) balestruccio adulto con trauma ad un'ala. Arrivato il 4 luglio da
Vermezzo, aveva un'ala bassa, ma non fratturata. E' stato tenuto in una
scatola di cartone a riposo, con una goccia di antibiotico e una di vitamine
ogni giorno, e imboccato a forza con camole del miele (ogni due ore). Dopo
10 giorni aveva ripreso a volare perfettamente ed è stato liberato nella sua
zona di origine.
5) Il 5 ottobre 2002 una persona ha telefonato di sera tardi alla LAC
chiedendo aiuto per un riccio ferito sulla strada a Bareggio. Dalla
descrizione (crosta bianca sull'occhio) sembrava però trattarsi di
parassiti. Si consiglia di raccoglierlo e trasportarlo il giorno dopo al
Centro Recupero più vicino, quello di Vanzago.
A cura di Guido De Filippo e Paola Verganti
30 marzo 2004
Su Gondrano dal 20 aprile 2005
Per richieste di informazioni e consigli scrivere agli autori dell'articolo.
lacmi@abolizionecaccia.it
Appendice 1: Un pipistrello
Appendice 2: Un merlo sulla strada