|
Come ogni messinese conosco da sempre questo piatto. E come non potrei? E' il piatto "nazionale" dello Stretto, la squisitezza somma del Duemari. L'ho mangiato regolarmente prima di orientarmi verso la cucina vegetariana, e l'ho mangiato anche con gusto. Tuttavia...
Tuttavia ricordo che c'era qualcosa, come una nota stonata, in quel perfetto amalgama di sapori, qualcosa che non quadrava, qualcosa che strideva, qualcosa insomma senza il quale quel piatto non solo non avrebbe perso, ma anzi sarebbe stato più buono.
Nel corso degli anni sono tornato più volte a quei ricordi gastronomici e col tempo mi sono convinto che la nota stonata era proprio lui, il pescestocco, che il suo titolo di ingrediente principale era ampiamente usurpato.
Il sospetto è rimasto tale a lungo poi, pochi giorni fa, in uno di quei troppo rari momenti in cui capita di avere a disposizione tutto il tempo e la quiete che si vuole per far ciò che ci piace, ho deciso che era giunta l'ora di togliersi ogni dubbio e ho messo mano alla ricetta depennando l'ingrediente equivoco. E il sospetto è diventato certezza: il sapore era lo stesso, senza però più la nota stonata. Ogni qualità gastronomica del piatto dunque deriva non dal pesce bensì da tutto il resto, ingiustamente declassato al rango di condimento e che al contrario è tale da costituire pietanza a tutti gli effetti. Che il pescestocco alla messinese dunque rimanga senza pescestocco. E buon appetito.
|