Conclusa la stagione della frutta fresca, delle marmellate e delle conserve
di pomodoro, a settembre si comincia a pensare alla frutta invernale.
E' già tempo di nocciole, fra poco sarà quello delle castagne, e, fra la
frutta fresca, dei kiwi e dei kaki.
Ma intanto ci sono i fichi, l'abbondante racconto settembrino dei fichi. Di solito sufficientemente abbondante da generare eccedenze da serbare per
l'inverno. Ed ecco dunque come si fa.
Fichi: loro conservazione
I fichi che si vogliono conservare debbono esser colti in giorno sereno,
dopo che il sole ha dissipato la rugiada che li copriva, e quando sono
completamente maturi.
In Toscana si dà la preferenza ai fichi così detti dottati (1). Per
seccarli e conservarli, prima si toglie loro la buccia, si fanno seccare al
sole e poi conditi con qualche grano d'anice si dispongono in dischi o
pani. Così preparati questi fichi riescono molto bianchi e dolcissimi.
Altre volte gli stessi fichi dottati non vengono spogliati della
buccia, ma tagliati in mezzo e conditi con anici o semi di finocchio
vengono uniti a due a due, e, infilati in sottili ramoscelli di ginestra o
di vetrice, sono messi a seccare. I fichi neri, tenuti in conto di ordinari,
si fanno seccare interi e senza condimento, al sole o al
forno.
Jean Marie Parmentier
Il vero libro di cucina
Barion, Milano, 1937
(1) Detto di una qualità di fico dal frutto
grosso, consumato fresco o essiccato.
Fichi secchi tostati
(Ricetta pugliese)
I fichi appena colti si tagliano longitudinalmente in due metà e si mettono
in forno a 100 gradi finché non sono dorati. Poi si conservano in
terracotta o sotto vetro insieme a cannella a pezzetti, foglie di alloro, bucce di limone o arancio.
Rosario Colaci
24 settembre 2003