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Non solo no
Su La Repubblica del 7 settembre 2007 è apparsa un’intervista al chirurgo Ignazio Marino, specialista in xenotrapianti, il quale ha narrato che in occasione del primo trapianto di un fegato di babbuino su un uomo negli USA vi furono forti proteste da parte degli animalisti. Un paziente appena operato incontrando un gruppo di manifestanti domandò loro quanti avessero la tessera di donatori d’organi. Nessuno rispose affermativamente. Al che egli domandò se i malati dovessero secondo loro lasciarsi morire. La domanda, di valore ovviamente retorico, è proponibile solo nell’ottica del pregiudizio specista che valuta come risibile il valore di qualunque forma di vita in confronto a quella umana. E’ invece giusto il riferimento alla donazione d’organi. E ciò mette in luce un grave limite da cui è stata affetta fino a oggi la critica allo specismo: il suo essersi esplicitata attraverso una serie di “no a…” senza aver sentito come parte di sé l’elaborazione di modelli alternativi all’esistente.
In questa ottica la lotta contro gli xenotrapianti avrà necessariamente un senso propositivo e dunque sarà indissolubilmente legata alla lotta per l’incentivazione della donazione d’organi, che sarà anzi vista come parte essenziale della prima. C’è di più: la lotta così intesa non contrapporrà fittiziamente l’interesse umano all’interesse degli animali ma vedrà l’interesse comune, sempre presente in chi abita una “casa comune”. Nel caso che stiamo usando come esempio, l’interesse animale è ovvio, l’interesse umano consiste nel fatto che è intuitivo quanto sia preferibile per il buon funzionamento di un organismo umano ricevere un organo anch’esso umano piuttosto che appartenente a un membro di un’altra specie.
Lo stesso veganismo è troppo spesso inteso come un semplice no: no ai prodotti alimentari di origine animale, il che gli conferisce un carattere appunto di negazione che lo esprime in realtà solo in piccola parte. Al contrario il veganismo nasce da un sì. Sì a un modo di vivere improntato alla nonviolenza estesa a ogni componente della biosfera, di cui l’uomo è parte. Un modo di vivere che ovviamente non può fermarsi alle scelte alimentari ma che coinvolge ogni aspetto della nostra vita, fino a mettere in discussione il nostro stesso ruolo all’interno del sistema dominante, a cominciare dalla nostra complicità di “consumatori” nella sua cieca pretesa di espandersi all’infinito, naturalmente a danno di tutte le altre forme di vita della Terra, oltre che, naturalmente, dell’uomo stesso.
Abbiamo anche parlato nel numero di luglio di quali devastazioni, soprusi, massacri - su ecosistemi,
uomini, animali – comportino le predatorie politiche energetiche dei paesi industrializzati. E
dunque certamente non è azzardato affermare che fa parte della lotta per una visione non
antropocentrica del mondo il progetto di un diverso assetto dei consumi energetici che ci svincoli
da quei mezzi di produzione e da quei produttori. Ma un diverso assetto dei consumi energetici
significa un diverso assetto degli insediamenti umani, significa un diverso sistema di produzione
dei beni, un diverso modo di concepire il concetto stesso di bene. Implica la capacità di
progettare un futuro alternativo. Di progettare l’inesistente. Siamo molto al di là di un
semplice “no alla carne”. Siamo molto lontani da un semplice “no”.
E proprio a proposito di energia,
quest'anno a Roma vi sarà il
20° Congresso mondiale dell'energia,
organizzato dal World
energy council, dedicato a prefigurare
i futuri scenari energetici
globali, centrati ancora
sulle fonti energetiche fossili,
sul rilancio nucleare e sul massimo
profitto a discapito di
fonti rinnovabili, risparmio
energetico, pace, salute,
ambiente. Al contro-vertice che
si sta organizzando, gli antispecisti
non ci saranno. Come
se la cosa non li riguardasse.
Come se non riguardasse tutti
gli esseri viventi della Terra.
Filippo Schillaci
Da: Veganzetta, anno 1 numero 2
30 Settembre 2007
Su Gondrano dal 10 ottobre 2009
Nota: Presso il sito del Controvertice sull'energia: www.otherearth.net/home.html troverete
l'appello per costruire un "controvertice".
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