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Vivere la Decrescita
Una felice esperienza di autoproduzione

di Filippo Schillaci
Nella primavera del 1996 Filippo Schillaci, tecnico informatico presso un ateneo romano,
lascia il suo appartamento e va a vivere in campagna. Dietro questo passo non c’è né un
ossequio alle mode né una scelta estrema di «esistenza selvaggia» ma la semplice decisione
di non basare più la propria vita interamente sul denaro. L’autore comincia così ad
affiancare alla propria convenzionale attività retribuita l’autoproduzione di beni di uso
quotidiano; impara a coltivare un orto, a curare gli alberi da frutto, poi a costruire e
riparare da sé semplici oggetti o anche parti della casa. Il libro, alternando e fondendo
narrazione e riflessioni, racconta le tappe di questa esperienza e le idee, gli obiettivi
che l’hanno motivata e guidata.
È una sorta di diario di viaggio ma anche una discussione sulla concreta possibilità per
ognuno di migliorare il proprio stile di vita qui e adesso, senza impegnarsi necessariamente
in «ardimentose» avventure alternative bensì semplicemente mutando la propria percezione di
alcuni concetti chiave della vita di ogni giorno: benessere, divertimento, lavoro, tempo
libero. E mutando di conseguenza le proprie scelte in ciascuno di tali campi.
Filippo Schillaci è tecnico informatico part time presso la seconda università di Roma, ove
si è occupato anche di fotografia e linguaggio cinematografico. Durante gli anni ’90 ha
collaborato con il Museo dell’Immagine Fotografica e delle Arti Visuali del proprio ateneo
dedicandosi allo studio dell’opera di Andrej Tarkovskij, Godfrej Reggio e Silvano Agosti.
Dal 1996 vive in campagna, in provincia di Roma, affiancando alle proprie attività la
coltivazione biologica e lo studio delle tecniche artigianali tradizionali.
Il Movimento per la decrescita felice si propone di mettere in rete le esperienze di
persone e gruppi che hanno deciso di vivere meglio consumando meno; di incoraggiare
rapporti interpersonali fondati sul dono e la reciprocità anziché sulla competizione e la
concorrenza; di utilizzare e favorire la diffusione delle tecnologie che riducono
l’impronta ecologica, gli sprechi energetici e la produzione di rifiuti; di impegnarsi
politicamente affinché questi obiettivi siano perseguiti anche dalle pubbliche
amministrazioni, dallo Stato e dagli organismi internazionali.
A tal fine è necessario elaborare un paradigma culturale alternativo al sistema dei valori
fondato sull’ossessione della crescita economica illimitata che caratterizza il modo di
produzione industriale. Dall’attuale concezione di un «fare finalizzato a fare sempre di
piú», il lavoro dovrà tornare a essere un «fare bene» finalizzato a rendere il mondo piú bello
e ospitale per tutti i viventi. Di questa elaborazione, resa drammaticamente urgente dalla
necessità di impedire che l’effetto serra esca fuori controllo, le Edizioni per la
decrescita felice si propongono di essere un tassello, costituendo un laboratorio di idee
per un Rinascimento ancora possibile.
www.decrescitafelice.it
Filippo Schillaci, Vivere la Decrescita, Edizioni per la Decrescita Felice del Gruppo
Editoriale Italiano, Roma, maggio 2009, 238 p., stampato su carta riciclata,
ISBN13 9788896085080, €15,00.
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