Su una remota montagna abitava una bambola di sale.
Trascorreva la sua vita tra boschi di pini e di abeti che
si alternavano a
distese d'erbe e di fiori.
Da un vecchio che percorreva gli
antichi
sentieri sentì parlare del mare.
Non sapeva che cosa fosse, e pensò di
andarlo a cercare.
Si mise in viaggio: dopo alcune settimane la ricca
vegetazione
boschiva lasciò il posto a luoghi più aridi, fino ad un ampio
deserto,
che la bambola dovette attraversare.
Quando giunse di fronte
al mare, rimase a lungo muta.
Non riusciva a capire.
Allora chiese al
mare: "Chi sei?".
"Sono io", rispose il mare.
"Non capisco", disse
la bambola di sale, "come posso conoscerti?".
"E' semplice", disse
il mare, "toccami".
La bambola si avvicinò e mise lentamente un piede
nell'acqua:
avvertì una strana sensazione, ma non era dolorosa,
come un
inizio di comprensione.
Quando ritirò il piede, vide che le sue dita non
c'erano più.
Se ne lamentò con il mare, che disse: "Non essere triste.
Hai offerto qualcosa di te per capire".
La bambola contemplò ancora
quella grande distesa mobile,
quindi si immerse nell'acqua, sciogliendosi
lentamente.
Perdendo se stessa, sentiva che la sua comprensione aumentava.
Chiese un'ultima volta al mare:
"Chi sei?".
Parlò il
mare con la voce della bambola
o la bambola con la voce del
mare?
Scomparendo dentro un'ultima onda, un'unica voce disse:
" Io sono "