Sollecitazioni subliminali, ma poi che ci sarà mai da sollecitare?! Oggi mi sembra più adatto solleticare, solleticazioni subliminali. Ecco, forse sì, questo è più giusto. Come ogni mattina usciamo infangati dai nostri sonni intrisi di cambiali, condomini, luce, gas, un po' persi come sempre. Miliardi di proletari senza più neanche tanta prole, ci mescoliamo fra aliti, sguardi un po' spenti, visi sicuramente preoccupati lontani anni luce dal bianco dash, senza nessuna mercedes, senza diamanti per sempre, ne sanno qualcosa gli albanesi che sono venuti a fucilate per vedere da vicino il mulino bianco, e penso a mio padre a mia madre, con il nostro tavolo di formica senza mulini, nel '50 c'era ben poco da molinare, oggi ancora meno.
Noi però la nostra trappola la conosciamo bene, dopo anni di assunzione pedissequa, lo sappiamo ed ingoiamo voracemente tutto senza neanche spaventarci, tanto ci pensa l'omino bianco che ci nutre di gran biscotto.
Sì, questo è dedicato proprio al nuovo Dio mediatico ed al nostro totem, pubblicità e televisione, nostro pane quotidiano, consumato guarda caso in quantità industriale, senza rendercene conto subiamo quotidianamente questa re/pressione che ci rende distrattamente tutti uguali, tutti poveri o quasi, sicuramente più insicuri e meno protetti.
Ho tentato, forse goffamente, di frantumare questo incantesimo, rubando frammenti di questa deroga e utilizzandola per mio consumo personale; non dovrei aver infranto nessuna legge, ho solo ripreso quello che è mio, nostro, è notte sono le 2 di una fine febbraio quasi del 2000 e sono ancora vivo.
Fraterni saluti,
Fabrizio Buratta
25 febbraio 1999