La Casa di Gondrano
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Con gli occhi dell'immaginazione
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Il laboratorio

 

Fabrizio Buratta

Materiali potenzialmente infetti

"materiali" è l’ultimo dei lavori legati ad una ricerca iniziata negli anni 80, probabilmente non ancora terminata. L’ultimo perché con questo cercavo di uscire da un impegno ossessivo con la "vita circostante". Dopo "ideogrammi", "chiusura ermetika", "con /tatto", "sollecitazioni subliminali" tentavo di riscrivere la mia vita personale fatta di nuovi cieli, credevo, fatta di nuove ispirazioni ma qualcuno pensò bene di oscurare i nostri cieli e ci fu il golfo con tutta la sua angoscia e con tutta la mia impotenza solitaria. Ed allora come si fa a chiudere gli occhi, la bocca, il naso? Come non sentire l’odore di carne bruciata, il rumore insopportabile delle urla, delle BOMBE. Un bambino corre su una strada polverosa, la sua sorellina lo segue, si ferma, raccoglie una bambolina, dopo pochi secondi tutto salta in aria, sotto gli occhi di tutto il mondo. Ma a me che me ne frega..... tanto Valeria, mia figlia, è di là con i suoi giochi..... mi viene da vomitare..... bah!! sarà il vino cattivo che ho bevuto.

NOI MANIACI,
ECCENTRICI,
NOI COGLIONI ASSORTITI.....
PERSI

STANOTTE T’HO SOGNATA
SENZA NE' URLA
NE' SIRENE

 

NON SI SENTIVA PIU’
L’ODORE DI SANGUE,
MA PROFUMO DI PESCHE

TRE TERRIBILI BOCCATE,
SORSATE DI WHISKY

 

TOCCARE,
SFREGARE,
FINO AD AFFOGARE

DELLA MIA RIVOLTA
E’ RIMASTA SOLO UN OMBRA
COME LA BAMBINA DI HIROSHIMA

 

FACEVAMO L’AMORE NEL BAGNO,
DI LA’, LA GENTE RIDEVA, BEVEVA

I TUOI OCCHI COLOR SABBIA,
DESERTO NELLA MIA MENTE

 

LE MIE IDEE SONO CONFUSE
COME I TUOI CAPELLI

ERA L’ULTIMO GIORNO D’INVERNO,
NAVIGANDO TRISTEMENTE ADDOLCITO,
CULLATO,
VAGAVO VERSO TERRITORI
IMPROPONIBILI

 

MI SAREI FATTO CALPESTARE
IN CAMBIO DI POCHI FIORI,
L’ASFALTO FREDDO,
PIU’ ASPRO DI UNA TORTA AL LIMONE

VOGLIO GUARDARTI LE COSCIE
MALEDETTO MONDO

 

ERAVAMO TRISTI COME MANGIATORI
CLANDESTINI DI NOCCIOLINE

AMORE MIO MI SONO BEVUTO LE CERVELLA
CHISSA' CHE NON SOMIGLI AD UNA STELLA