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Con gli occhi dell'immaginazione
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Il laboratorio



I l   g i a r d i n o   d i   M a r i a   R o s a

 


La performance di Barbara Mauri     Le parole     Il giardino     Le immagini     Le immagini nel giardino


 

Il mio giardino - e il giardino in generale - è per me seduzione prima di ogni altra cosa. Seduzione messa in atto attraverso colori, profumi, forme, volumi, suoni, luci e ombre. Perché il giardino è fatto di tante cose, non solo di piante e fiori. Anche delle presenze
Disegno di Flavia Battaglini dal libro Il Tao e la Luna di Gianpietro Sono Fazion, ed. Appunti di Viaggio, Roma

Disegno di Flavia Battaglini dal libro Il Tao e la Luna di Gianpietro Sono Fazion, ed. Appunti di Viaggio, Roma

che lo abitano, degli animali domestici o selvatici, degli insetti utili o dannosi, e delle persone che lo vivono, da chi ne fruisce e ne gode a chi se ne prende cura con perseveranza e nel tempo. Il mio giardino è fatto anche di me. Nel giardino ci si mette in gioco, si sperimenta, si ottengono vittorie e si imparano le sconfitte. Al giardino ci si accosta con umiltà, almeno così dovrebbe essere, consapevoli che lo abbiamo abitato di esseri che in buona parte rimarranno oltre noi.

Il lavoro in giardino è anche meditazione, può diventare terapia a ben vedere, perchè tutto ciò che accade in giardino è anche ciò che accade nelle nostre vite: nascere, crescere, morire, soccombere e a volte rinascere sono le regole che la natura persegue in un campo incolto, in un giardino, nel nostro quotidiano vivere.

Il giardino è una manipolazione consapevole della natura perciò è fatica e delusioni, sconfitte e impotenza così come meraviglia, stupore, gioia e molta consolazione. Per concludere direi che il mio giardino è anche un archivio di ricordi perché tante delle presenze che ho posto ad abitarlo sono state scelte sulla scia di ricordi di altri giardini e persone a me vicine, che hanno avuto e amato giardini che hanno popolato la mia infanzia e che anche allora in modo per me ancora inconsapevole, mi avevano sedotta.

Maria Rosa Casiraghi

9 ottobre 2006


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