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Lettera di un viaggiatore notturno
Messaggio di autore anonimo dal newsgroup
it.arti.poesia Tanto tempo fa (ma era davvero tanto?) sono tornato in una città dove avevo a lungo vissuto. Strana cosa riconoscere ogni muro, ogni strada e nessun passante. Sapere che io con quella città così familiare non avevo più nulla a che fare.
Succede la stessa cosa adesso che dopo ... un anno? due? ritorno qui,
un'altra volta (ogni tanto lo faccio) per leccarmi non vi dirò quali
ferite (so che non ve ne importa nulla). C'è una piccola stellina, chissà cosa ci fa qui, ed è questa:
Da: "Margherita" Ancora molto tempo fa durante un'escursione notturna in una zona boschiva (da quanto tempo non ne faccio più?) ho sentito un suono ovvio, familiare, si potrebbe dire banale: il verso di un gufo. Ho pensato: si sta preparando alla sua caccia notturna; e anche questo pensiero potrebbe essere chiamato banale, se non fosse che in esso è contenuta una implicazione: che poco dopo qualcuno sarebbe morto. La notte è anche questo. Ma tu continua a credere che sia fatta solo di stelle. A volte piace crederlo anche a me.
Un piccolo fuoco
e di me non ho traccia
mi chino a prendere |