Giovedì, 13 Febbraio 2003
Io credo che sia in fondo normale avvertire un senso di spaesamento quando si fa qualcosa che costituisce un mutamento nella propria vita. E' un po' come la faccenda delle colonne d'Ercole del racconto: non si sa cosa c'e' al di la' mentre si ha la certezza che tutto cio' che ci e' familiare e sicuro ce lo stiamo lasciando alle spalle. Anche se è solo un viaggio momentaneo dà un senso di insicurezza. Che però poi poco a poco scompare man mano che ciò che era prima sconosciuto comincia a sua volta a diventare familiare...
Sì, anche se mi sono sempre sentita a mio agio con te… è il "contorno" a crearmi un po' di disorientamento, non avere intorno oggetti familiari, dover "prendere" altre misure...non so come spiegarti meglio, forse è un caricare di affetti anche le cose inanimate che fanno parte del mondo in cui sono...cose che dicono qualcosa di me, dei miei sentimenti presenti e passati...nella mia stanza, non so se hai notato, ci sono le foto dei miei genitori, ma anche di Lillo, il cagnolino che avevo raccolto in strada...lui non dormiva sul letto come adesso Diana, ma su una stuoia stesa per terra... è stato il compagno fedele durante gli anni duri della malattia di mia madre. Lei voleva che lo dessi via (erano gli anni del suo affetto possessivo che mostrava anche nei confronti degli animali), io ho insistito nel tenerlo, caricandomi dei soliti sensi di colpa. Mia madre infatti sottolineava spesso che non le volevo bene perchè non avevo "ubbidito" alla sua richiesta. Lillo è rimasto, spesso me lo portavo in macchina al lavoro perché la sua presenza in casa non infastidisse oltre mia madre, che, comunque, col passare del tempo gli ha voluto bene e ha sofferto forse più di me al momento della sua morte.
Mercoledì, 16 Aprile 2003
(...) Volevo un po' dei tuoi ricordi per tenerli dentro di me. Spesso fotografo ciò che so che non rivedrò più, è l'unico modo, a volte, per far sopravvivere quella parte del passato che lo merita.
E' vero. Non avevo mai pensato a questa funzione della fotografia, forse perchè non ho mai amato rivedermi in una fotografia. Anche ***, l'ex-amica di cui ti ho parlato, amava fotografare...sono sue alcune foto dei miei iris più belli, di Matti, il gatto preferito da mia madre, di Lillo, il mio bastardino bianco e nero. Sai, quando ho dovuto sopprimere Lillo, è venuta lei insieme con il marito (c'era anche mio zio) e mi hanno aiutato a seppellirlo in giardino mentre io piangevo. Poi *** mi ha preparato una lastra di pietra su cui ha inciso il nome "Lillo". La vedo guardando dalla mia finestra...anche adesso.
Venerdì, 23 Gennaio 2004
...qui fa troppo freddo perché nevichi...ma basterà che la temperatura si alzi di qualche grado e anche noi avremo la nostra bella nevicata. Pensavo poco fa ai miei ricordi legati alla neve. Beh, forse perché più recenti, mi sono tornate alla mente immagini legate a momenti della malattia di mia madre.
Forse ti ho già parlato di quando***, la mia amica di qualche anno fa, che mi ha aiutato tantissimo durante quegli anni, venne a trovarmi dopo una abbondante nevicata e insieme al marito ed alla figlia si mise a costruire un pupazzo di neve in giardino con tanto di carota per il naso, di berretto e di scopa: il classico pupazzo di neve, insomma.
Mia madre era in casa, a letto, gelosa che io mi potessi divertire con altre persone che considerava un po' nemiche perché mi allontanavano in qualche modo dalla sua sfera affettiva. Io, del resto, partecipavo al divertimento in maniera abbastanza lontana, sentendomi un po' in colpa per quella breve evasione dalla vita di tutti giorni...e poi, non mi ricordo di aver mai giocato alla neve da bambina. Era il 1997, credo...c'era ancora Lillo con me...caro, dolce, fedele Lillo!
E poi ricordo che la neve ha accompagnato il mio viaggio di ritorno da***...eravamo andati da uno psichiatra per una visita e per l'esame della TAC...persona brusca, senza mezzi giri di parole mi aveva detto che mia madre aveva l'Alzeihmer e che non c'era speranza...e ricordo il momento in cui avevo comunicato la cosa a mio fratello, incoraggiandolo a lottare e a non dare troppo credito a quella diagnosi. Eravamo in giardino, la neve alta intorno...era il gennaio 1985,dieci mesi dopo la morte di mio padre...mia madre, e io con lei, abbiamo lottato ancora per tanti anni.
Mercoledì, 29 Settembre 2004
ps Adesso scendo a seppellire Cipcip.
Scriverò di lui...vorrei che ne rimanesse memoria qui...come di Lillo, cane fedele fino agli ultimi giorni della sua vita con me.
(...)
Il mio vecchio e stanco Lillo...quante avventure io e lui sulla Peugeottina!
Il mio buffo e adorabile Barone Rosso!
Stella
Su Gondrano dal 14 febbraio 2005