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Due visitatrici hanno lasciato una traccia particolarmente incisiva del loro passaggio. La prima con una riflessione personale, la seconda con un regalo: la raccolta di poesie Parole piccole di Tiziana Soragna, accompagnata da un affettuoso biglietto rivolto a me e alla mia compagna. E' singolare il fatto che entrambe queste letture siano in chiave religiosa, proprio di quella religiosità trascendente che fra tutte mi è più estranea, ma nulla di male in ciò. L'opera astratta, ci insegnava Eco, è aperta a una molteplicità di percorsi di lettura; che a volte, aggiungo io, riescono perfino a essere sottilmente paralleli. F. S.
Mi sono piaciute, le ho apprezzate molto, perché lasciano spazio a chi le osserva, di liberare le proprie emozioni, attraverso il movimento della luce, del colore e le forme impercettibili. Ho visto in quelle immagini la creazione della vita su questo pianeta da parte di una mano divina. Un volere sublime soprannaturale. Ho sentito il caos, l'enigma, la mia nascita. In quei colori, in quella forma, nei movimenti di luce, nei vortici, nelle profondità, ho rivisto, rivissuto sensazioni, stati d'animo della mia esistenza.
La gioia, l'amore, l'eternità, date alla luce. Ho visto la consapevolezza, ho sentito la speranza, l'onda della vita che si spegne, muore nella rena, per poi rinascere di nuovo nel mare, in un movimento continuo.
La vita che continua, attraverso la luce che sempre emerge, qui e in un'altra dimensione.
La luce divina dopo la morte. Per l'eternità. Bianca
Un lungo viaggio Tiziana Soragna, Da Chiara
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