I s o l a d e l l a l u c e
Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura,
ché la diritta via era smarrita.
Ahi quanto a dir qual era è cosa dura
esta selva selvaggia e aspra e forte
che nel pensier rinova la paura!
Tant'è amara che poco è più morte;
ma per trattar del ben ch'i vi trovai,
dirò de l'altre cose ch'i v'ho scorte.
(Dante)
Ovunque ci volgiamo nella bufera di rose,
la notte è illuminata di spine, e il rombo
del fogliame, così lieve poc'anzi tra i cespugli,
ora ci sta alle calcagna.
(Ingeborg Bachman)
Se amando troppo
si finisce per non amare affatto...
Io dico che l'amore
è un'amara finzione:
quegli occhi a vela
che vanno
e vanno
su onde di latte;
cosa si nasconde, mio Dio,
dietro quelle palpebre azzurre?
Un pensiero di fuga?
Un progetto di sfida?
Una decisione di possesso?
La nave dalle vele nere
gira ora verso occidente,
corre su onde d'inchiostro,
fra ricci di vento
e gabbiani affamati.
So già che su quel ponte
lascerò una scarpa, un dente
e buona parte di me.
(Dacia Maraini)
Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto a ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.
Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr'occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.
(Eugenio Montale)
A distesa,
a distesa suonavano le campane...
Era in arrivo stava arrivando era arrivata
la Nostalgia!
Era una nostalgia di chi?
Era una Nostalgia di un signore.
Andato via?
Andato via?
Era una nostalgia grande?
Era la Nostalgia più grande di tutta la vita.
(Nelo Risi)
Il papavero rosso...
Il bello
è non avere
una mente. Sentimenti:
oh, quelli ce l'ho; mi
governano. Ho
un signore in cielo
chiamato sole, e mi apro
per lui, mostrandogli
il fuoco del mio cuore, fuoco
come la sua presenza.
Cosa potrebbe essere tanta gloria
se non un cuore? O miei fratelli e sorelle,
eravate come me una volta, molto tempo fa,
prima che foste umani? Vi
permettevate di
aprirvi una volta, voi che non vi sareste
aperti mai più? Perché in verità
sto parlando ora
come fate voi. Parlo
perché sono spezzato.
(Louise Gluck)
Bucaneve...
Sapete cos'ero, come vivevo? Sapete
cos'è la disperazione; allora
l'inverno dovrebbe avere senso per voi.
Non mi aspettavo di sopravvivere,
con la terra che mi schiacciava. Non mi aspettavo
di svegliarmi, di sentire
nella terra umida il mio corpo
capace di rispondere di nuovo, ricordando
dopo tanto tempo come riaprirsi
nella luce fredda
della primavera agli albori:
impaurito, sì, ma di nuovo fra voi
gridando sì rischiare la gioia
nel vento aspro del nuovo mando.
(Louise Gluk)
Ti ricordo com'eri l'ultimo autunno.
Basco grigio e cuore calmo.
Nei tuoi occhi fiammeggiava il crepuscolo
e le foglie cadevano nell'acqua della tua anima
(Pablo Neruda)
Nel sogno della nostra notte,
sotto una coltre di grande luna
ci sedemmo sull'erba
che abbraccia la sorgente,
fra noi posammo l'antico lume
e a lungo,
e in silenzio
ne ascoltammo il debole chiarore,
specchiando in quella debolezza
che calda bagnava
l'oscuro spazio tutto intorno,
dolcemente la nostra,
prima che l'alba
una volta ancora
devastasse l'universo.
(Anonimo)