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Dopo viene il silenzio
Il primo sguardo
La forma della luce
Prima che sorga il tempo
Il silenzio




 


La performance di Barbara Mauri     Le parole     Il giardino     Le immagini     Le immagini nel giardino


 Isola del fuoco  Isola dei riflessi  L'arcipelago  Isola della luce  Isola dell'acqua

I s o l a   d e l l' a c q u a   

La mia poesia è una foglia colpita dal sole:
si illuminano e fanno ombra le mie parole

(Giovanna De Carli)


Ombre d'alberi:
la mia ondeggia
nella luna invernale

(Shiki)


Ospiti vanno e vengono da un millennio
per caso
anche la libellula posata sul giglio d'acqua e anch'io

(Ko Un)


Se non potete essere un pino sulla vetta del monte,
siate un cespuglio nella valle, ma siate
il miglior piccolo cespuglio sulla sponda del ruscello.
Siate un cespuglio se non potete essere un albero.

Se non potete essere una via maestra, siate un sentiero.
Se non potete essere il sole, siate una stella;
non con la mole vincete o fallite.

Siate il meglio di qualunque cosa siate.
Cercate ardentemente di scoprire
a che cosa siete chiamati,
e poi mettetevi a farlo appassionatamente.

(Martin Luter King)


Come un cuore protetto,
rosso sangue
il fiore della rosa selvatica comincia
a schiudersi sul ramo più basso,
sostenuto dalla massa
intricata di un grande cespuglio:
fiorisce contro l'oscurità
che è sfondo costante
del cuore, mentre i fiori
più in alto sono vizzi o marci;
sopravvivere
alle avversità solamente
ne scurisce il colore. Ma John
dissente, pensa
che se questa non fosse una poesia ma
un giardino vero, allora
la rosa rossa non
dovrebbe assomigliare
a nient'altro, né
un altro fiore né
il cuore ombroso, che
ad altezza di terra pulsa
mezzo rossastro, mezzo scarlatto.

(Louise Gluck)


Vorrei essere un melo selvatico,
un grande melo selvatico,
vorrei che del mio corpo si saziassero
tutti i bambini affamati,
coperti dalla mia ombra.

Vorrei essere un melo selvatico,
che quando sarà secco un giorno,
e abbattuto dal padre inverno,
asciughi con la sua fiamma
le lacrime degli orfani cupi.

(A. Jozsef)


Guarda l'acqua inesplicabile:
     contrafforte, torre, soglio
di granito, piuma, ramo, ala, pupilla
tutto spezza, scioglie, immilla;
     nell'ansiosa flessione
quello ch'era pietra, massa di bastione,
     è gorgo fatuo che passa, trillo d'iride, gorgoglio
e dilegua con la foglia avventurosa;
sogna spazi, e dove giunge lucente e molle
non è che un infinito frangersi di gocce effimere, di bolle.
     Guarda l'acqua inesplicabile:
     al suo tocco l'Universo è labile.
E quando hai spento la lampada ed ogni
pensiero nell'ombra senza peso affonda,
la senti che scorre leggera e profonda
e canta dietro ai tuoi sogni.

(Lucio Piccolo, La meridiana)


I giorni della luce fragile, i giorni
che restarono presi ad uno scrollo
e la corrente li portò lontano,
di là dagli orizzonti, oltre il ricordo,
- la speranza era suono d'ogni voce,
e la cercammo
in dolci cavità di valli, in fonti -
oh non li richiamare, non li muovere,
anche il soffio più timido è violenza
che li frastorna, lascia
che posino nei limbi, è molto
se qualche falda d'oro ne traluce
o scende a un raggio su la trasparente
essenza che li tiene -
ma d'improvviso nell'oblio, sul buio
fondo ove le nostre ore discendono
leggero e immenso un subito risveglio
trascorrerà di palpiti di sole
sui muschi, su zampilli
che il vento frange, e sono
oltre le strade, oltre i ritorni ancora
i giorni della luce fragile, i giorni...

(Lucio Piccolo, I giorni...)


E' tutto così semplice,
     sì, era così semplice,
     che quasi non ci credo.
A questo serve il corpo:
     mi tocchi o non mi tocchi,
mi abbracci o mi allontani.
     Il resto è per i pazzi.

(Patrizia Cavalli, Pigre divinità e pigra sorte)


L
e

p
a
r
o
l
e

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