Filippo Schillaci si occupa di fotografia dal 1982 e di linguaggio cinematografico dal 1994.
Come fotografo ha sviluppando parallelamente per qualche tempo uno stile figurativo, in cui si avverte l'influenza della fotografia di David Hamilton e della pittura impressionista, e una tendenza all'astrattismo verso il quale si č poi interamente orientata la sua attenzione fino a pervenire a esiti informali e infine a una estrema rarefazione visiva.
In campo cinematografico si č occupato in particolare dell'opera di Andrej Tarkovskij, Godfrey Reggio e Silvano Agosti.
Dal 1994 al 1998 ha collaborato con il Museo dell'Immagine Fotografica e delle Arti Visuali dell'Universitā di Roma "Tor Vergata".
Ha partecipato all'opera collettiva Immagini in libertā, il cinema in esilio di Silvano Agosti e ha tenuto lezioni sul linguaggio cinematografico nell'ambito del master New media e comunicazione presso l'Universitā di Roma "Tor Vergata" negli anni 1997 e 1998.
Da alcuni anni č impegnato in campo ecologista con particolare riferimento alle tematiche dell'antispecismo e della decrescita. E' autore del libro Caccia all'uomo, sui danni sociali dell'attivitā venatoria.
Indietro