La Casa di Gondrano
Home (Page)
Chi è Gondrano?
Chi siamo noi?
Cosa è e cosa sarà la casa di Gondrano?

Con gli occhi dell'immaginazione
Indice degli articoli
Indice delle zone
Il laboratorio

 

Il Giardino

Giovedì, 3 Ottobre 2002
Una noticina triste da parte mia. In questi giorni stanno sistemando (dovrei dire meglio "assassinando") il giardino del mio vicino. Hanno tagliato praticamente a terra una siepe di lauro che ha ospitato negli anni scorsi e negli anni della mia infanzia tanti merli che vi facevano le nidiate. Spero non eliminino un tiglio che nelle notti d'estate rendeva ancora più dolce e carezzevole l'aria. E' triste vedere uno spazio vuoto dove prima c'era verde...e sentire il rumore della motosega mi fa stringere sempre un po' il cuore (non è un'espressione metaforica, lo sento veramente stringersi. Forse l'hai provato anche tu).

Sabato, 5 Ottobre 2002
Hanno tagliato anche oggi un altro pezzo di siepe. Spero che gli uccelli abbiano traslocato in tempo, e in direzione dei miei alberi...qui, gatti permettendo, saranno al sicuro.

Martedì, 1 Aprile 2003
A proposito di fioritura, tornando, ho trovato la magnolia che posso vedere dalla mia stanza tutta in boccio. E' uno splendore, sai? Dureranno poco questi fiori, ma vederli è uno spettacolo e trovarli così una graditissima sorpresa.
Purtroppo, nel giardino del mio vicino è continuata la distruzione: abbattuti altri alberi, tra cui una altissima tuia. Desolante vedere i loro moncherini rimasti sul terreno.

Mercoledì, 2 Aprile 2003
E assurdo. Non riesco a capire il motivo di un tale scempio. Era un giardino bellissimo, con fiori, piante, tanti merli...ora il niente, o quasi.

Giovedì, 3 Aprile 2003
Una tuia, un abete, una camelia rossa, una glicine, un melo, una magnolia penso introvabile, di cui non ricordo neppure il nome, se non che era di una specie rara, forse africana. Di quest'ultima, allungando la mano nel giardino del mio vicino, ho raccolto una specie di grappolo che potrebbe contenere i semi per farla germogliare. Mi informerò da qualche fiorista per sapere se ciò è possibile e quando e in che modo. Le piante erano tante e bellissime...era un piccolo paradiso terreste, adesso veramente uno scempio.

Mercoledì, 9 Aprile 2003
Davvero tanta desolazione e tanta tristezza dentro, dopo la rabbia.
Hanno cominciato a tagliare i moncherini e i rami delle piante già abbattute nel primo pomeriggio...mi sono affacciata alla finestra e ho chiesto loro se avevano intenzione di tagliare anche l'ultimo albero sopravvissuto.
Mi hanno fatto cenno di sì con la testa...io ho battuto loro le mani ironicamente e ho aggiunto: "Bene, così completate la distruzione". Hanno sorriso.
Io, se fossi stata loro vicina, li avrei apostrofati anche pesantemente. Avevo dentro una tale rabbia, il cuore mi batteva all'impazzata: volevo fare e avevo paura di fare, da brava bambina abituata a rispettare le regole.
L'albero è stato abbattutto mentre ero fuori... mi è stata risparmiata la pena di sentirlo cadere sotto i colpi di scuri e motoseghe.
Tornando, il vuoto là dove fino a oggi pomeriggio si innalzava un abete altissimo.
E adesso costruiranno, me lo ha confermato mio fratello, e tanto, penso. Il paesaggio della mia infanzia e in fondo di tutta la mia vita sta cambiando, anzi, è cambiato e io non lo riconosco più... la sensazione è di sentirsi estranea senza i soliti punti di riferimento più cari, che per me sono sempre stati suoni, profumi, immagini di piante fiorite e abitate da splendidi merli.

ps Devo trovare qualche pagina o qualche poesia su alberi o boschi. Forse anche così ricorderei i "miei" alberi tagliati senza pietà.

Mercoledì, 9 Aprile 2003
Mi è venuta in mente all'improvviso, tra un sms e l'altro indirizzati a te, questa poesia che avevo letto anni fa e ho spesso proposto ai ragazzi nei miei primi anni di insegnamento.
Che bello ricordare all'improvviso qualcosa che è stato tuo anni addietro, vero?
E' dedicata a te e al grande albero che è stato con me in silenzio per tanto tempo... senza chiedere niente e dando tanto.

Venerdì, 11 Aprile 2003
Ti ho raccontato della mia prima casa di fronte al mare, abbattuta per costruirci dei condomini, e del giardino nel cortile della casa di mia madre trasformato in una piattaforma di cemento, e della casa di mia nonna abbattuta. Cosa è rimasto di tutti questi miei ricordi? Andrej Tarkovskij raccontava del suo paese natale in Russia, sommerso dalla distruzione di una diga.
In fondo una delle componenti più importanti della mia vita è cercare di fermare questi ricordi che scompaiono perché ogni ricordo che scompare è un pezzo di vita che se ne va.

Domenica, 13 aprile 2003
Sai che il faggio è l'albero del mio giardino a cui sono più affezionata? D'estate, mi ci nascondo sotto, ne tocco la scorza... nessuno mi può vedere dall'esterno, tanto ricchi di foglie sono i rami. E' grande, forte, mi protegge e mi rassicura.

Lunedì, 14 Aprile 2003
Ieri mi hai chiesto di raccontarti la storia della casa vicina alla mia. Non avrei molto da dirti, i miei rapporti con i signori *** che l'abitavano quando ero piccola non sono stati molto assidui. Non ci siamo mai invitati nelle rispettive case... loro erano più anziani dei miei, lui un falegname serio e preciso, ma uomo un po' burbero. La moglie è morta prima di lui e negli ultimi anni aveva una forma di vecchiaia precoce. Ho l'immagine di questa signora che parlava con mia mamma dal suo giardino al mio attraverso la cancellata di pietra. Si scambiavano piccoli piaceri, scambio di uova, di prezzemolo...soprattutto chiacchieravano, mia mamma poi che era una gran chiacchierona in questo non si faceva pregare... :) Ricordo la loro figlia, amica di mia madre, morta quasi cieca e lontana dalla sua casa. Solo con lei si poteva dialogare, visto che era impossibile farlo con l'ometto di cui ti ho parlato, che teneva la cagnetta, oltre che un pollaio e che si è sempre comportato in maniera a dir poco strana. Ho sempre preferito tenerlo alla larga. Del nipote dei signori *** posso dire che si è sempre disinteressato della casa, abitando a Milano e avendo lì una attività.
Ieri sera ho chiesto a mio fratello di fotografarmi quella casa e il giardino.."Per ricordo", gli ho detto. Spero lo faccia. Mi fa molta tenerezza questa casa, senza più intorno gli alberi che la proteggevano e di notte, nelle lunghe notti in cui è stata disabitata, le sussurravano quasi una ninna nanna.
Le tapparelle sono state alzate in queste ultime settimane. Guardandola ieri sera, mi sembrava proprio che le finestre fossero simili ad occhi, aperti sul vuoto intorno e sul nulla a cui andrà incontro quando verrà rasa al suolo.

P. S. Mi insegnerai a scattare una foto? Io non ho una macchina mia, non ho mai neanche amato le fotografie, soprattutto quelle scattate a me. Adesso però sento la necessità di fermare dei momenti, attraverso cose, persone, animali...per poterli ripercorrere con la memoria e ritrovarli, come parte di me e della mia vita.

Martedì, 15 Aprile 2003
:)))
Sai che nella parte più lontana del mio terreno,una parte che è stata acquistata da mio padre tanti anni fa, abbiamo alcuni castagni? Ero andata lì domenica con Diana, confesso che non frequento molto spesso questa parte del giardino, che non è ben tenuta, e che comunque ti dà una sensazione piacevole, i rumori della strada sono attutiti, l'aria più frizzante, il panorama splendido: colline sullo sfondo con piccoli gruppi di case sparsi qua e là. Sei a due passi da casa, ma forse perchè sei alla fine del ronchetto e sei più in "alto", ti sembra di essere quasi in villeggiatura :))

Mercoledì, 16 Aprile 2003
Ti fa tenerezza lo svanire di tutti gli anni in cui quella casa è stata abitata, come lo è stata la tua, il ricordo di tutta la vita che è trascorsa e che vorresti non lo fosse. E' così?

Sì, esatto. Per me casa = nido di affetti, di memorie, un po' alla maniera pascoliana.
Ci sono case splendide e non vissute... io penso a qualcosa anche di semplice, ma che trasmetta calore e intimità.

Lunedì, 28 Aprile 2003
Giornata freschina, con cielo nuvoloso...la sorpresa più gradita tornando a casa è stata trovare fioriti nell'arco di tre giorni azalee, iris blu-viola, l'ortensia di cui ti ho portato un petalo...e il faggio! Sono spuntate le foglie, adesso è quasi completamente verde, eppure venerdi, quando sono partita, era ancora tutto secco.

Martedì, 3 luglio 2003
Sai che ci sono degli husky nei giardini vicini? Si riconoscono perchè ululano, un ululato triste che ti stringe un po' il cuore, quando ad esempio suonano le campane. Chissà cosa vogliono comunicare e chissà che cosa fa nascere in loro questo suono.

Martedì, 8 Luglio 2003
Notizia un po' triste: oggi ho saputo che al posto della casa vicina ormai abbattuta costruiranno un centro commerciale. E' un po' la mania di noi qui in Lombardia: centri commerciali e rotonde. Una tristezza veramente!

Martedì, 15 Luglio 2003
...contavo di fare qualcosa stamattina, ma ho questionato (mi sono proprio arrabbiata, sai) con alcuni operai qui accanto...con le ruspe avevano rotto un tubo e stamattina non avevamo acqua.
Certo, forse me la sono presa con chi non c'entrava, con l'addetto dell'acquedotto, per la precisione, ma tu sai quanta rabbia è dentro di me da alcuni mesi per quanto è avvenuto nella casa qui vicino. Ho saputo che verranno costruiti un negozio di abbigliamento e uno di articoli per il giardino. Noti l'ironia? Anche per questo è stato distrutto un giardino...mah! Fra l'altro con le ruspe sono arrivati al margine della strada dove appunto corrono tubi per l'acqua dei quali nessuno supponeva l'esistenza e dove ci sono ancora siepi...e io penso ad uccellini che eventualmente vi hanno fatto il nido. Non so che altro aggiungere, solo che quando sono arrabbiata mi trasformo anch'io, un po' come mi hai detto succede a te. Ma non si può sempre subire, vero?

Giovedì 17 Luglio 2003
Non ce la faccio più con le ruspe, sai? Dalle 7 del mattino alle 8 di sera... Ti racconterò. Adesso seguo l'esempio della pecorella, che si è appisolata proprio dopo l'ultima a di appisolata.
Mi sta dicendo che forse devo rilassarmi...qualche pagina di un libro e poi...a nanna.

Stella

Su Gondrano dal 8 luglio 2004


La casa, circondata dal vuoto.   Quel che rimane di un sentiero di pietra e di ciò che è stato un grande albero   Un altro albero distrutto
Inizia la demolizione della casa   La demolizione   L'ultima parete
Ultima sopravvissuta: una vetrata.   Infine, una pietraia dove era il giardino.