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Costruzione della scopa di saggina
Tipica lavorazione del periodo invernale, che richiede, oltre ad una buona abilità tecnica, una notevole forza. Ho appreso questa tecnica da mio padre (Gaetano Comi 1921-1997); coltivava la Melga e realizzava con questa le scope per uso proprio. I fusti della Melga vengono ripuliti dai semi e dalle foglie, si passa poi alla legatura di un mazzetto avente un diametro di circa 5 cm con salice o corda. Lungo i fiumi o semplicemente nei luoghi umidi troviamo un prodotto naturale: il salice. Usare, in questo caso, i rami dell'anno (germogli che non hanno ancora consistenza legnosa) e con diametro atto alla loro lavorazione. Tagliati dalla pianta, sono subito utilizzabili. In questo modo il salice non perde la sua particolare caratteristica: la flessibilità. E' utilizzabile proprio come una corda: fermare una estremità, arrotolare con più giri il resto del rametto attorno al mazzetto di melga e infilare la cima avanzante all'interno della legatura stessa. Occorrono tre di questi mazzetti per fare una scopa. Si uniscono questi 3 mazzetti e si legano fra di loro nella parte superiore con la corda per favorire una prima strozzatura e poi si procede con il salice per la legatura finale. Si elimina la parte di fusto eccedente e la scopa è così fatta; basta inserire un manico di castagno opportunamente stagionato e scorticato. Tiziana Comi Febbraio 2006
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