Il manuale che segue è stato redatto da L. G. (l'autrice mi ha chiesto di non citare per intero il suo nome) la quale vive nelle Marche e ha imparato a filare da un'anziana donna del luogo. Da parte mia
ho inserito alcune interpolazioni basate sui seguenti testi:
Voci "Cardatura" e "Scardasso" in: Nicola Zingarelli, Vocabolario
della lingua italiana, Zanichelli, Bologna, 1970.
"Filare lana e cotone" in: John Seymour, Per una vita migliore ovvero
il libro dell'autisufficienza, Mondadori, Milano, 1977.
Filippo Schillaci.
Come si fila la lana.
E' semplice. Serve solo un po' di pratica e pazienza all'inizio.
Ci sono intanto due operazioni preliminari da compiere: il lavaggio della
lana e la cardatura.
Il lavaggio
E' l'operazione più intuitiva: chiaramente la lana appena tosata risulta sporca e va ripulita, con abbondante acqua fredda e, solo se necessario, un po' di sapone (acqua calda e sapone fanno infeltrire la lana).
La cardatura
E' l'operazione che ha per scopo di pettinare la lana mettendo tutte le fibre nella stessa direzione, eliminando contemporaneamente le materie eterogenee.
|
|
|
Foto 1
|
Foto 2
|
L'attrezzo che si utilizza è lo scardasso o cardatore (Foto 1 e 2), una
sorta di pettine piatto o meglio lievemente convesso, a denti uncinati. Se
ne usa una coppia come mostrato nelle immagini.
Le operazioni da svolgere per eseguire la cardatura sono le seguenti:
1. Allargare la lana grezza in piccoli pezzi.
2. Deporre i riccioli allargati in uno strato uniforme sul cardatore di
sinistra.
3. Scardassare finché le fibre non saranno ben pettinate tirando in direzione opposta i due pettini. Aggiungere man mano un po' di lana fino a quando i denti dei due pettini saranno pieni di fibra. Toglierla poi sollevandola.
La lana cardata è pronta per la filatura.
|
|
|
Foto 3
|
Foto 4
|
Gli attrezzi per filare
La filatura si esegue con un fuso, un fuso ad alette oppure un filatoio a ruota mossa
da un pedale. Noi useremo quest'ultimo attrezzo, che esiste in due
versioni: a impostazione verticale (foto 3) e a impostazione orizzontale
(foto 4, momentaneamente non disponibile). In entrambi i casi tuttavia il principio di funzionamento e gli elementi che lo costituiscono sono gli stessi.
|
|
Foto 5
|
Il cuore del filatoio
è costituito dal rocchetto e dalle alette (foto 4). Si può anzi dire che
tutto il resto del dispositivo ha il solo scopo di imprimere il giusto
movimento di rotazione a questi due elementi. La filatura avviene
proprio grazie alla torsione delle fibre ottenuta attraverso il loro
movimento rotatorio.
Il singolare principio di una ruota da filare sta nel fatto che la corda
senza fine (si tratta in realtà di due corde parallele), che funge da
cinghia di trasmissione, passa per due pulegge di dimensioni diverse.
Questo significa che il rocchetto e le alette, mossi dalle carrucole,
girano a velocità diverse (per l'esattezza il rocchetto gira a velocità
maggiore). Le alette quindi, azionate dalla corda di trasmissione, sono in
grado di caricare alla tensione giusta il filato, a mano a mano che gira,
sul rocchetto.
Il filatoio della foto 3a realizza una versione semplificata di questo
meccanismo in cui c'è una sola corda che muove il rocchetto. E' poi il
filato avvolto attorno al rocchetto e passante per le alette (vedi foto 5)
che trascina queste ultime nel movimento rotatorio alla velocità giusta.
La filatura
Si impara prima a pedalare per riuscire a far girare la ruota il piú
lentamente possibile senza interrompere il movimento. Servirà piú
avanti, filando, per coordinare la velocità con le operazioni che richiedono tempo,
come il creare il filo, o inserire ulteriori
fibre, senza fermare la ruota.
|
|
|
Figura 1
|
Foto 6
|
Sul rocchetto si fisserà e si terrà un filo di circa 20 cm (fig. 1)
sfilacciato all'estremità, che si infilerà con l'aiuto di un uncinetto
nella bocchetta del filatoio (foto 5 e fig. 2). A questo filo si innesterà
l'inizio del filato.
Con riferimento alla fig. 2 si ha:
1-6 Uncini sulle alette cui corrispondono varie posizioni del filo allo
scopo di disporlo uniformemente sul rocchetto
7 - rocchetto
8 - bocchetta
9 - filo predisposto per l'inizio del lavoro.
|
|
Figura 2
|
Dopo aver cardato la lana, infilato il filo d'inizio e sfibrato la sua
parte teminale dandole una forma approssimativamente a V (fig. 2 e foto 7)
si mette fra le sue due estremità la lana da filare. Pedalando il filo
viene avvolto su se stesso e contemporaneamente "chiamato" all'interno sul
rocchetto. Per avviare la rotazione della ruota dare il movimento d'inizio
con la mano e iniziare a pedalare. Dipanare dal fiocco un po' di fibra alla
volta a seconda della grossezza del filo che si vuole realizzare,
continuando naturalmente a pedalare (foto 8).
|
|
Foto 7
|
Con riferimento alla foto 8 si ha:
Prima fase: la mano destra blocca tra pollice e indice la rotazione mentre insieme alla sinistra prepara le fibre.
La trasformazione-lavorazione avviene nel tratto fra le due
mani quando nella...
Seconda fase: la mano destra apre le diota e la sinistra le chiude prime del fiocco per non fare entrare in esso la rotazione. Bisogna infatti fare attenzione che la torsione delle fibre
provocata dalla rotazione non entri nel fiocco che diventerebbe altrimenti
un groviglio ben difficilmente maneggiabile.
Terza fase: Spostare le dita della mano destra dove c'è la sinistra e conciliando l'entrata del filo nella bocchetta tornare alla prima fase.
Se il lavoro si interrompe aprire il filo a metà per gli ultimi 3-4
centimetri e inserire in mezzo le nuove fibre da filare. Assicurarsi,
tirando un po', facendo una leggera resistenza, che la congiunzione sia
robusta e continuare normalemente.
|
|
Foto 8
|
Fili per la maglia e per la tessitura
Per la tessitura si usa il filo semplice realizzato come descritto sopra.
Per lavorare invece a maglia serve un filo doppio realizzato come segue.
Bisogna creare 2 fili, ritorti entrambi nello stesso senso, che poi si
uniranno ruotando la ruota nel senso opposto.
|
|
Figura 4
|
Fatti i due fili ritorti nello stesso senso e avvolti su due diversi
rocchetti si doppiano tenendo un rocchetto alla propria destra e uno alla
propria sinistra (fig. 4).
L. G.
Note di un principiante.
La filatura è un'attività che richiede pochissima teoria e una buona
pratica di manualità. La più grossa difficoltà per il principiante sta nel
fatto che se si fa girare la ruota troppo lentamente essa si blocca, se la
si fa girare troppo velocemente, non avendo ancora acquisito una adeguata
manualità non si fa in tempo a "lavorare" le fibre che stanno fra le due
mani e può capitare che si spezzi la continuità del filo oppure (il che è
il peggio) che il movimento rotatorio entri nel fiocco tenuto nel palmo
della mano sinistra. Attenzione, pazienza e perseveranza è tutto è solo
ciò che serve a superare questa iniziale difficoltà.
Filippo Schillaci
Note su rocchetto e alette del filatoio