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Come si facevano le corde
Allora!
1 - Attrezzi e materiali
Materiale occorrente: una matassa di canapa pettinata che si usava per guarnire le filettature dei tubi, ora sostituita dal nastro di teflon (ma i bravi idraulici usano ancora la canapa).
Prima ti spiego il funzionamento della macchina. Qui ulteriori dettagli e fotografie della macchina
2 - Prima fase: preparazione dei fili
Si preparano tanti fili a seconda di quanto grossa deve essere la corda, ad esempio per una corda da 10 mm di diametro occorrono 40 fili da un millimetro.
3 - Seconda fase: realizzazione della corda A partire dalla macchina, ogni 6/7 metri bisogna posizionare un cavalletto a pettine fra i cui denti, in modo separato, devono stare appoggiati i dieci fili di ogni singolo fuso.
Una volta stesi tutti i 40 fili divisi in quattro gruppi di 10, ponendosi dalla parte opposta alla macchina,
si tirano tutti insieme senza farli uscire dai pettini e si legano al fine di dare a tutti la stessa lunghezza.
Il terzo alla ruota deve girare sempre con la stessa velocità nello stesso senso. Poiché i fusi girano simultaneamente alla stessa velocità, i 10 fili di ciascuno dei 4 gruppi cominciano a intrecciarsi fra di loro. Chiaramente l'intrecciarsi fa sì che la stesa dei fili cominci ad accorciarsi. La torsione dei fili crea 4 cordine da 10 fili; il cordaio con la pigna, con la mano sinistra fa in modo che i fili dei singoli capi non vengano mai a contatto fra di loro se no si imbrogliano; se ciò avvenisse, dando il comando "monta" egli fa sì che l'addetto alla ruota, facendola girare in senso inverso, sbrogli l'intreccio, riprendendo poi a farla girare nel senso iniziale. Quando la torsione dei 10 fili di ogni capo arriva simultaneamente all'uncino, (al cui interno c'è un cuscinetto reggispinta), non potendo andare oltre imprime a esso il suo movimento e questo comincia a girare. Il cordaio con la pigna camminando all'indietro verso la macchina fa intrecciare i 4 capi fra di loro formando la corda. L'abilità sta nel far passare i capi nella pigna a velocità tale che la corda sia uniforme e compatta.
Una volta arrivati con la pigna vicino alla ruota, si staccano i 4 capi e si legano tutti e 4 vicino ad un unico fuso; ormai formano un'unica corda sempre legata in fondo all'uncino. A questo punto si gira la ruota in senso contrario, quello con l'uncino tiene la corda in mano senza far più girare l'uncino, quello con la pigna lascia la pigna e con un pezzo di cuoio in mano per non bruciarsi accompagna la corda tenendola stretta in mano dalla ruota fino all'uncino, questa operazione serve a dare più torsione alla corda al fine di non aprirsi ed essere serrata.
Alcuni aneddoti. Poiché il cordaio camminava sempre a marcia indietro naque il detto popolare che quando a qualcuno gli affari non vanno bene si usa dire te ne stai andando indietro indietro come u zcheler. Una delle minaccie piu grosse che i genitori potessero fare ai ragazzi discoli, era la promessa di mandarli a lavorare da u zcheler, diventavano subito piu buoni, infatti era difficile che un ragazzo durasse più di una settimana, neanche i figli stessi del cordaio erano esenti da epiteti di ogni genere non ultimi la minaccia di morte.
Gigi Rizzo 7 ottobre 2005 Note: (1) Per ulteriori informazioni sul modo di muovere le mani vedi il Manuale sulla filatura (descrizione foto 8). (2) Di Monopoli (Puglia). |