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La terracotta

Mi diceva il mio maestro che un suo professore, ormai prossimo alla pensione, dopo una vita passata nelle botteghe di Grottaglie (famoso centro della ceramica a livello internazionale in provincia di Taranto) e di insegnamento a scuola, confidò ai suoi alunni di "non aver capito niente della ceramica", spiegando che è così imprevedibile come materia che a volte non si riesce a dare delle spiegazioni logiche quando si verificano crepe o rottura dei manufatti.
La creta è una materia "viva".
Io non so da dove cominciare, facciamo così, tu mi fai precise domande ed io per quel che mi è dato sapere ti risponderò.

La creta e la sua cottura

Bene, allora cominciamo dalla materia prima, dalla creta. Visto che è una materia con una personalità così forte, come si fa a sceglierla, da cosa si distingue quella buona da quella meno buona? E poi, come la si prepara per la lavorazione?

In natura si trova nelle anse dei fiumi, dove sedimentano i detriti più sottili.
I famosi mattoni di cotto fiorentino erano ricavati dalla terra raccolta nell'ansa dell'Arno vicino a Firenze, successivamente fatti essiccare e cotti ad una temperatura variante dai 700 ai 900 gradi in fornaci alimentate a legna per un giorno intero, perché la temperatura deve salire gradatamente. Oggi, la troviamo in comodi pani da 25 kg, prodotti da aziende che sono a Montelupo Fiorentino, che prelevano dal fiume la terra, la sgassano, la filtrano, la compattano e la insaccano.
Ci sono vari tipi di crete:

  • la creta da tornio, per i vasi da tornire e per manufatti vari e sculture.
  • La creta da fuoco, più rossa perché contiene più ossido di ferro, adatta per il vasellame per cucinare sul fuoco o nel forno.
  • La terraglia, che dopo la cottura rimane bianca, adatta per fare piatti e tazze, in caso di scheggiatura non si vede il classico rosso del cotto.
Ce ne sono altre, ma per il momento basta così.

Sì, fermiamoci un momento anche perché hai usato un termine che non conosco: "sgassare".

Sgassare la creta significa eliminare le eventuali bolle d'aria, perché in fase di cottura laddove ci fosse una bolla d'aria, data l'elevata temperatura essa aumenta di volume fino ad esplodere e ciò determina la rottura del manufatto. Per sgassare la creta la si passa attraverso delle lame che girando velocemente, la tagliano a fette sottili per poi essere ricompattata a pressione.

    

Dopo aver fatto qualsiasi manufatto, la creta va fatta essiccare molto bene e cotta in forni che raggiungono i 1100 gradi a seconda dell'uso finale.

Il tuo forno è a legna? So che vendono anche dei fornetti alimentati dalle comuni bombole a gas. Che ne pensi? Sono validi?

I forni a gas che conosco sono abbastanza grandi; il mio è elettrico, assorbe 2,8 kw e ha una camera di cottura di cm. 40x40x40. Io cuocio i miei manufatti a 970° in 12 ore, riapro il forno dopo 24 ore ad una temperatura di 80-100°, se lo apro ad una temperatura maggiore, per lo shock termico rischierei di romperli.
Il manufatto così realizzato si chiama biscotto.
Il biscotto può essere usato così com'è (vasi, oggetti vari, maschere), oppure puo essere smaltato e decorato ottenendo così la maiolica.

Bene. Adesso dunque parliamo della fase di smaltatura e decorazione.

La Smaltatura

Gli smalti sono polveri che contengono ossidi con colorazioni diverse, piombo, silicio e altro; vengono sciolti in acqua in una certa percentuale: 40-50% di smalto e il resto acqua.

    

Una volta ben miscelato, per mezzo di apposite pinze a seconda del manufatto, viene immerso il biscotto nello smalto diluito per pochi secondi, poiché la terracotta assorbe in modo impressionante l'acqua; lo smalto si fissa vicino alla terracotta, dopo 12 ore si asciuga creando al tatto una polverina come il borotalco. A questo punto si puo decorare.

La decorazione

I colori ceramici sono anch'essi polveri (sempre ossidi) che si diluiscono in acqua.

Con appositi pennelli si disegna il biscotto direttamente sullo smalto asciutto; il colore viene subito assorbito dallo smalto, ci vuole abilità in quanto se si sbaglia difficilmente si può correggere o cancellare, poiché, se si asporta un po' di smalto dopo la cottura si vede il difetto.

    

    

I colori prima di cuocere sono opachi e non danno per niente l'idea del manufatto finito. A questo punto in forno a cuocere, salendo dalla temperatura ambiente fino a 920° in 10 ore. Dopo 24 ore aprire il forno è sempre un emozione.

    

Gigi Rizzo

Dicembre 2005