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... un grande dolore...

Lunedì, 28 Luglio 2003

Da: Associazione Culturale "Aedo"

Bellissimo questo articolo... (Un piccolo grande dolore - ndr -)

Anch'io ho provato grandi dolori, quando un gattino, Oliver, che avevo curato da una morte certa da polmonite contratta quando, ancora piccolo, era stato esposto alle intemperie di un dicembre freddissimo. Era stato abbandonato nei giardini di Palazzo Reale a Napoli: un mio caro amico che lavora lì ed insieme ad altre persone si prende cura della colonia di gatti che vive lì me ne parlò, chiedendomi se era il caso per me di prenderlo in casa, visto che già avevo Chicco, un altro trovatello rossiccio dal naso camuso. Ero incerta, ci avrei pensato: avevo due figli piccoli ed avere poi due gatti mi avrebbe comportato ulteriori fatiche visto che sono felicemente divorziata e ho dovuto fare sempre tutto da sola. Dopo una notte insonne telefonai ad Enrico e gli dissi di portarmi subito il gattino (5 mesi ma piccolo piccolo!). l'ho curato, è guarito, ma gli è rimasta la respirazione diaframmatici: bisognava stare attenti a che non si raffreddasse! A Maggio, il 24, lo portai con Enrico in una clinica veterinaria ultramoderna a Cancello Arnone, se non erro, per far castrare Oliver. Sbagliarono il dosaggio dell'anestesia e, dopo 2 ore di agonia, con la mascherina dell'ossigeno, se ne andò, esattamente dopo 8 mesi dalla morte di mia sorella. Perché associo questi due eventi? Perché mi consolai e consolai i miei due bambini dicendo che Oliver era volato lassù da Angela!

Poi è arrivata l'intelligentissima Nerina, gettata in un cassonetto a Procida, perché nera! Sembra una piccola pantera, elegante nelle sue movenze regali, intelligente nel suo saper aprire sempre le porte, qualsiasi sia il verso, fare la pipì nel Wc, se non trova la lettiera al suo posto, seguire in perenne adorazione mia figlia Barbara in qualsiasi momento della giornata, da quando studia a quando dorme!

È stato poi il turno di Astra, una setter inglese picchiata ed abbandonata nella zona del Matese (AV): ci ha scelto, infilandosi in macchina, desiderosa di trovare una casa. È il cane più dolce che possa esistere, traumatizzata a tal punto da temere di essere abbandonata, pulita da non sporcare mai a casa, bellissima e materna, tanto che, quando l'anno dopo è piombata in casa un'altra gattina di circa 15 giorni, Pulce,(che un veterinario a Procida mi ha rovinata dandole una cura inadatta per gli occhietti, facendogliene perdere uno, che è stato poi enucleato dal mio meraviglioso veterinario Angelo Spada), Astra l'ha adottata, facendola attaccare alle sue mammelle (senza latte), offrendole affetto e coccole, a tal punto che Pulce per circa un anno è stata convinta di essere un cane, sodalizzando con Astra contro Chicco e Nerina!!!

Beh, un bel giorno Chicco ha incominciato a stare male, a dimagrire, il pelo era spento, il comportamento strano, la posizione a "pollo Arena" cioè antalgica. Aveva un cancro virulento al pancreas che aveva preso anche l'esofago, lo stomaco e piano piano avrebbe preso le vie respiratorie e se ne è andato il 2 gennaio 2001! Che dolore assisterlo impotente, cercando di alleviare la sua sofferenza dandogli tanto affetto. Che dolore tornare a casa senza di lui! E che dolore per i ragazzi che erano andati in montagna con il padre tornare e non trovare Chicco! "Mai più prenderò altri piccoli a casa" mi dicevo.

Una settimana fa sono andata al cinema con un'amica: esauriti i biglietti del cinema all'aperto, siamo tornate verso il parcheggio e mi ha tagliato la strada zigzagando una gattina, temeraria al punto giusto. Con le auto che passavano rischiava di essere investita! L'ho presa, l'ho messa sul sedile posteriore e l'ho portata a casa! Dopo i primi due giorni di adattamento, vivono tutti e 4 felici, con la piccolina, Alia, che si attiva continuamente a "rompere le scatole" agli altri tre e questi ultimi che la tollerano, ben comprendendo l'esuberanza infantile!!!

Che bello! Così come i bambini che portano sempre tanta gioia e voglia di amare, anche queste creature ci arricchiscono giorno per giorno, ciascuno con la sua modalità ed il suo carattere, ma sempre con tanto affetto e voglia di vivere.

Forse non ha senso ciò che ho scritto, ma è la storia della mia famiglia, composta da me, Rosalba, da Renato di 20 anni, Barbara di 16 anni, Nerina di 10 anni, Astra di 9 anni, Pulce di 5 anni ed Alia di 3 mesi. Non sono fisicamente presenti, ma ne fanno parte anche Chicco, che ora riposa nei giardini di Palazzo Reale, ed Oliver.

Grazie per l'emozione datami!

A presto.

Rosalba