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Un prigioniero libero
Casualmente ho avuto modo di ascoltare qualche giorno fa il dialogo (televisivo) dal carcere di Pisa tra Adriano Sofri e Fabio Fazio. Anche se avevo fretta di fare altro, mi sono fermata ad ascoltare la profondità, la non banalità, la triste pacatezza -che può sembrare rassegnazione ma è invece constatazione e denuncia- delle parole di Sofri. Scontato chiedermi come sia possibile che tante persone riconosciute -queste sì- senza ombra di dubbio colpevoli, o confessatesi tale, siano libere (senza contare i tanti criminali neanche sfiorati dalla legge) e, al contrario, lui sia ancora detenuto o meglio prigioniero (come preferisce denominarsi concedendosi una parola più romantica). Mi viene da ringraziarlo, Adriano Sofri, per la sua coerenza e per la sua intelligenza così ferita. E anche perché nei suo discorsi non dimentica mai di parlare degli animali. Forse è anche facile per chi è rinchiuso in “gabbia” soffermarsi sul volo degli uccelli liberi e sul massacro della caccia e riconoscere nelle notti in cui non si può dormire il canto della civetta (“credo sia sempre la stessa da anni”). O indignarsi con ironia per la lista ministeriale dei cosiddetti cani pericolosi (tra cui il pastore tedesco, come il suo nuovo cane che ha potuto conoscere solo per pochi giorni), accostandola alle altre liste dei “diversi da noi” e perciò pericolosi. Mentre parlava mi venivano in mente altre sue belle parole scritte a proposito di un cane nero e spaurito di Nassirya nell’Iraq in guerra: “… a tal punto siamo ancora al centro del creato che ci vergogniamo di tenere assieme nella compassione donne e terra, bambini e cani”. Ecco: lo voglio ringraziare anche per il suo ricordarsi sempre di questi altri “prigionieri” del nostro mondo antropocentrico, oggetti del nostro uso, consumo e profitto. In quel momento ero molto triste, per problemi miei ma che non possono essere disgiunti da quelli che abbiamo sotto gli occhi ogni giorno, ma le parole di quel prigioniero così libero (quante persone libere sono molto più prigioniere di lui) mi hanno fatto sentire meglio, con più speranza. Cristina Romieri Venezia, 24 ottobre 2003 Su Gondrano dal 30 aprile 2004 Altri link: Bibliografia: Da: Promiseland
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