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Pasqua: festa del massacro degli agnelli
In Italia vengono macellati, ogni anno, circa 3 milioni e 300 mila agnellini di pochi mesi di età. La tradizione pasquale crea un incremento vertiginoso delle uccisioni di agnelli: più del 60% degli ovini macellati in Italia, vengono consumati nel periodo pasquale, una tradizione tanto radicata quanto inutilmente crudele. Quello che succede nei macelli Italiani sembra suggerire che per gli agnellini non è prevista pietà alcuna. Capretti e agnelli vengono trasportati vivi fino ai macelli, spesso per lunghi tratti e sentieri accidentati, e questo procura loro già uno stress incredibile. Il consumo di carne ovina non è particolarmente elevato in Italia durante il corso dell'anno, e questo incide fortemente sulle condizioni della macellazione nel periodo pasquale. L'improvviso aumento del carico di lavoro nei macelli rende le procedure delle catene di montaggio molto confuse e questo può far sì che non vengano rispettate. Può anche capitare che si salti la fase dello stordimento preventivo all'uccisione oggi obbligatorio per legge. La tecnica dell'allevamento estensivo, che rende la vita degli agnellini più sopportabile, alla fine si risolve in una tragedia. Già sfiancati dal viaggio, gli animali vivono ore terribili davanti al macello, prima di essere uccisi. Percepiscono nitidamente quello che avviene intorno a loro. I rumori delle macchine, l'odore del sangue, i lamenti dei loro simili li circondano e li introducono nell'anticamera dell'inferno. Poi, uno alla volta, vengono spinti sui nastri trasportatori, storditi, se tutto va bene e deiugulati, ovvero sgozzati. Più precisamente gli si pratica un foro nella carotide e si attende che tutto il sangue fuoriesca. Dunque con un compressore sottocutaneo applicato dal retro si scuoiano, e infine vengono macellati. Questo avviene nelle aziende dove si rispetta la legge della Repubblica Italiana. Lo stordimento preventivo degli animali da macello è obbligatorio, ma ci sono pure delle deroghe. Il decreto legislativo 333 del 1998, recependo la direttiva 93/119 della Comunità europea, consente la produzione rituale della carne per soddisfare le esigenze alimentari dei praticanti religioni diverse ad quella cristiana. Il massacro sommerso dei cuccioli si perpetuerà, in questo week-end, come ogni anno, quando migliaia di agnelli saranno immolati in nome della tradizione. Neonati che saranno uccisi e macellati all'inizio della primavera, il momento peggiore per morire. La LAC invita quindi tutti i cittadini a festeggiare la Pasqua con piatti vegetariani. Nella seconda metà del 1400 un tale Leonardo da Vinci previde un "giorno in cui l'uomo non dovrà più uccidere per mangiare e anche l'uccisione di un solo animale sarà considerata un grave delitto". Gli agnelli di Pasqua quel giorno, lo stanno ancora aspettando.
LAC Lega Abolizione Caccia - Sezione del Veneto Comunicato del 7 Aprile 2004
Ogni anno, nell'approssimarsi delle feste pasquali, milioni di agnelli pagano con una morte atroce il prezzo di assurde tradizioni e di un malinteso senso religioso. Nei macelli sono immobilizzati, sgozzati e fatti morire lentamente dissanguati: 3 minuti di pura agonia, e questo perché la carne possa essere più bianca, tenera ed appetibile. Ma, certo, quasi a tutti è risparmiato questo spettacolo orribile: i macelli sono sempre nascosti alla vista del pubblico. Per potersi nutrire di animali si deve allontanare il pensiero della loro uccisione, ci deve essere separazione tra l'immagine dell'animale vivo e la sua carne da infilzare con la forchetta. Noi vogliamo impedirvi di compiere questa separazione: non basta presentare le carni in modo asettico, tanto da rendere irriconoscibili le parti e la forma del corpo da cui sono stralciate (operazione analoga all'uso farisaico di armi "intelligenti" ossia al seminare la morte senza guardarla in faccia, senza vedere il macello delle vittime). Datevi il tempo che riterrete opportuno, ma pensateci, prima o poi! "La realtà liberata" era il sogno di Capitini. Incominciamo a liberare i nostri simili, che non sono soltanto gli esseri umani. Incominciamo col farci sensibili alle sofferenze inflitte alla vita vivente, di cui siamo parte e che è parte di noi. In memoria dell'ingiusto ed inutile sacrificio di tante vite innocenti concludiamo con questa poesia di Monsignor Mario Canciani:
Lida Cuneo 5 aprile 2004 Ricevuto da Franco Lamensa il 24 marzo 2004 |