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I diritti degli esseri senzienti
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Il laboratorio

 

Un mondo sbagliato

di Jim Mason

Recensione di Massimo Filippi

Jim Mason
Un mondo sbagliato
Storia della distruzione della natura, degli animali e dell'umanità.
Edizioni Sonda, 2007
pp. 462, euro 19.50

Jim Mason è impegnato nella denuncia dell'infame condizione animale nella nostra società a partire almeno dal 1980, da quando cioè ha pubblicato (insieme a Peter Singer) Animal Factories, una delle primissime denunce rigorosamente documentate dell'orrore degli allevamenti intensivi.
Con Un mondo sbagliato, Mason approfondisce il suo sguardo sulle pratiche di sfruttamento animale con l'elaborazione di una "teoria unificante" del disastro sociale ed ecologico in cui siamo immersi. In questo libro sostiene infatti che le varie questioni che affliggono il nostro vivere (la guerra, la violenza intra-umana, il disastro ecologico, la condizione animale, ecc.) siano tutte manifestazioni di una medesima ideologia, l'ideologia del dominio, da cui poi discende "l'essere micidiale della storia" (Ortese) con il suo carico di oppressione "dell'uomo sull'uomo" e "dell'uomo sulla natura".
Mason non è né il primo né l'unico a individuare nell'ideologia del dominio la chiave dei mali attuali, ma è uno dei pochi che è stato in grado di fornirci una ricostruzione storica dettagliata, plausibile ed estremamente convincente di come tale ideologia possa essersi formata, attingendo a una vasta serie di felici intuizioni riprese dai campi più disparati, dall'antropologia all'eco-femminismo, dai miti classici alla critica della cultura.
La prima di queste "intuizioni" è quella che vede negli animali "gli esseri più com-moventi del mondo", quegli esseri che, in quanto a noi contemporaneamente identici e differenti, hanno reso possibile la formazione stessa della mente umana, con le sue capacità razionali e linguistiche (per ironia delle sorte, quelle stesse caratteristiche che sono state poi utilizzate per giustificarne l'oppressione). Per converso, allora, possiamo facilmente immaginarci la portata devastante di quei dispositivi di riduzione della colpa che si sono dovuti mettere in atto in quello snodo fondamentale rappresentato dalla nascita dell'agricoltura intensiva e della domesticazione animale al fine di rendere possibile la degradazione a cose di chi in epoche precedente era a tutti gli effetti un nostro uguale. Dispositivi devastanti non solo per loro, ma anche per tutto quello che di "animale" noi stessi possediamo, a partire dal nostro corpo e dalla nostra sensualità.
La seconda "intuizione" è l'individuazione del ruolo centrale giocato dall'invidia maschile per lo status sociale delle donne nella società primeva, status sociale reso possibile dalla loro intimità con i cicli naturali della nascita e della fecondità. Mason ritiene che da tale invidia sia scaturito il bisogno maschile di esaltazione della forza in quel primo rituale di dominazione rappresentato dalle pratiche venatorie organizzate ai danni di animali di grandi dimensioni, cioè degli "esponenti" più spettacolari di quei poteri naturali da cui gli uomini si sentivano esclusi.
Infine, la terza "intuizione", quella per noi forse più importante, è il rendersi conto che poiché sono storicamente esistiti sistemi di organizzazione sociale non basati sulla gerarchia e sull'oppressione, non siamo condannati da una qualche forza sovraumana (che siano i geni di un volgare riduzionismo biologico o il destino di un altrettanto paralizzante spiritualismo) a essere quello che siamo. Il che non equivale all'aspirazione a un irenico quanto impossibile ritorno al passato, ma alla definizione di un più realistico progetto di decostruzione degli infiniti meccanismi di dominio che permeano l'attuale società umana, a partire da quello fondante e istitutivo della riduzione degli animali a cose.
Proprio perché Mason è convinto che il mondo che abitiamo non sia necessariamente malvagio, ma più semplicemente sbagliato, è la "speranza" a costituire l'"ossatura" del suo libro che, nonostante la sua mole, non deve scoraggiare il lettore. Fin dalle prime pagine, infatti, ci si troverà coinvolti in una narrazione al contempo tragica ed emozionante, da cui difficilmente ci si riuscirà a distogliere e grazie alla quale si potrà finalmente accedere a quella che Jeremy Rifkin definisce come una "nuova visione della storia, una storia che ci colloca dentro la natura".

Massimo Filippi
Curatore e traduttore dell'edizione italiana

Su Gondrano dal 18 settembre 2007


Da: Veganzetta n. 1 - luglio 2007.