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Lettera al direttore de La Stampa

Egr. Dott. Sorgi,

nel giro di pochi giorni sono state pubblicate dal Suo giornale due lettere di critica alla recente legge sulle sanzioni dell'incrudelimento verso animali, la prima a firma di Don Mazzi e la seconda del Sig. Enzo Sobrino, segretario provinciale di Rifondazione Comunista.
Il tema e' lo stesso: il primo ritiene che con questo provvedimento gli animali sarebbero piu' tutelati dei bambini; il secondo dei lavoratori. Siccome reputo che le loro argomentazioni siano destituite di ogni fondamento, mi sono permesso di scriverLe per tentare di dimostrarglieLo.

Primo:
Come qualsiasi persona anche di media cultura sa - o dovrebbe sapere - il Parlamento italiano, quello europeo o qualsiasi altro Parlamento al mondo non si riunisce solo per votare la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo o la Carta Costituzionale.
Il 99% dei lavori parlamentari consiste nell'approvazione di una serie di leggi e leggine assolutamente minori, del tipo: i requisiti che deve avere una mozzarella per essere considerata "di bufala" o un vino per essere "Doc".
Non mi risulta che questa attivita' di routine abbia attirato gli strali di filantropi che si siano scandalizzati per l'impegno profuso in questioni minori: cio' risulta sospetto specialmente nel caso del segretario di Rifondazione, che fa politica attiva da molto tempo: il pelo sullo stomaco che - come dice - gli e' venuto, vorrebbe strapparselo proprio ora a spese di quello degli animali?

Secondo:
Del tutto pretestuoso mi pare l'accoppiamento bambini/animali e lavoratori/animali.
Potrei non comprendere, ma discutere le loro affermazioni se questo provvedimento di legge (non ancora approvato) distraesse a favore dei secondi risorse o benefici precedentemente destinati ai primi: ma cio' non avviene.
Contestarlo pertanto e' crudelta' gratuita: si tratta di combattere una legge che potrebbe evitare la sofferenza di milioni di esseri viventi e senzienti, senza togliere niente a nessuno.
A meno che qualcuno non intenda farlo per accreditare la propria immagine di "benefattore dell'umanita' in servizio permanente effettivo".

Terzo:
La Chiesa (e parlo da cattolico), ed una formazione politica che si richiama ad una tradizione planetaria ed ultrasecolare (anche se credo che il Sig. Sorbino parli a titolo personale) hanno infinitamente piu' storia, piu' mezzi, piu' potere di quanto non ne dispongano gli sconclusionati e sgangherati animalisti.
Ora se - come dicono loro - oggi i diritti animali sono piu' tutelati di quelli umani (della cui difesa evidentemente si ritengono i monopolisti) cio' e' possibile solo per due motivi.
O essi si sono imposti - come ritengo - con la semplice forza delle cose vere, oppure "loro" non hanno saputo fare il loro mestiere.
Ed allora, invece di arrabbiarsi con il querulo isterismo dei bimbi cui si e' rotto il giocattolo, farebbero bene a farsi un esame di coscienza. E sopratutto a non cercare di fare ipocriti e strumentali raffronti tra lotte a dolori tutti - ugualmente - da combattere e debellare.

La saluto
Michele Scotto di Santolo
23 gennaio 2003

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LA STAMPA
(Del 22/1/2003 Sezione: Asti Pag. 39)
LETTERE AL GIORNALE
I diritti degli operai valgono meno di quelli degli animali

Sembra ormai inevitabile che il distacco tra il mondo vasto della politica e quello reale, vissuto tutti i giorni dalle persone che studiano, lavorano, si dannano per vivere una vita almeno dignitosa, si allarghi a diventare un baratro. Sono quasi trent'anni che faccio politica per mestiere; e mi piccavo di avere quello che normalmente viene definito pelo sullo stomaco;. Pensavo cioé di non riuscire più a stupirmi di nulla, almeno sino a quando dalla lettura dei giornali ho appreso delle posizioni espresse sulla decisione della Corte Costituzionale di ammettere il referendum sull'art. 18 dello statuto dei diritti dei lavoratori e sugli elettrodotti. Tralascio le considerazioni fatte dagli esponenti dei partiti della destra che la lotta di classe la fanno consapevoli e coscienti, avendo bene in mente quali sono i referenti sociali a cui rivolgersi e quali sono gli interessi da tutelare. Assolutamente incomprensibile, ed offensivo, è l'atteggiamento di alcuni esponenti del centro-sinistra che nel giro di una giornata riescono a dire e fare cose al limite del ridicolo. La Camera dei deputati ha infatti approvato all'unanimità una legge che sanziona penalmente ed economicamente il maltrattamento degli animali. Nei casi meno gravi la legge promette sanzioni economiche che arrivano a 10 mila euro, con un minimo di 2500. L'attuale legge sui licenziamenti, nelle aziende inferiori a 15 dipendenti, prevede che in caso di licenziamento immotivato, il datore di lavoro sia sanzionato con una penalità che può arrivare a sei mensilità della retribuzione del lavoratore, con un minimo di due mensilità. Chi percepisce un normale stipendio può benissimo fare i conti. Onorevole Rutelli, licenziare senza motivi validi un padre o una madre di famiglia è meno grave che maltrattare un animale? Si può davvero considerare una rigidità sanzionare in modo pesante il datore di lavoro che licenzia, ripeto senza motivi, un dipendente? Se non ci fossero di mezzo i diritti di milioni di persone si potrebbe persino ridere di queste faccende, di un Paese che è cosí attento alle questioni etiche sino a quando non riguardano capitale, impresa e imprenditori.

Enzo Sobrino,
segretario provinciale Rifondazione Comunista