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Alla figlia della Terra
Domenica 13 febbraio 2000 18.28 Uscire da una prigione, per poi rintanarsi in una altra stanza, dove ci sono - altre - persone, ma sempre stanza è. Cambiare luogo - si dice - ma il perimetro chiuso è sempre lo stesso. La DIFFERENZA, se mai oggi ne vogliamo sottolineare una vera, è nell'amare, nel provare sentimenti ed emozioni sincere. Ho saltato tanti viaggi, ma star qui in questo letto a rimpiangerli mi sembra assurdo e ridicolo. BERE DEL VINO PER DIEMENTICARE .... la politica dello sballo, non mi è mai piaciuta, elimina capacità creative collettive sollevando quelle individuali e io sono noiosamente coerente al mio credo sociale. Ieri sera mentre ti addormentavi tra le mie braccia, papà ha visto una trasmissione televisiva e vorrei parlartene, è un'ottimo spunto per farti conoscere un'altra realtà. Per il "Giubileo", in questi giorni, hanno rastrellato, né più né meno, come si faceva per gli ebrei quando la Germania nazista decise di portarli nei campi di concentramento per eliminarli, tanti "MALATI" da condurre in piazza S.Pietro a Roma per la benedizione del papa. La festa del malato, del portatore d'handicap, di chi è nato diverso fisicamente o che lotta per vivere in una umanità che ti costringe a sopravvivere. La festa del malato, ma che festa è per lui se è malato? ... se si vuole pensare e parlare di solidarietà non è certo nelle immagini che ho visto e nelle parole che ho sentito comunicare, che la si può trovare. Inquadrature sui pulman, scortati dalla polizia, carichi di "diversi" da guardare e scrutare con gli obiettivi. Nessuna via di fuga per i deportati, nel periodo storico che ti citavo prima, quello nazista; se un ebreo provava a scappare, immediatamente veniva ucciso, la probabilità di farcela era una su un mille. In questo caso la vita è stata più crudele, l'handicappato è bloccato dall'imprevista natura, e l'unica probabilità su un milione di diventare "normale" non esiste. L'esempio, per certi versi storici e drammatici, ti sembrerà assurdo, ma seppur non è stato ucciso nessuno in piazza S.Pietro, non farei troppa differenza per il dolore, quest'ultimo non ha una data storica con cui lo si può valutare e analizzare. Inizia la "serata" su rai-due dedicata a questo incontro, il San Remo dei poveri cantautori in cerca di pubblicità per la loro canzonetta d'autore sul tema dell'amore in battuta quattro quarti è meno squallido da vedere. La telecamera si ferma, mentre si sente il cd del papa che canta, ad inquadrare i volti dei miei FRATELLI stanchi, deformati, folli come non mai, felici alcuni per essere fuori da quella solitudine quotidiana in cui tutti i giorni, a sostenerti, è la speranza di un sorriso altrui, di essere accettato anche se DIVERSO è il tuo corpo dagli altri. Ed ecco poi, apparire sullo schermo i sorrisi finti degli accompagnatori-trici che spingono gli ammalati come tanti sacchi di concime, indifferenti, attenti solo a parlare tra di loro - normali - in cerca di una avventurosa - cattolica - storia d'amore - o pacca sulla spalla per la loro pietà dimostrata verso questi "esserini". Poi viene la presentatrice, con il suo vuoto morale, con battute preparate precedentemente allo spettacolo e mal recitate, a far diventare quel luogo di "DOLORE" - di "ritrovo" del dolore - inutile e freddo ghiaccio come un film-documentario girato dopo l'esplosione di mille atomiche. IMMAGINO il regista della trasmissione che nella sua saletta-mobile dice : "voglio un primo piano dei mostri, trovatemi con le telecamere i malati più mostruosi che ci sono, dobbiamo dare fastidio, mostrare il dolore a questi borghesucci che guardano la tv. Trovatemi i mostri nella folla, dobbiamo alzare l'auditel, la borsa delle banche cattoliche". Ed eccoli i miei FRATELLI inquadrati fin dentro gli occhi, massacrati dalla TV di stato commerciale, che tenta nelle sue ridicole riprese di rendere PIATTA una realtà che mai lo sarà. Ecco i miei FRATELLI esposti senza una vera causa, esposti senza senso, con i loro nasi deformati, le bocche aperte e bavose, gli occhi persi - stanchi - senza luce, vuoti e distanti dall'incomprensibile VUOTO, belli come i quadri di Picasso. Mi pare di sentirli dalle loro case: - Mario guarda, guarda questo, guarda come è fatto ma che malattia ha questo? - oppure: - cacchio ma che li fanno campare a fare se devono soffrire così, io non voglio fare questa fine se mi capita sparami un colpo. - o la più gettonata: - e noi ci lamentiamo, noi siamo fortunati rispetto a questi disgraziati -. Cambia canale, dice la bionda sul divano dell'ingegnere e ZAP-zac ( come cavolo si scrive ) e vai con la pubblicità degli insaccati fatti dal suino magro perchè è stato allevato con i mangimi sintetici dell'Olanda. - Riemettiamo raidue, è importante conoscerli da vicino -. Il tuo papà ha pianto, le lacrime mi sono scese come fiume, senza singhiozzi o sussulti, e ultimamente spesso mi accade, ci provo a trattenerle, ci provo ma non ci riesco. Certo ho esagerato paragonando tutto ciò a quanto è successo agli ebrei. Gli ebrei poi hanno avuto la forza e il coraggio e la capacità anche economica per potersi riaffermare socialmente ed essere rispettati, oltre che per quanto hanno subito, per la loro capacità - ampia - di organizzazione. Ma ciò che ho visto in tv e quanto si è organizzato a San Pietro è, una porcheria. Se pensi che i portatori d'handicap, oltre al loro dolore quotidinao, devono sostenere e dovranno ancora, i loro diritti per una pensione d'invalidità, uno scalino in meno, gli sguardi commiserevoli e patetici delle persone ridicole - COME STAI CARINO ? - COME T I C H I A M I ?. Ho assitito ai pianti di madri che hanno avuto questa disgrazia in famiglia, che ora non piangono per la scelta dei loro figli - normali - di fare la carriera militare - la guerra pagata - anzi alla divisia e all'istituzione ci hanno educato anche le figlie femmine, tanto che queste ultime oggi si arruolano per partire anche loro, contente di aver raggiunto il maschio nelle sue oscenità storiche. - Ma sì, tanto la guerra da noi non c'è - senza mai osservare che nel resto del mondo la "guerra" è cosa quotidiana, con la quale saremo presto costretti a confronto se non si cambia il sistema sociale secondo cui l'occidente è l'unico ad usufruire del 90 per cento della ricchezza alimentare del mondo. E ALLORA GRIDO !!!. basta - lasciate stare i miei FRATELLI -. ma perchè? perchè nessuno prova vergogna per questa trasmissione ?. Insomma se in tv, mandano un sano rapporto sessuale mattutino, come è accaduto recentemente, per errore, nella tv di stato, tutti a telefonare a gridare allo scandalo ... e questa trasmissione GIUBILARE che dipinge la chiesa in una setta americana, tentativo cattolico per stare al passo con i templi-tempi - dove il papa manda le sue canzoni preferite, e vedi che costringono all'applauso un paraplegico, al saluto uno spastico, a cantare la canzone un sordo muto, che non la conosce e non la sente per poter almeno far finta di ripetere le parole. Tutto questo va bene ?. E' così che si aumentano le "iscrizioni" alla fede? E' in questa maniera che la chiesa vuol riparare alla sua totale assenza nella società che soffre? Ai suoi scandalosi assassinii perpetuati in nome delle crociate, ai suoi scandali I.O.R, ai suoi aiuti a far emigrare all'estero capi nazisti, alle raccomandazioni che davano insieme alla Democrazia Cristiana per poter far trovar lavoro ai loro protetti? Alle ultime stragi accadute in vaticano?. I miei FRATELLI sono stati costretti a questo macabro SPONSOR e quel che più è peggio, sarebbe ascoltarli su quanto è accaduto in questa piazza di Roma ... si direbbero contenti, perchè tutti lo sanno che un cactus nel deserto può dissetarci, ma tolti dall'ufficialità della condizione, direbbero altro. Ho visto spesso ( accade ancora oggi ) in questi centri d'accoglienza per i portatori d'handicap, nelle colonie "speciali" lavare i - malati - con la pompa del giardino per non sporcarsi le mani,e al primo urlo riempirli di sedativi. Questo schifo applicato anche con il supporto e guadagno scientifico il "popolo normale" dovrebbe dirselo alla propria coscienza. Cara figlia, tu sei nata "normale", la mamma è bellissima e "normale" ed ora che hai quattro anni, dovrai cercare di capire - per forza - chi è papà -. L'altro giorno sono venuto a prenderti all'asilo, avevo sempre evitato di farlo per non metterti in una condizione difficile da sostenere dalla tua magnifica fantasia. Ebbene, dalla vetrata che divide il luogo nel quale mangiate voi bambini dell'asilo, dal resto del mondo... come i tuoi amichetti mi hanno visto sono scoppiati in una gagliarda sublime risata. - Guarda come cammina - hanno detto - Guarda come è basso - hanno detto - Guarda come è zoppo - hanno detto - mi ripetevi il giorno dopo come se parlassi di un'altra persona. Ti ho visto anche io, sola nel tuo angoletto del tavolo, ascoltavi triste quanto dicevano. Hai visto sempre il - tuo papà - come il - tuo papà - e nient'altro. Un papà che ti coccola e ti morde sul sedere quando gioca e a farti il solletico sotto i piedi quando non sai che fare e ti racconta le favole e si trasforma in un mago nascondendo il fazzoletto sotto il maglione, ma che tu credi sparisca - sul serio -. Un papà che spesso ti dice di lasciarlo stare perchè deve lavorare con i colori e il computer, le immagini e la storia .... un papà qualsiasi. Ma in questa occasione, mentre i tuoi amichetti ridevano di me - sola con la facceta triste non hai avuto il coraggio di difendermi, erano tanti lo so, e poi cosa avresti dovuto dire alla tua età? E il mondo mi è crollato dentro, come di schianto è crollato. Ti hanno fatto male, immediatamente la società ti ha detto: o con il BRANCO o contro di noi... ti ha imposto, costretta a fare una drammatica quanto imprevedile scelta, alla quale hai preferito il silenzio ma che prima o poi dovrai affrontare, perché quotidianamente la risposta ti verra richiesta. Una tua scelta... tutta tua, io non potrò far altro che starti accanto, e mamma proprio perché mi ha amato, farà lo stesso, ma la fatica più grossa da sostenere sarà la tua. Affermare tutti i santi giorni che il "BRANCO" non ne fa una buona, credimi è doloroso ma lo è ancora di più se non ti capiscono e ti escludono, ti isola per qualsiasi scelta d'amore che farai diversa dalla loro. Spesso, per non rimanere isolati, soli, si torna indietro e ci si convince di aver sbagliato. Ecco, in tutta questa lettera, che quando leggerai sarai grande abbastanza per aver capito, ti chiederai perchè scrivo, spesso, la parola - FRATELLI -. Tuo padre è un portatore sano di handicap, ma questo non basta per spiegare l'utilizzo del termine - FRATELLO -. Credo che il cambiamento per una vita migliore vada - frugato, scovato - non in ciò che esiste di sbagliato, ma in ciò che è DIVERSO da quello che riteniamo giusto. La capacità di desiderare piccole cose, azioni, è qualità di pochi. Meravigliarci della vita e quanto sia bella, immaginare coccole e percorsi lungo cui volare aprendo le soli mani, è come avvertire l'arcobaleno dentro gli occhi. IO E I MIEI FRATELLI siamo uguali, dipendiamo totalmente dagli altri e a tutti diamo fiducia e spesso, seppur diffidenti per questioni di sopravvivenza, non ci accorgiamo di quanto male ci fanno e di come ci utilizzano. Se vuoi, puoi paragonarci agli animali, ancora oggi non abbiamo capito a cosa serve tutto il resto che l'uomo si è prodigato a fare, quando per noi è solo e sempre ostacolo. La nuova strada del mondo non si comprende con chiarezza dove sia, ma se per farla devi mettere insieme le pietre più belle della montagna, il portatore di handicap, per una cattiva sorte è uno dei pochi colori lucenti. IL MONDO RESPIRA GRAZIE ALLA FOLLIA DELLA DIVERSITA', questa regola naturale è alla base della sua costante evoluzione, l'omologazione è il trampolino di lancio "statico" dell'inquinamento sulle nostre prove di esistenza. Chiudo così questa lettera, che mi appresto ad inviare a giornali e ad altri mezzi d'informazione per far loro conoscere il disappunto provato ... ti copro di baci e non sai quanti. Sono e rimango il "tuo papà" come dici ancora ... il resto non conta ... spero che continuerai a dirlo - GRIDARLO - CONTRO CHI CREDE nella diversità della pelle, odia la prostituta, l'omosessualità, il barbone, il drogato, le altre religioni, vuole un mondo di classe ... eccetera ... eccetera ...eccetera. RICORDAGLI I MIEI FRATELLI .......... il tuo papà ........ Massimo. Ti Amo. Ti chiedo solo una cosa...
Venerdì, 24 Mar 2000 14:17 Avrei potuto fare un [cut] immenso. Ma io credo che nella bellezza del pensiero ci si possa perdere qualche istante in più. Tanto di cazzate ne abbiamo lette parecchie, quindi per le cose importanti lasciamo un po' di spazio in più. Io ho visto una trasmissione come quella che descrivi, anche se non so se stiamo parlando della stessa trasmissione. Ho provato il tuo stesso disgusto verso quello che io chiamavo "eccidio della coscienza", e noto che anche per te è stato così. Quindi non credo sia esagerato il paragone... si è mandato al macello (psicologico), al ludibrio della folla, della tv, degli spettatori, un gruppo di persone che non potevano capire ciò che avevano attorno o, se lo capivano, non riuscivano a ribellarsi. Ed ho odiato, come hai fatto tu, le facce degli accompagnatori, emozionati per essere esposti alle telecamere, tutti truccati, imbellettati, con un tocco d'aria in più. Ipocrisia da vomito. Hanno raggiunto l'effetto sperato. Io ho provato "pena". Pena nei confronti di quelle persone, pena nei confronti di chi soffriva dentro, di chi non aveva altro che il proprio mondo interiore. Ma ho provato pena per coloro che hanno organizzato la trasmissione, pena per gli accompagnatori. Loro mi facevano pena, e non derivata dalla pietas cristiana. No, quella la riservavo per i primi. Per loro era una pena degradante, quella che ti porta a considerarti davvero un essere superiore. Ho provato schifo. E per un attimo mi sono vergognato di essere lì a guardare quella trasmissione. Non ce l'ho fatta ed ho spento poco dopo. Ho già pochissima considerazione per un Giubileo che paghiamo tutti e voluto solo da una parte della popolazione (la mia opinione non conta). Lo vedo solo come un evento culturale importante. Però quando vedo queste cose provo un disgusto ed un disprezzo che non ha pari. E non è soltanto una cosa relativa a quella trasmissione o al Giubileo. Ho smesso di frequentare la chiesa (c minuscola d'obbligo) perchè è immersa in un'atmosfera d'ipocrisia e d'ignoranza che ha pari soltanto nei periodi più bui della storia dell'umanità moderna. Ma il disgusto, leggendo la tua, si è tramutato in pianto. In pianto perchè anche io ho passato la stessa situazione di tua figlia, sebbene l'handicap di mio padre fosse una cosa risolvibile (ed infatti non c'è più). Ho pianto perchè hai portato alla mente i ricordi che col tempo si portano in soffitta, coperti da un mucchio di polvere ... più possibile, prego, è meglio. Ho pianto perchè ricordavo la MIA vergogna. Credimi, tua figlia si è vergognata. Ma non si è vergognata di te. No. Se è figlia tua, di una persona capace di esprimere certe cose come quelle che ho letto, non si è vergognata di te, se non per un solo istante. Poi si è vergognata di sé stessa per quel solo attimo di imbarazzo. Si è vergognata di avere quell'età e non sapere cosa dire. Si è vergognata di essere sola e di non avere forza abbastanza per picchiare tutti i suoi compagni. Non voglio commentare nulla, so che già sono [OT]. Ma ti chiedo una cosa. Io ho 24 anni ed ora guardando mio padre provo pudore solo per la sua innata vivacità e per il fatto che mi ruba sempre la scena :) Hai dentro dei valori e delle parole bellissime. Dei sentimenti accresciuti dal tuo handicap, perchè, purtroppo è vero, il dolore rende più riflessivi, più profondi. Ti chiedo solo una cosa. Di pulire questi sentimenti, questi pensieri da ogni forma di rabbia, di delusione, di astio o rancore repressi. Di continuare ad educare tua figlia con questi valori, senza il cancro dell'irritazione o dello sdegno. Ne farai una grande donna. E se per un istante ha provato vergogna, spera di vivere a lungo. Vedrai quanto te ne sarà riconoscente un giorno. Io sono un ragazzo normale, ma non per questo non ti chiamo Fratello. Tu lo sei. Affettuosamente tuo Alberto |