Traduzione a cura di Giuseppe Pappalardo.
Danaro, danaro, danaro.
Ciascuno oggi nel mondo potrebbe usufruire di una dieta nutrizionalmente
adeguata, ma il cibo è venduto solo a coloro che possono pagarlo e sarà
sempre il miglior offerente (quello con più danaro) che sarà in grado di
comperare. I mercati dei cereali per l’alimentazione degli umani e degli
animali sono fortemente connessi poiché gli stessi cereali grezzi ed
alcuni cereali raffinati servono per alimentare entrambi. La competizione
mondiale per i cereali coinvolge tutti i paesi cosicché quelli ricchi
otterranno più della loro giusta parte. I cereali sono allora usati per
ingrassare i bovini piuttosto che per alimentare i popoli affamati.
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Come sono distribuiti i cereali nel mondo
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| Popolazione con cibo sufficiente | 730 milioni |
| Cibo per anno che eliminerebbe la fame | 40 milioni di tonnellate |
| Aiuti alimentari per anno | 10 milioni di tonnellate |
| Cereali usati come foraggio nei paesi ricchi per anno | 540 milioni di tonnellate |
Questo "libero commercio" incoraggia il sovraconsumo (di carne in
particolare) e lo spreco nei paesi ricchi, incrementando nel contempo la
povertà nel Terzo Mondo. I cereali sono relativamente a buon mercato in
confronto ad altre cose che compriamo, ma, per coloro che hanno poco danaro
o non ne hanno affatto, sono molto costosi. I paesi ricchi possono
permettersi il lusso di importarne e consumarne enormi quantità - i paesi
poveri non possono.
La trappola della povertà
Buona parte del cibo comprato dai paesi poveri è spesso riesportato
indietro ad un prezzo di gran lunga superiore di quello della materia
prima originale quando i costi del trasporto, della lavorazione ed
imballaggio sono aggiunti. Durante gli anni 80 i prezzi delle materie
prime provenienti dai paesi in via di sviluppo caddero a bassi livelli da
record, mentre il costo dei manufatti che essi importavano presero a
salire.
I contadini dei paesi in via di sviluppo necessitano di valuta in dollari
o altre monete forti occidentali per comperare l’essenziale come sementi o
trattori per le loro campagne. Poiché i prezzi sono saliti hanno
incontrato difficoltà per pagare le importazioni ed hanno avuto bisogno di
prestiti o hanno dovuto richiedere aiuti.
L’agribusiness è un grosso affare
I paesi in via di sviluppo stanno progressivamente assumendosi l’onere di
alimentare i già ben alimentati Americani ed Europei esportando prodotti
destinati alla vendita. Questi prodotti procacciano monete forti. Se la
popolazione indigena è troppo povera per comperare cibo, allora i
proprietari terrieri coltiveranno prodotti destinati all’esportazione.
I governi, spesso con enormi debiti, incoraggeranno ciò, poiché
necessitano di moneta forte per comperare combustibili o per costruire
strade e scuole. Essi sono anche incoraggiati a comperare armamenti,
garantendo così che la moneta ritorni indietro da dove era provenuta.
I paesi ricchi importano il 40% in più di proteine dai paesi poveri
rispetto al viceversa. A rendere la cosa peggiore, le esportazioni di cibo
dai paesi sottosviluppati sono di più alta qualità (pesce, fagioli di
soia, banane) rispetto alle proteine importate dai paesi ricchi
(soprattutto frumento).
Arachidi o soia, entrambe proteine di buona qualità per gli umani, vengono
importati dai paesi in via di sviluppo per alimentare i bovini della CEE
poiché è più economico che comperare cibo per animali coltivato in Europa.
Ciò produce cibo di cui noi non abbiamo affatto bisogno, che corrisponde
a "montagne di carne" e "laghi di latte". La domanda crescente ha condotto
per esempio al fatto che l’area utilizzata in India per la coltivazione
dei fagioli di soia (la maggior parte per esportazione) è cresciuta di
cinque volte tra il 1974 ed il 1982.
Un recente studio in Tanzania ha mostrato che gli abitanti dei villaggi
godrebbero di migliore prosperità se i paesi ricchi la smettessero di
acquistare beni destinati all’esportazione. I loro governi, non avendo
niente da vendere, avrebbero meno danaro da spendere per costruire strade,
il trasporto diverrebbe difficile e gli abitanti dei villaggi non
potrebbero più esportare i loro prodotti sui mercati internazionali. Allora
essi userebbero la terra per coltivare cibo per loro stessi.
Paesi indebitati
I paesi in via di sviluppo si indebitano con le banche Americane ed
Europee per poter acquistare cibo ed altri beni. A parte la grande quantità
di danaro che essi devono restituire come interessi, i paesi poveri sono
ora senza potere nelle mani dei loro banchieri.
Quando il Costa Rica ebbe in prestito danaro dalla World Bank, una delle
condizioni imposte fu che essi dovevano abbattere la foresta tropicale e
sgomberare la terra per utilizzarla a pascolo bovino per fornire i paesi
ricchi di carne a buon mercato. La distruzione della foresta tropicale è un
disastro non solo per la popolazione indigena e per la vita selvaggia ma
per il clima del mondo (vedi Viva guide n° 9).
Il pianeta in un piatto
Durate gli anni 70 gli USA semplicemente concessero aiuti al Nicaragua in
cambio della produzione di bistecche, causando la perdita di 1000
chilometri quadrati di foresta tropicale per anno. Dal 1979 il Nicaragua è
stato in America Latina il più grande fornitore di bistecche agli
Stati Uniti.
Tra il 1975 ed il 1985 migliaia di chilometri quadrati di foresta sono
stati abbattuti in Tailandia per coltivare la tapioca da vendere alla CEE
come alimentazione per suini e bovini. Quando montagne di carne bovina e
suina stettero a significare che si doveva ridurre la produzione di carni,
l’Europa non ebbe più bisogno della tapioca a smise di comperarla. A causa
di ciò i contadini della Tailandia rimasero fortemente indebitati, poiché
essi avevano preso in prestito danaro da spendere per rendere le loro
fattorie più adatte a produrre di più per rincorrere la domanda. Come
conseguenza molta gente ha venduto i propri bambini per lavoro minorile e
prostituzione.
Aiuti
La maggior parte degli aiuti dati ai paesi del Terzo Mondo è "aiuto
vincolato" - ciò significa che i paesi che lo ricevono devono comperare
beni e servizi dai paesi che glielo concedono. In tal modo, la maggior
parte del danaro è semplicemente restituito a coloro che lo hanno dato.
Dal 1982 i paesi poveri hanno ricevuto meno danaro sotto forma di aiuti di
quanto essi hanno pagato in interessi o prestiti. Nel 1985 i nuovi
prestiti ammontano ad un totale di 15000 milioni di dollari, mentre gli
interessi ammontano ad un totale di 55000 milioni.
L’aiuto in cibo è utile in tempi di carestia, ma non serve a cambiare le
cause di base della fame. Più i paesi ricchi consumano carne, più terra
nei paesi poveri viene utilizzata per produrre alimentazione per gli
animali.
Jon Wynne-Tyson