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Il "loro" mondo


Cibo per un futuro possibile

(Terza parte)

Danaro, danaro, danaro.

Ciascuno oggi nel mondo potrebbe usufruire di una dieta nutrizionalmente adeguata, ma il cibo è venduto solo a coloro che possono pagarlo e sarà sempre il miglior offerente (quello con più danaro) che sarà in grado di comperare. I mercati dei cereali per l’alimentazione degli umani e degli animali sono fortemente connessi poiché gli stessi cereali grezzi ed alcuni cereali raffinati servono per alimentare entrambi. La competizione mondiale per i cereali coinvolge tutti i paesi cosicché quelli ricchi otterranno più della loro giusta parte. I cereali sono allora usati per ingrassare i bovini piuttosto che per alimentare i popoli affamati.

Come sono distribuiti i cereali nel mondo
Popolazione con cibo sufficiente730 milioni
Cibo per anno che eliminerebbe la fame40 milioni di tonnellate
Aiuti alimentari per anno10 milioni di tonnellate
Cereali usati come foraggio nei paesi ricchi per anno540 milioni di tonnellate

Questo "libero commercio" incoraggia il sovraconsumo (di carne in particolare) e lo spreco nei paesi ricchi, incrementando nel contempo la povertà nel Terzo Mondo. I cereali sono relativamente a buon mercato in confronto ad altre cose che compriamo, ma, per coloro che hanno poco danaro o non ne hanno affatto, sono molto costosi. I paesi ricchi possono permettersi il lusso di importarne e consumarne enormi quantità - i paesi poveri non possono.

 

La trappola della povertà

Buona parte del cibo comprato dai paesi poveri è spesso riesportato indietro ad un prezzo di gran lunga superiore di quello della materia prima originale quando i costi del trasporto, della lavorazione ed imballaggio sono aggiunti. Durante gli anni 80 i prezzi delle materie prime provenienti dai paesi in via di sviluppo caddero a bassi livelli da record, mentre il costo dei manufatti che essi importavano presero a salire.
I contadini dei paesi in via di sviluppo necessitano di valuta in dollari o altre monete forti occidentali per comperare l’essenziale come sementi o trattori per le loro campagne. Poiché i prezzi sono saliti hanno incontrato difficoltà per pagare le importazioni ed hanno avuto bisogno di prestiti o hanno dovuto richiedere aiuti.

 

L’agribusiness è un grosso affare

I paesi in via di sviluppo stanno progressivamente assumendosi l’onere di alimentare i già ben alimentati Americani ed Europei esportando prodotti destinati alla vendita. Questi prodotti procacciano monete forti. Se la popolazione indigena è troppo povera per comperare cibo, allora i proprietari terrieri coltiveranno prodotti destinati all’esportazione.
I governi, spesso con enormi debiti, incoraggeranno ciò, poiché necessitano di moneta forte per comperare combustibili o per costruire strade e scuole. Essi sono anche incoraggiati a comperare armamenti, garantendo così che la moneta ritorni indietro da dove era provenuta.
I paesi ricchi importano il 40% in più di proteine dai paesi poveri rispetto al viceversa. A rendere la cosa peggiore, le esportazioni di cibo dai paesi sottosviluppati sono di più alta qualità (pesce, fagioli di soia, banane) rispetto alle proteine importate dai paesi ricchi (soprattutto frumento).
Arachidi o soia, entrambe proteine di buona qualità per gli umani, vengono importati dai paesi in via di sviluppo per alimentare i bovini della CEE poiché è più economico che comperare cibo per animali coltivato in Europa.
Ciò produce cibo di cui noi non abbiamo affatto bisogno, che corrisponde a "montagne di carne" e "laghi di latte". La domanda crescente ha condotto per esempio al fatto che l’area utilizzata in India per la coltivazione dei fagioli di soia (la maggior parte per esportazione) è cresciuta di cinque volte tra il 1974 ed il 1982.
Un recente studio in Tanzania ha mostrato che gli abitanti dei villaggi godrebbero di migliore prosperità se i paesi ricchi la smettessero di acquistare beni destinati all’esportazione. I loro governi, non avendo niente da vendere, avrebbero meno danaro da spendere per costruire strade, il trasporto diverrebbe difficile e gli abitanti dei villaggi non potrebbero più esportare i loro prodotti sui mercati internazionali. Allora essi userebbero la terra per coltivare cibo per loro stessi.

 

Paesi indebitati

I paesi in via di sviluppo si indebitano con le banche Americane ed Europee per poter acquistare cibo ed altri beni. A parte la grande quantità di danaro che essi devono restituire come interessi, i paesi poveri sono ora senza potere nelle mani dei loro banchieri.
Quando il Costa Rica ebbe in prestito danaro dalla World Bank, una delle condizioni imposte fu che essi dovevano abbattere la foresta tropicale e sgomberare la terra per utilizzarla a pascolo bovino per fornire i paesi ricchi di carne a buon mercato. La distruzione della foresta tropicale è un disastro non solo per la popolazione indigena e per la vita selvaggia ma per il clima del mondo.

 

Il pianeta in un piatto

Durate gli anni 70 gli USA semplicemente concessero aiuti al Nicaragua in cambio della produzione di bistecche, causando la perdita di 1000 chilometri quadrati di foresta tropicale per anno. Dal 1979 il Nicaragua è stato in America Latina il più grande fornitore di bistecche agli Stati Uniti.
Tra il 1975 ed il 1985 migliaia di chilometri quadrati di foresta sono stati abbattuti in Tailandia per coltivare la tapioca da vendere alla CEE come alimentazione per suini e bovini. Quando montagne di carne bovina e suina stettero a significare che si doveva ridurre la produzione di carni, l’Europa non ebbe più bisogno della tapioca a smise di comperarla. A causa di ciò i contadini della Tailandia rimasero fortemente indebitati, poiché essi avevano preso in prestito danaro da spendere per rendere le loro fattorie più adatte a produrre di più per rincorrere la domanda. Come conseguenza molta gente ha venduto i propri bambini per lavoro minorile e prostituzione.

 

Aiuti

La maggior parte degli aiuti dati ai paesi del Terzo Mondo è "aiuto vincolato" - ciò significa che i paesi che lo ricevono devono comperare beni e servizi dai paesi che glielo concedono. In tal modo, la maggior parte del danaro è semplicemente restituito a coloro che lo hanno dato. Dal 1982 i paesi poveri hanno ricevuto meno danaro sotto forma di aiuti di quanto essi hanno pagato in interessi o prestiti. Nel 1985 i nuovi prestiti ammontano ad un totale di 15000 milioni di dollari, mentre gli interessi ammontano ad un totale di 55000 milioni.
L’aiuto in cibo è utile in tempi di carestia, ma non serve a cambiare le cause di base della fame. Più i paesi ricchi consumano carne, più terra nei paesi poveri viene utilizzata per produrre alimentazione per gli animali.

Jon Wynne-Tyson
Traduzione a cura di Giuseppe Pappalardo

Su Gondrano dal gennaio 2003

Tratto da: Viva!


L'immagine di questa pagina è tratta dal sito web della FAO.


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