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Cibo per un futuro possibile (Seconda parte)
di Jon Wynne-Tyson Perché si soffre la fame Allevare animali è un modo molto inefficiente per alimentare la crescente popolazione mondiale. Per ogni 10 Kg di cereali dati in foraggio agli animali solo una media di 1 Kg è convertito in carne - gli altri 9 Kg sono sprecati, principalmente sotto forma di letame. Gli animali mangiano circa da 5 a 10 volte più cibo vegetale degli uomini, ma restituiscono una quantità molto piccola di quello che mangiano sotto forma di carne e prodotti animali, come mostra la tavola che segue.
100 Kg di proteina vegetale produce in alternativa: In origine, e fino alla fine dell’ultima guerra, gli animali erano alimentati con l'erba sia fresca che essiccata. A quel tempo il numero di capi di bestiame in Gran Bretagna era molto più basso che oggi, mentre la popolazione umana era solo leggermente inferiore. Ma tra il 1945 e il 1991 l’allevamento industriale ha significato che la produzione di capi di bestiame è aumentata drammaticamente.
Non è possibile supportare questo enorme numero di capi di bestiame usando solo erba come alimentazione. Oggi, in Europa, la maggior parte dei foraggi per animali sono forniti dall'uso di diversi altri alimenti come i cereali e i foraggi composti (un miscuglio di differenti tipi di cibo).
La Comunità Economica Europea (CEE) è il più grande importatore del mondo di foraggio per animali, 60% del quale proviene da paesi in via di sviluppo. Il 90% di concentrati di proteine che gli allevatori Britannici danno in pasto ai loro capi di bestiame è importato da paesi in via di sviluppo che necessitano disperatamente di proteine per i loro propri poveri [4]. La maggior parte dei cereali dati in pasto agli animali nei paesi ricchi non è importato dai paesi poveri, ma la maggior parte di alimentazione per animali importata da essi è di più alta qualità proteica dei cereali ed è ideale per il consumo umano [5]. I fagioli di soia hanno un elevato tenore in proteine e possono essere impiegati per produrre una grande varietà di alimenti. Gli USA coltivano il 75% della soia mondiale e la danno a mangiare quasi tutta ai bovini.
Chi ha fame? Circa cinque miliardi e seicento milioni di uomini condividono il pianeta, un quarto nel ricco Nord e tre quarti nel povero Sud. Mentre alcune persone dei paesi ricchi si mettono a dieta perché mangiano troppo, molti nel Terzo Mondo non hanno abbastanza cibo per assicurare semplicemente che i loro corpi lavorino propriamente e si mantengano in vita. Attualmente il 39% del raccolto di cereali nel mondo è dato in pasto agli animali per produrre carne, la maggior parte nei paesi ricchi [6]. Ogni anno circa 11 milioni di bambini al di sotto dell’età di cinque anni muore di fame o di malattie legate alla sottoalimentazione ed anche quelli che sopravvivono non potranno mai più godere di buona salute [7]. Ogni giorno nei paesi in via di sviluppo circa 11000 bambini muoiono di diarrea, più di 4000 di morbillo, circa 2750 di malaria e più di 6000 di polmonite. Un terzo dei bambini del Perù sono talmente sottoalimentati che la loro crescita è stentata. Poiché le malattie sono frequenti, è necessario più cibo semplicemente per combattere le infezioni.
La fame non è causata da carenza di cibo nel mondo. C’è abbastanza cibo. Il problema sta nella distribuzione. Quello che mangiamo in Gran Bretagna ed in altri paesi ricchi ha un effetto diretto sulla fame nel mondo. Avrebbe molto più senso coltivare cibo per gli uomini piuttosto che darlo in pasto agli animali. Non alimentandosi con la carne, i vegetariani stanno riducendo la necessità di importare cibi dai paesi poveri e stanno quindi forzando ad un ripensamento sulla controversia della distribuzione del cibo. Jon Wynne-Tyson Su Gondrano dal gennaio 2003 Tratto da: Viva!
Prima parte
[4] M. Caldwel, The Wealth of Some Nations 1977
Le immagini di questa pagina sono tratte dal sito web della FAO e dalla sezione italiana del sito
dell'International Vegetarian Union.
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