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Iniziativa contro la caccia in Germania

In Germania ogni primo sabato del mese, diverse migliaia di manifestanti provenienti da varie parti del Paese si uniscono in un corteo alla testa del quale si trovano alcune maschere dei nostri amici dei boschi, scandendo a gran voce "aboliamo la caccia". Già diversi giornali ne hanno parlato. L'intervista è di Julia Brunke del Verlag das Brennglas che edita il "Lust Töter" (uccidere per piacere) -

Intervista a Kurt Eicher, biologo, preside e portavoce dell'Iniziativa per l'abolizione della caccia.

Kurt Eicher è portavoce dell'Iniziativa per l'abolizione della caccia. Dal 1976 al 1982 ha studiato biologia a Tubingen e ora lavora come preside in un ginnasio a Heilbronn. E' sposato e ha tre figli. Tutta la sua famiglia è vegetariana convinta.

Da quando esistete?
Da bambino ho visto Bambi al cinema e da quel momento sono contrario alla caccia. Da quasi 20 anni non mi nutro più di animali e ho allevato tre figlie con alimentazione vegetariana. L'Iniziativa per l'abolizione della caccia si è formata quest'anno.

L'Iniziativa è organizzata come associazione?
L'Iniziativa per l'abolizione della caccia non è un'associazione, e questo per scelta, infatti non intende entrare in concorrenza con le numerose associazioni per la protezione della natura, per la protezione degli animali e per i diritti degli animali, ma vuole essere attiva integrativamente. Si può immaginare l'Iniziativa come una rete di organizzazioni e persone singole che unisce le forze di tutti coloro che intendono difendere la causa degli animali selvatici che vivono in libertà nei nostri boschi e campi.

Presso i vostri stand d'informazione e in particolare nelle vostre dimostrazioni sono in molti i partecipanti. Come vi riesce di motivare le persone?
Per collaborare a questa Iniziativa abbiamo, prima di tutto, motivato i nostri colleghi, amici, conoscenti e parenti, molti dei quali sono amici degli animali e vegetariani. Era come se molti da tempo non attendessero che di entrare in campo a favore degli animali e perciò non è stato difficile ottenere l'adesione di un numero sufficiente di persone per gli stand d'informazione in diverse città. Nei mesi passati abbiamo scritto a circa 2000 indirizzi provenienti dal campo protezione animali e diritti degli animali. Dopo di che, tutte le organizzazioni hanno ordinato l'opuscolo contro la caccia "Der Lust-Töter" (L'uccisore per diletto) della casa editrice "Das Brennglas" (La lente focale), talune subito ed in alcune centinaia o migliaia di esemplari - chiedendo se potevano stampare estratti dell'opuscolo ed anche la lettera dell'Iniziativa inviata al cancelliere federale. Le nostre pagine su Internet www.abschaffung-der-jagd.de , vengono visitate assiduamente. Anche la raccolta di firme da noi promossa per la sottoscrizione a "Schluss mit der Jagd" (basta con la caccia) è iniziata con successo. Abbiamo scritto al governo federale, personalmente al cancelliere Schröder e alla sig.ra ministro Künast, a tutti i delegati del Bundestag tedesco nonché ai rappresentanti dei Länder. Importante è naturalmente il lavoro di stampa. Prima delle dimostrazioni vengono spedite comunicazioni stampa a oltre 100 giornali nonché a radio e televisioni, contemporaneamente l'avviso viene diffuso tramite agenzie di stampa. Parecchi giornali e riviste, da Bild a Spiegel (44/01), hanno ripreso l'argomento e dato notizie sulla dimostrazione contro la caccia a Berlino.

Quando avrà luogo la prossima dimostrazione contro la caccia?
Le prossime date nella capitale federale Berlino sono sempre il primo sabato del mese. Punto di ritrovo è piazza Adenauer (Adenauerplatz) alle ore 12. La marcia di protesta passa dal Kurfürstendamm, la chiusura della manifestazione ha luogo verso le ore 13-14 davanti alla chiesa della commemorazione (Gedächtniskirche). Auspichiamo che molti amici degli animali e persone contrarie alla caccia si uniscano alla dimostrazione e desideriamo cogliere l'occasione per invitarvi cordialmente: partecipate, abbiamo bisogno di voi tutti! Per ogni partecipante è prevista una gustosissima zuppa vegana a base di zucca. Dag Frommhold, che parla in occasione della dimostrazione, nel suo appello chiede: "E' tempo ormai che anche qui la legislazione sia finalmente adattata allo stato attuale della conoscenza scientifica da una parte e alla volontà della maggioranza della popolazione dall'altra.

Nella prima edizione del "Lust-Töter" occupano molto spazio gli aspetti religiosi. Perché questo è così importante per voi?
L'opuscolo contro la caccia "Der Lust-Töter" è pubblicato dall'editore "Das Brennglas". Si tratta di un editore indipendente. E' interessante constatare che proprio in merito a questo argomento abbiamo ricevuto parecchie risposte entusiaste, quali ed esempio: "Il Lust-Töter", contrariamente ad altri scritti, mette finalmente in luce queste situazioni penose anche dal punto di vista etico." Oppure: "E' tempo che qualcuno affronti una buona volta questa questione scottante e smascheri la corresponsabilità delle chiese!" La socializzazione dei bambini con valori e norme ha luogo anche in un ambiente "cristiano". Dato che molti, per la loro sensibilità e l'atteggiamento verso gli animali, non si sentono in sintonia con la chiesa e quindi restano disorientati nelle loro convinzioni etiche, i passaggi che citano le dichiarazioni fatte da alcune persone critiche verso la chiesa, aiutano a fare chiarezza.

Siete in contatto con altre organizzazioni per la protezione degli animali e della natura?
Sì, naturalmente. Siamo in contatto con molte organizzazioni, sia in Germania che in Austria, alle quali comunichiamo anche le nostre attività. Come detto, l'Iniziativa per l'abolizione della caccia è una libera associazione di persone che si oppongono alla caccia, sia che esse facciano parte di organizzazioni sia che si tratti di persone singole. Ogni persona che persegue la medesima meta è cordialmente invitata a partecipare. Quando si tratta di grandi associazioni, solitamente ci sostengono le associazioni locali, dato che gli uffici federali danno altre direttive e si battono in favore "dell'uso efficace della caccia". Una vera collaborazione è possibile solo con coloro che si dichiarano al 100% a favore dell'abolizione della caccia.
Come scambio di informazioni sono importanti anche i contatti con l'estero e con le reti internazionali degli oppositori della caccia. In Austria, ad esempio, l'Associazione contro fabbriche di animali VGT diffonde una propria edizione austriaca del "Lust-Töter" che viene presentata nell'ultima edizione di "Tierschutz konsequent". In Svizzera, la versione tedesca dell'opuscolo viene distribuita dalla Associazione per l'incentivazione dei diritti degli animali. Amici italiani e spagnoli ne hanno già sollecitato una traduzione.

Come reagisce l'opinione pubblica alle vostre attività?
Da tutta la Germania riceviamo articoli sulla caccia. Si tratta di articoli trovati sui giornali e ai quali è già data risposta o a seguito dei quali ci è dato attivarci. Un giornalista ci manda addirittura regolarmente lettere di lettori favorevoli alla caccia, in modo che noi possiamo rispondere sul suo giornale.
Agli stand informativi la risonanza dei cittadini è stupefacente e pare polarizzarsi: da una parte vi sono molte persone che difendono chiaramente la causa dell'abrogazione della caccia e ci incoraggiano a proseguire, (tra essi molti vegetariani e/o persone che hanno fatto personalmente esperienze spaventose con i cacciatori e l'uccisione di animali): "I cacciatori ne traggono piacere e sparano su tutto ciò che si muove!"; - dall'altra parte, naturalmente, sono i cacciatori a chiedere la parola e la maggior parte di essi non fa mistero della soddisfazione che prova durante l'uccisione di animali. Più d'uno reagisce addirittura in modo spaventosamente aggressivo: "Sarebbe meglio per te non venire al nostro capanno di caccia, correresti pericolo di vita!"

Dunque ci sono già delle reazioni sullo scenario della caccia?
Io ricevo dei fax molto cattivi, brutti insulti per e-mail e telefonate minacciose. In fondo, questo è un buon segno perché, se non ci prendessero sul serio, non reagirebbero.

Come sono le risonanze da parte di autorità e politici?
Il presidente del gruppo parlamentare dei Verdi ha reagito e invitato la sua portavoce di politica ambientale, sig.ra Höfken, a dare riscontro. Siamo ancora in attesa. Alla fin fine, la politica si trova a essere costretta ad agire dato che gli oppositori della caccia in Germania sono capaci di raggiungere la maggioranza: oltre la metà, dei cittadini è contro la caccia. Da un'inchiesta pubblicata su Hörzu e Stern 1998 risulta addirittura che "il 70% dei tedeschi non amano i cacciatori". E lo stesso anno, "Welt am Sonntag" ha citato un'inchiesta secondo la quale la disapprovazione della caccia da parte dei tedeschi si trova subito dopo i test sugli animali, la pornografia infantile e la pubblicità del tabacco. Per inciso, è interessante notare che molti uffici forestali ordinano l'opuscolo "Der Lust-Töter". A detta di alcuni, hanno sempre delle difficoltà con i cacciatori.

Attualmente al Ministero dell'Ambiente c'è un gruppo di lavoro che elabora proposte per la modifica della legge sulla caccia. Ma la legge sulla caccia contrasta con le leggi sulla natura e sulla protezione degli animali. Saranno sufficienti come concessioni singole modifiche di paragrafi per sospendere la legge sulla caccia a lungo termine?
L'Iniziativa per l'abolizione della caccia disapprova sostanzialmente la caccia per motivi etici ed ecologici e aspira ad arrivare ad ottenere il generale divieto di caccia: da un lato tramite un effettivo impegno sociale, dall'altro, tramite l'influenza politica. Naturalmente, sarebbe già un successo enorme se i proprietari dei boschi potessero decidere se si possa o no cacciare sul loro territorio. In Francia questo è già un diritto vigente. Di conseguenza, l'opinione pubblica potrebbe esercitare pressione morale su ogni singolo proprietario del bosco e bollarlo come uccisore di animali. Così facendo, in linea di massima non sussisterebbe proibizione legale di caccia ma la caccia non potrebbe più essere esercitata per motivi di immagine. Cacciatori che continuassero ancora a cacciare sarebbero bollati come pecore nere. Contemporaneamente, nelle zone dove non si caccia si otterrebbe la prova che, senza caccia, nei nostri boschi si instaurerebbe l'equilibrio naturale, divenendo possibili normali oscillazioni di popolazione. La natura si riprenderebbe e le specie minacciate avrebbero di nuovo uno spazio vitale.

Perché risulta cosí difficile per i politici tedeschi agire contro l'hobby della caccia che, come risulta evidente, danneggia la natura?
Molti politici sono cacciatori e altrettanto lo sono i loro amici ai vertici dell'economia e delle banche. La lobby della caccia è sempre ancora potente. Il primo presidente della Repubblica federale tedesca, Theodor Heuss, notoriamente doveva, per motivi di rappresentanza, partecipare a battute di caccia collettive organizzate dai politici. Egli così si espresse giustamente: "La caccia è solo una vile definizione che cela l'assassinio particolarmente vile di esseri viventi senza via d'uscita. La caccia è una forma secondaria di malattia psichica dell'uomo.

Per concludere, ti prego di dire in una frase perché la caccia deve essere abolita, oggi piuttosto che domani.
L'età della pietra è passata! Il nostro cervello è divenuto più grande e più efficiente, i principi etici e morali si sono sviluppati ulteriormente. Gli animali hanno diritto alla vita come noi, senza essere perseguitati da una minoranza armata. Si è sparato abbastanza a lungo sulla natura per "aggiustarla", ora dovremo dare l'opportunità alle specie rimaste di regolarsi da sole.

Julia Brune, Berlino

Approfondimenti su: www.abschaffung-der-jagd.de (in tedesco).