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Sul Parco dell’Amore
della serie “persone religiose” Fa piacere venire a sapere che ci sono tipi come il Sig. Fiamberti, di cui sono venuto a conoscenza grazie all’intervista a lui concessa da Metro. Ce ne fossero altri come lui! Ringrazio iddio che esistano ancora persone così in gamba e a aperte nelle loro opinioni. A lui vanno i miei complimenti e mi auguro che dia successo alle sue iniziative. La mia “camera” per gli ospiti è a sua disposizione nel caso passasse dalle mie parti. Tutto quello che va contro l’ipocrisia è benvenuto presso di me ed io mi sento fratello a chi cerca di liberare il prossimo dalle sue prigioni mentali. Il Sig. Fiamberti mi sembra un operatore sociale più che un inventore. Il suo progetto di organizzare un Parco dell’Amore Libero è cosa umanitaria e sociale allo stesso tempo. Egli deve essere pure un tipo altruista; dove lo trovi oggi uno che mette a disposizione per questo un terreno di sua proprietà? Che Iddio lo benedica! Spero che tale parco sia pure utilizzabile dalle professioniste che vendono sesso (non solo per gli amanti della vita del posto). Penso che il Sig. Fiamberti avrebbe dovuto farsi aiutare dal parroco del paese in questo suo tentativo. Il religioso è un uomo di potere, e il suo assenso ad un’opera umanitaria apre molte porte; se questo parroco è un tipo veramente religioso, dovrebbe aiutare. Se poi è il solito commerciante che vende “religione”, pazienza; non si può avere tutto. L’importante è provarci, non importano le brutte figure che si possono fare. Anche il mio Maestro Gesù fu preso per scemo ai suoi tempi, da colleghi “religiosi”, Egli, al contrario di loro, voleva che l’uomo considerasse la donna come se stesso, cosa assurda per quei tempi, anche per i suoi discepoli (vedi Giovanni 4, 27 e Matteo 19, 10); ancor oggi la donna, per poter abortire, deve chiedere il permesso ad un altro, e guai a lei se si concede libertà sessuali! Per non parlare di come nelle nostre carceri “cristiane”, la donna detenuta sia sempre stata mancata di rispetto peggio che l’uomo, malgrado lei fosse molto meno pericolosa. Ma noi “cristiani” siamo fatti così, ci piace apparire “cristiani” per sentirci la coscienza a posto nel mancare di rispetto ai più deboli. Tutti, religiosi compresi, dovrebbero prendere esempio dal Sig. Fiamberti, che da come si esprime ci tiene al suo prossimo. I nostri capi religiosi invece, pur di salvarci a tutti i costi rendono la vita impossibile a tutti, e la complicano specie alle ragazze giovani e ad altri che per sopravvivere hanno fatto una libera scelta di vita. Per alcuni invece, tra cui quelli come il Papa e Don Benzi, è meglio che costoro rischino la vita ogni giorno e che si facciano sfruttare da un “protettore”. Purtroppo, nello stravolgimento che è successo del messaggio di Gesù, i religiosi sono fra i maggiori responsabili. Ringrazio iddio che in tempi come oggi, le persone che si rivolgono alle venditrici di sesso siano in grandissima maggioranza tipi che rispettano le donne, pagandole il convenuto e ringraziandole. Quei pochi che non le rispettano o ne approfittano, portano alle estreme conseguenze la “morale” di certi parroci. Ovviamente, anche il religioso è un’incosciente, forse più del laico, solo che gli è più difficile capirlo, forse perché ha studiato troppo. Ma iddio sa quel che fa, ed è probabile che per il religioso di Stato il permanere nell’Incoscienza sia lo stato naturale delle cose. Anche per questo egli rifiuta di confrontarsi col laico e con alcuni materiali problemi di questa terra. Quella che segue è la letterina inviata al giornale da un lettore un poco confuso che aveva letto sul giornale l’opinione dell’eremita circa il “Parco dell’Amore”:
È indubbio che la morale del prete proveniente dalla sua ignoranza della vita fa danni enormi alla società. Ritengo che i preti dovrebbero cominciare a leggere il vangelo. Da come si comportano, vivono, pretendono e impongono con tanto di Forza dell’Ordine, è chiaro che il Vangelo non l’hanno mai considerato, e mai l’hanno letto con attenzione.
Speriamo che chi ha scritto la letterina riesca a passare sopra alla sua impressione che “da come parla, l’eremita sembra avere rapporti privilegiati con il dio”. Non ci sarebbe nulla di male. In ogni modo, quella dell’eremita è la maniera di esprimersi degli uomini liberi, di tutti quelli che rispettane il prossimo e prendono posizione, rischiando. Questo accade pure molto naturalmente a tutti quelli che cambiano vita radicalmente e che vivono quello che predicano; che preferiscono crepare piuttosto che dipendere da qualcuno o da qualcosa che può indebolire lo spirito. E fare l’eremita e vivere con pochissimi soldi senza gravare sul prossimo, è un’ottima strada. A chi scrive non resta che fare lui stesso 1'esperienza, cominciando a rispettare il prossimo nei fatti oltre che nelle parole. Diverrà così credibile a se stesso quando parla e comincerà a capire cose che non può capire al momento. Poi, facendo certi tipi di vita, non ci si arrabbierà più per certe cose che ci possono capitare, e che ci sembrano importanti solo perché colpiscono noi stessi. Ci si indignerà invece per altre cose, quelle che devono subire gli altri che ci sembrano più deboli e che non possono protestare. Costui non si irriterà più per le zecche che il cane gli porta a letto come succede all’eremita, o per le pulci che gli portano a letto i gattini di Maria (Semprevergine), la sua gatta preferita. Neanche si arrabbierà, anzi gradirà quando a notte, sul letto, sente un ragno camminargli sulla faccia. Non si scoccerà per le zanzare, né per le lumache che lasciano i loro escrementi nelle pentole dove alloggiano, né se la prenderà quando le galline gli escrementano sui libri; se la prenderà sportivamente come fa l’eremita, quando gli verranno eruzioni e pruriti sulla pelle, per aver mangiato cibi “storti” e pure quando scopre con dolore che Ciro, il suo gatto poliziotto ha scassinato la dispensa e si è fregato il formaggio. Insomma, comincerà finalmente a godersi la vita nonostante le rogne; senza far ricorso ai medici, alla legge, e alle pensioni. Chi ha scritto la letterina, deve essere sotto l’influsso che la Chiesa ha immesso in tutti noi circa quello che deve essere un eremita. Ci hanno fatto credere che pregare e temere per le sorti dell’umanità sia cosa “religiosa”. Così chiariamo, che agli eremiti non gliene può interessare nulla della sorte degli uomini, sarebbe ipocrisia! ognuno si becca le rogne che si è cercato e che si merita, nel bene o nel male. Circa le pratiche “spirituali”, tra cui ci può essere la preghiera o la meditazione, è meglio chiarire che esse sono solo la pratica di tecniche che calmano la mente e che talvolta aiutano anche l’evoluzione dell’uomo e lo rendono forte, ma non sono la pratica della “religione”. La pratica della religione, almeno quella vera, è fare il bene al prossimo e combattere per sfasciare il male, quello “legale”, il male da tutti accettato perché è sempre stato così, pure perché la classe ecclesiastica si rifiuta di istruirci in merito, non conveniendogli (perché perderebbe le sue amicizie e si farebbe molti nemici). E meno che mai sono cose religiose i riti e le preghiere dette a memoria e a ripetizione. E’ solo parte delle tecniche che quando vengono svolte in maniera genuina e gratuita aiutano ad evolvere, ma che sono completamente inutili se le si fanno alla maniera del prete. Le preghiere poi, sono cose da praticare sempre nel privato, nel singolo, e nel silenzio, altrimenti sono solo cose “pubblicitarie” che condizionano la mente del credente e lo portano ad obbedire ai burocrati dell’istituzione “religiosa” impedendogli così di contattare il dio, quello vero. La pratica della vera religione appartiene ad ogni singolo individuo, e nessuna istituzione “religiosa” può spacciarla come cosa sua esclusiva. Quando si fa il bene in senso umanitario si pratica “la religione”. Bisogna solo stare attenti a non cadere nella trappola del bene fatto in senso politico. Il bene in senso politico lo si fa quando si opera in nome di una Credenza religiosa particolare, di un Partito politico, o di una ideologia. Quando si aiuta il prossimo in massa, non è carità, ma azione sociale, che come la pratica della carità può essere una cosa buona, ma solo finché è un’azione rivolta verso tutti. E’ utile chiarire, perché quando si fa il bene a favore solo di un gruppo, spesso lo si fa ai danni di un altro gruppo. Dal passato possiamo prendere ottimi esempi della distorsione della pratica religiosa operata dalle autorità ecclesiastiche, ed è un peccato che la storia non insegni niente a noi religiosi che crediamo in una Credenza religiosa particolare; così finiamo sempre ad essere strumentalizzati dalle nostre classi ecclesiastiche e politiche, per attività tutt’altro che religiose. E ripetiamo sempre gli stessi sbagli, con la massa della gente che continua a credere che partecipare alle attività di massa di una Credenza religiosa particolare, sia cosa “religiosa”. Niente di più errato. Nella religione cattolica, abbiamo avuto un numero enorme di personaggi “religiosi” che venivano considerati tali, dai grandi burocrati della religione. In realtà si trattava solo di semplici uomini politici, dalla visione molto limitata, che favorivano con le loro azioni “buone” (le prediche in genere), il proprio gruppo, e che immancabilmente danneggiavano gli altri gruppi o altre religioni. “Religiosi” famosi come i Padri della Chiesa, pure fatti “santi”, tipi come Attanasio, Ambrogio, Agostino, si sono dimostrati eccellenti uomini politici, ma, religiosamente parlando, si sono dimostrati inferiori al mio cane “Grego” (Gregorio VII); Egli, anche se, avendo la pelliccia a strisce bianco-nere mi può risultare antipatico in certe occasioni, è sicuramente più “religioso”, apparendomi più sincero nei suoi sforzi di amicizia. Egli per farsi benvolere da me, non fa fuori tutti gli altri che mi campano intorno come hanno sempre fatto gli attivisti politici della Chiesa chiamati “sacerdoti”. I sacerdoti della nostra religione hanno sempre perseguitato chi non si rivolgeva al loro negozio per sentirsi felice. Hanno sempre preteso solo per loro l’amore del dio, (che a parole dicono sempre che è di tutti), cercando spesso di corromperlo come quando gli facevano notare che era “per Lui” se loro uccidevano e perseguitavano il prossimo che non la pensava come loro. Beh, dobbiamo comprenderli a certi “religiosi”. La violenza fatta al prossimo è il loro modo di “amare” il dio. Un giorno si evolveranno anche loro. Grazie a questi “religiosi” che praticano la politica invece che la religione, l’evoluzione dell’uomo viene continuamente bloccata. I religiosi dell’Istituzione sono capaci di tutto. Per facilitare la loro azione politica, hanno pure trasformato, il dio senza forma e immagine che gli aveva dato l’ebraismo, in una immagine dell’uomo, pure di sesso maschile; un dio che ci punisce eternamente, per “peccati” che a noi piccoli uomini, farebbero ridere. Lungi da noi uomini liberi un così basso concetto della religione! Questi politici che si spacciano per “religiosi”, solo perché riescono ad uccidere nel nome, di un dio, tutto il male che fanno lo fanno solo per salvare se stessi. Credono di salvarsi dalla dannazione, impedendo agli altri di dannarsi, non importa se li bestializzano o uccidono nel tentativo. Un simile sbaglio, durato millenni, e che ancora dura, la dice tutta su ciò che ispira certi religiosi. Tutt’altro che l’amore con cui si riempiono la bocca. Ma come può rispettare chi la pensa diversamente chi pensa solo a se stesso? Ancor oggi ci sono troppi “religiosi” che pensano solo a se stessi, ma insistono a dire che lo fanno “per il bene degli altri”. Speriamo che un giorno smettano di “amare” il prossimo. Intanto, evitiamoli. Cerchiamo pure di evitare il consiglio di uno dei loro dei, quello chiamato “Spirito Santo” che li ha così mal guidati dal momento in cui sono giunti al potere. In verità, i veri religiosi sono quei laici, di una qualsiasi Credenza religiosa che si impegnano gratuitamente a soccorrere l’uomo, non per “salvarlo”, ma per farlo “evolvere”, e i migliori di questi laici, sano gli “atei”. Non ci vuole molto a capire che il dio, se esiste, vuole vederci come ci aiutiamo l’un l’altro nel bisogno, non come sfruttiamo l’altro, per “salvarci” e “stare bene”. È anche utile evitare quei laici che fanno politica e che vedono la loro ideologia come una “religione”, al punto da imporla a tutti a norma di legge, come è tipico dei religiosi di professione, e anche se questi laici intendono il bene, finiscono sempre a danneggiare il prossimo che vogliono aiutare. Molto meglio limitarsi all’azione umanitaria nel proprio singolo, per non farci strumentalizzare dai nostri Capi, che amano credere e far credere ai nostri Governanti che noi facciamo il bene, proprio perché “cattolici”, implicando che come musulmani o induisti, noi non faremmo lo stesso, per cui, è giusto favorire il “cattolicesimo”. Sono cose molto semplici da capire queste. Solo i religiosi di professione non riescono a capirle.
Le letterine che seguono denotano la solita confusione cattolica che
ama mischiare tutto, al punto che chi scrive chiede all’eremita di
prendersi la briga di andare a convincere di persona i “protettori” L’altra lettera parla di Don Benzi. Posso dire che l’eremita al contrario di don Benzi, non vede il peccato nel sesso fatto rispettosamente e secondo gli accordi. Per quelli come don Benzi, il sesso, anche il più puro, è sempre peccato, e nella loro credenza, cercando di aiutare una a cambiare mestiere, rendono impossibile la vita a tutte quelle che apprezzano fare quel mestiere, al punto che si vedono costrette a farsi “proteggere” e sfruttare da qualcun altro. Per questo sono contento quando vedo gruppi di venditrici di sesso che vanno contente al lavoro sul mio stesso autobus. Non avendo nessuno che le accompagna al lavoro, non necessitano dividere il guadagno. C’è pure la lettera di una signora che sembra una persona religiosa. È meglio del prete sicuramente. Almeno non parla da posizione di potere, quindi, non è un’ipocrita. Spero che la mia risposta non l’abbia indisposta. Quando verrà a trovarmi, vedrò di ripulire la baracca dove le voglio offrire il tè.
Altra lettera degna di commento, è quella del Sig. Franco Lattughi. Ha centrato il problema. Infatti, l’eremita si esprime in certe maniere perché vede le cose dall’esterno, senza avere gli occhi coperti dalla nebbia delle norme “religiose”, e dagli usi e costumi di gente che per vivere si appoggia allo Stato, alla famiglia o alle leggi, per cui, va al nocciolo della questione e non perde tempo a discutere di cose mondane. Preferisce invece correre al soccorso delle persone oppresse dagli usi e costumi “religiosi”, e dai malcostumi dello stipendiato dello Stato, che nel suo prestarsi al male legale per la paga, si nasconde dietro la “religione” per sentirsi la coscienza a posto. Grazie al prete che tace naturalmente.
Mario Dumini Da:vegetus.net
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