Home page


I diritti degli esseri senzienti
Home (Page)
Indice degli articoli
Indice delle zone
Il laboratorio

 

La Sinistra e la Decrescita Felice

Pochi giorni fa ho letto sulla newsletter dell'associazione La Boscaglia un interessante intervento di Antonella Provenzano. Le ho immediatamente scritto per chiederle ulteriori dettagli e... sono rimasto in attesa. La risposta di Antonella in realtà non risponde alla mia domanda ma non per questo ciò che mi ha scritto è meno interessante. E dunque eccola a voi.

F. S.

Carissimi Amici della Boscaglia,
Lunedì ho partecipato ad un incontro tra Paolo Cacciari che presentava il suo nuovo libro Pensare la decrescita, Pierluigi Sullo direttore di Carta e Fausto Bertinotti (l'unico comunque che almeno ha ascoltato e che è stato disponibile ad un confronto su questo tema, ancora relegato a pochi matti che ci credono).
Lì per lì, data la mia incapacità di parlare in pubblico, non me la sono sentita di intervenire ma il giorno dopo ho scritto questo:
"Ero li con voi lunedi 6 marzo al centro congressi...
Sono venuta per ascoltare...(sono avida di questi discorsi); il libro di Paolo Cacciari non l'ho ancora letto, ma devo dire che tutto ciò che mi passa sottomano e che trovo in giro che parli di decrescita, decrescita felice...non me lo lascio scappare!
E' un concetto che mi ha coinvolto non appena ci ho riflettuto un po' sopra...
Io non faccio parte di nessun gruppo stabilito, anche se mi sento molto vicina a tutte queste reti che per un motivo o per l'altro si interrogano sull'eticità di questa vita che stiamo conducendo.
A sentire parlare Bertinotti, non mi sono certo rincuorata. Ho amici di Rifondazione lontani mille miglia da questa idea di decrescita...ma dal Segretario mi aspettavo qualche cosa in più. A me sembra "decrescita" una parola bellissima perche non e una imposizione ma una presa di coscienza ed e per questo che e felice. E si può essere altrettanto felici nell'abbondanza come auspica Bertinotti, quando di abbondanza non ce n'è per tutti? E questa abbondanza materiale non ci pregiudica un'abbondanza di tempo e quindi di relazioni sociali, di affetti, di scambi disinteressati di quello che siamo e di quello che sappiamo fare? Credo che ormai, rendersene conto sia urgente... E nel mio quotidiano cerco di fare piccole grandi scelte; ma nel frattempo dovrò votare come al solito per il male minore?

Antonella Provenzano

Dalla newsletter dell'associazione La Boscaglia,
Camminare Informa n. 126 del 23 marzo 2006


Cara Antonella,
ho letto il tuo intervento sull'ultimo numero di Camminare Informa. Puoi riferirmi in maniera dettagliata cosa ha detto Bertinotti durante la conferenza di Paolo Cacciari? La Decrescita ci interessa molto anche dal punto di vista dell'antispecismo e d'altra parte ci interessa portare quest'ultimo nel contesto del dibattito all'interno della Sinistra. A presto,

Filippo

24 marzo 2006


Caro Filippo,
scusa il ritardo nel risponderti, ma ci ho pensato un po', perchè non sapevo che dirti. Non riesco a riferirti in maniera dettagliata ciò che ha detto Bertinotti. Bertinotti è un "Politico" e come tutti i politici ha un modo di parlare che gira intorno al problema ma non è diretto. Quello che ho potuto percepire più che ascoltare è che quando si parla di "Decrescita" lui e la maggior parte della gente anche sensibile, affrontano questa parola con un senso di tristezza e di rinuncia. Bertinotti l'ha paragonata all' "austerity" di un pò di anni fa. Finchè questo pensiero arriva alla gente in questo modo siamo sicuramente perdenti. Non riesco però a giudicare chi non riesce a vedere le cose in maniera diversa. Ti faccio un esempio: Ieri parlando con una mia amica (una signora buona e generosa) che ha due figli di circa 20 anni mi diceva che sono sempre tristi e scontenti. Ma hanno tutto mi sottolineava. Tutte le cose materiali e anche tutto il nostro affetto. E poi mi raccontava la giornata tipo..passata tra scuola, università, computer, pizzeria e magari una passeggiata al centro commerciale con amici.....
Come faranno questi ragazzi a capire quanto è bello un pesco in fiore? Come faranno a capire che il giorno di pasqua sulla loro tavola ci sarà un piccolo agnellino appena nato, piuttosto che quel vitellino bianco che ieri ho visto sul prato che mi guardava con occhi languidi? Loro non vedono peschi, ma antenne; loro non vedono vitellini appena nati ma bistecche!!! E allora noi che vediamo la natura e a volte e solo a volte, riusciamo a capire che siamo un tutt'uno, cosa possiamo fare per chi non vede? Caro Filippo, scusa se non sono riuscita a darti le informazioni che cercavi, per queste cose non sono molto brava.
Non sapevo neanche cosa significasse "antispecismo" e prima di risponderti l'ho cercato in internet e neanche a farlo a posta ho trovato un tuo articolo..-----
A presto

Antonella

28 marzo 2006