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Due storie azzurre
L’ora del thè.
Un amico mi ha chiesto di sostituirlo per una mezz’ora. Silvano Agosti Dal Diario Azzurro n.35 del 25 maggio 2004
Ernesto, Una vita migliore anche per lui. Un pomeriggio controllando le mie numerose e-mail riguardanti animali maltrattati, da adottare, malati ecc. la mia attenzione è stata catturata dalla foto di un cane "residente" presso un canile di Frosinone che cercava disperatamente una casa. Non è un cane come gli altri, purtroppo ha un handicap: è stato abbandonato da cucciolo sull'autostrada e conseguentemente investito.Una zampa, in seguito all'incidente e alla noncuranza della gente che lo vedeva era andata in cancrena (divorata dai bigattini) e l'hanno dovuta amputare. Lui non si è perso d'animo, il suo destino forse era già scritto o forse l'ha voluto cambiare lui con la sua forza,la sua costanza e tenacia. Si è rimesso in piedi nonostante il suo corpo poggiasse solo su 3 zampe (Per questo era stato chiamato Tre Cilindri) e la sua anima fosse stata tradita, ferita, da un uomo senza scrupoli. Quando mi soffermo ad osservarlo, rimango allibita dalla luminosità dei suoi occhi che rispecchiano la sua irrefrenabile voglia di vivere,continuare a correre, giocare e soprattutto amare. Sarebbe rimasto in una delle anguste e fredde gabbie di quel canile,fino a quando la morte non gli avrebbe fatto visita,se non fosse stato per il mio ragazzo, Gianluca,anche lui animato da una forte sensibilità,(caratteristica di una persona che ha sofferto) che quest'estate lo ha spinto ad adottarlo. Oltre alla sua bontà d'animo, entrambi sono accomunati dalla forza di rimettersi in piedi. Gianluca infatti tre anni fa è stato vittima(e tutt'ora ne sta pagando le conseguenze) di un tragico incidente che lo ha portato alla perdita della nonna,al coma per 10 giorni e alla momentanea paresi. Dico momentanea perché con le sue forze è riuscito a farcela, proprio come Ernesto;non chiedendo nulla agli altri,ma solo a se stesso, con il solo coraggio di vivere che è la spinta maggiore che ti porta a superare i momenti realmente difficili. Un giorno gli chiesi delucidazioni in merito all'adozione di Ernesto, volete sapere la risposta? Eccola: «Sonia, guardalo negli occhi e vedrai tanta speranza; proprio quella che mi ha spinto ad alzarmi e a guardare avanti, non arrendendomi MAI!» Ora sono diversi mesi che Ernesto è con Gianluca,ha socializzato con gli altri cani e si fa delle belle passeggiate in campagna ricordando forse i brutti momenti scorsi, ma vivendo a pieno la sua nuova vita; il suo presente e il suo futuro ormai sono all'insegna dell'amore; insieme ad una padrone con il quale si ha in comune veramente tanto. Ogni giorno, sento di crescere vicino a loro perché comprendo a pieno la forza della vita e soprattutto voglio ringraziare Gianluca, per la possibilità data ad Ernesto e per i valori emotivi ed affettivi che mi sta facendo riscoprire. Sonia da Roma, «Nella sofferenza, nel buio del cuore e della mente si nasconde il senso della vita. E quanto più nera vivrai la notte, tanto più sarai all'alba fonte di nuova vita». Dalla mailing list animalista di Peacelink, Una parola di troppo, una prigione gigantesca Due splendide storie raccolte girovagando su Internet, delle quali ringrazio Silvano Agosti e la sconosciuta Sonia. Peccato che la prima, quella di Silvano, sia confinata entro gli alti muri eretti da una parola, una sola: l'ultima della frase: «la felicità fa parte dei diritti fondamentali della persona umana». Perché aggiungere quell'ultima parola? Come se la totalità degli esseri senzienti della Terra fosse limitata agli esseri umani? Peccato, perché senza essa anche la nella storia di Silvano si sarebbe respirata la stessa aria di azzurra libertà senza confini che impregna la storia di Sonia. Forse un giorno anche Silvano riuscirà ad abbattere quei muri e vedere ciò che c'è al di là: l'immensa ricchezza del mondo vivente non umano. Io continuo ad aspettare. Filippo Schillaci. Immagini di Filippo Schillaci |