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Diario afghano

….. 4 giorni ……….

Gia'… 4 giorni al ritorno in Italia.
Mio Dio, quanto tempo è passato... osservandolo sul calendario sono trascorsi 5 mesi, ma il mio orologio biologico mi indica un intervallo più lungo e indeterminato, come se avessi vissuto fuori dal tempo…
Sono partita in inverno, con il freddo, la neve, e ora torno in piena estate con temperature completamente diverse.
Anche le mie emozioni hanno seguito le stagioni: l'inizio, ciò che non conosci, la nuova realtà, il nuovo mondo da scoprire, tutto distaccato, freddo, mentre ora tutto è familiare, fluido come i liquidi che si sciolgono al sole.
I luoghi sembra che facciano parte della mia vita da sempre, come gli odori, le emozioni, gli abiti indossati dalle donne, e le realtà sanitarie che all'inizio ti sembrano assurde e che qui ora impregnano la mia quotidianità.
Non ricordi più le differenze col tuo mondo, o almeno sono qualcosa di lontano, che mi investiranno violentemente al mio ritorno, non appena ricomincerò a lavorare in ospedale.
Per ora voglio solo respirare e continuare a metabolizzare ciò che mi sta attorno, per paura che tutto scompaia, una volta partiti da qui.
Non penso che succederà, perché quello che vivi insieme ad altre persone in un contesto tale, nel tempo trascorso ti entra, si insinua nei più remoti pori della pelle, come la polvere che quotidianamente col vento si alza dal terreno e copre tutto ciò che ti circonda, dando questo aspetto, questo colore uniforme a tutto il paesaggio.
I colori predominanti sono le tonalità dell'ocra che si contrappongono al colore indaco intenso del cielo che di giorno taglia l'orizzonte e permette ai tuoi occhi di scorgere più nitidamente l'insieme, mentre la notte che cala veloce all'ora del crepuscolo è intensa, nera ma pur sempre rischiarata, quando il cielo è sereno, da minuscole stelle sospese, come vengono sospese le luminarie sugli abeti durante il natale, e per completare il tutto, una luna luminosa, abbandonata e forse un po' triste che spesso in questi mesi ho guardato, riportandomi per pochi attimi a casa, dove dalla mia stanza da letto in Italia tutte le sere la vedo brillare.
Già... il cielo è lo stesso, ma ciò che sta sotto non è patrimonio uguale per tutti; chissà quanta gente durante la notte si sofferma a guardare lo spettacolo del firmamento e non vedrà il mattino nascere, così come all'alba milioni di persone si preparano al nuovo giorno lavorativo... Quanti mondi paralleli, così diversi, resi vitali da persone con storie e situazioni completamente distanti!!!
Dopo questo periodo, ora ti rimane il congedo da momenti straordinari, come un cerchio che si deve chiudere, una porta che devi accostare per aprirne un'altra.
In questo momento non sono triste, non mi sento orfana di tutto ciò, perché so che è dentro di me.
Ti dispiace salutare gli amici con cui hai condiviso così tanto, ma sai che è un arrivederci, qui o in un altro luogo, senti di far parte di un progetto grande, a cui tu hai dato un piccolo contributo.
In fondo per me è questo il segreto, noi cambiamo nel tempo, ma sempre porteremo attraverso i racconti la nostra vita e tutto non sarà stato fatto per nulla.
Il non dimenticare è fondamentale, poi dove uno si trova in quel momento non importa, è ciò che si è condiviso che ti rimane e che fa la differenza!!!
Al mio arrivo tutti mi salutarono con "Welcome in Afghanistan!!!", e ora le parole sono diverse; adesso sono io che dico "Welcome Afghanistan nella mia vita". Solo la parola Goodbye mi permette di socchiudere questa porta, non chiuderla completamente, ma chissà, forse in futuro, riprendere in mano la maniglia e ricominciare da dove ora concludo per rincontrare questo mondo straordinario!!!
Goodbye and thank you, due parole semplici che devo a tutti coloro che ho incontrato in questi mesi. Ora il mio mondo mi aspetta, ma so che anche questo chiede di non essere dimenticato.

Con affetto………………..

Sophia - Inviata di pace
Org. Umanitaria

16 luglio 2005
Su Gondrano dal 18 luglio 2005