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Diario afghano Intermezzo virtuale Il nostro lavoro continua, e tra un parto e l'altro mi "svago" a stare su internet. Da quando sono qui ho iniziato a chattare. All'inizio, forse grazie anche alla novità, mi divertivo molto, ma devo ammettere che trovi di tutto, deficienti inclusi, e ora non penso più che sia un gran che. Non è facile capire le persone attraverso un PC impersonale, e senza guardarle negli occhi! Di sicuro quello che balza è una grande solitudine e un bisogno di amore che è disatteso. Storie pesanti che segnano la vita delle persone, storie finite o persone che non hanno il coraggio o la forza di dare un taglio al passato; è un mondo veramente vasto, e dietro c'è una moltitudine di persone infelici. A questo si aggiunge il fatto se non sai se crederci o meno, e comunque come ho detto prima non hai la persona davanti. In questo periodo mi sono trovata a parlare di qualsiasi argomento con le persone che stavano all'altro capo, chissà dove, in parte perché avevo io un bisogno di comunicare con qualcuno in Italiano, e poi trasportata dai discorsi e dalla curiosità. E' facile lascirsi andare a dire qualsiasi cosa protetti dall'anonimato, e capisco perciò il grande utilizzo e abuso che se ne fa. E' veramente pazzesco. Ho trovato di tutto. Penso di aver perfino trovato virtualmente una decina di persone che mi vogliono sposare, non so se ridere o no. Beh per ora la prendo così, quando torno, cercherò di sistemarmi, vista l'abbondanza di offerte!!! Scherzo, la prendo sul ridere, è una delle cose che mi permetto da dove sono. Sophia - Inviata di pace 1 giugno 2005 |