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Diario afghano

Immagine tratta da: afghan-web.com

29 aprile 2005

E' qualche tempo che non scrivo perchè queste ultime settimane sono state molto piene. Il lavoro è aumentato e siamo solo io e una mia collega come ostetriche, perché la terza è tornata per cinque settimane a casa in Inghilterra.

La sua missione continua (ritornerà per la prima quindicina di maggio), ma nel frattempo dobbiamo vedercela noi con la quotidianità.

A parte questo, le giornate e le nottate, trascorrono velocemente tra alti e bassi; è possibile che tu abbia sentito la notizia della lapidazione della giovane donna afghana, anche noi lo abbiamo saputo, praticamente immediatamente, ma non e purtroppo il solo crimine che viene perpetrato!

A questo devi aggiungere le donne che si danno fuoco e muoiono per la disperazione o per i maltrattamenti subiti dai mariti.

Qui notizie del genere sono all'ordine del giorno.

Noi internazionali veniamo a conoscenza di questi fatti, sia per comunicazioni via internet da giornalisti che raccolgono la notizia sul posto, sia perché questi disperati arrivano ai nostri ospedali. Purtroppo ci sono ancora troppe corsie di ospedale piene di tali vittime o di giovani che arrivano perché hanno loro sparato in testa!!!!! ( qui la media è di circa uno ogni tre giorni ).

La sorte di questi disperati il piu delle volte è la morte, o gravi danni permanenti.

Ti racconto solo una breve storia : all'interno del nostro ospedale abita un bimbo di circa 8-9 anni che è stato abbandonato dalla sua famiglia 2 anni fa quando ha avuto un incidente e ora vive su una sedia a rotelle.

Nessuno è più venuto a reclamarlo, la sua famiglia sembra che non lo volesse, soprattutto dopo l'incidente che lo ha reso invalido permanente, perché è figlio di primo letto e ora il padre ha una seconda moglie!

E' stato abbandonato come un rifiuto, senza che nessuno se ne occupi.

Logicamente qui nessuno ha neppure lontanamente pensato di mandarlo via, l'ospedale naturalmente è diventato la sua nuova casa! Dovresti vederlo, quando ci sono belle giornate, scorazza intorno all'ospedale con la sedia a rotelle, ormai è lui che ha adottato noi. E' simpaticissimo e molto allegro anche se, nei suoi occhi ci leggi il dolore, che soprattutto un bambino non dovrebbe mai provare.

Va a scuola all'interno dell'ospedale e parla molto bene l'inglese con noi.

E' uno spasso, riesce a tenerti allegro, anche se ti vergogni molte volte quando pensi alla sua vita, alle molte lamentele inutili che ti ritrovi a fare tutti i giorni, mentre lui dagli adulti ha ricevuto solo dolore e una porta in faccia.

Da creature come lui capisci l'importanza della vita e guardandolo, puoi vedere veramente, l'essenza più bella dell'uomo che ormai noi, non sappiamo più d'avere, la speranza sta ancora una volta negli occhi di un bambino, a cui tutto e tutti hanno negato l'infanzia.

Sophia - Inviata di pace
Org. Umanitaria

29 aprile 2005
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