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Diario afghano

Primavera

28 marzo 2005
Questa mattina è arrivata su un furgone (sono i nostri equivalenti delle ambulanze) una donna che aveva partorito in casa durante la notte e poi non aveva espulso la placenta, per questo è arrivata da noi.
E' stata fatta accomodare nella nostra stanza dove effettuiamo le ecografie e dopo pochi minuti, risolto, fortunatamente senza complicazioni, il problema, si è rimessa il burca azzurro ed è tornata a casa dal suo bambino.
Ha ringraziato con un filo di voce ed è tornata a casa insieme a una donna piu anziana di lei.
Come sta il bambino? Come stava realmente lei? E' stato impossibile sapere notizie piu precise.
Normalmente diamo loro vitamine e ferro dopo il parto perché sono fortemente anemiche, a causa delle numerose gravidanze ravvicinate e per una alimentazione inadeguata.
Questa mattina mi hanno riferito che le scorte di ferro in ospedale sono terminate.
Da oggi manca quindi uno dei pochi medicamenti che potevamo dare gratuitamente.
Quando arriveranno? Bella domanda!
Ho scritto su carta prima di inviarti l'e-mail perché il p.c. era occupato e mi sono seduta sulla panchina al sole fuori dalla maternità per fissarmi questi pensieri.
Ora stanno arrivando donne per essere controllate nell'ambulatorio della gravidanza.
Spero che nel frattempo abbiano pulito la stanza.

2 aprile 2005
Oggi è stato il mio giorno libero, quindi durante la mattina me la sono presa con comodo; mi sono messa sul balcone a prendere il sole con un libro e poi verso le 16.30 ho chiesto a una guardia di accompagnarmi al fiume a fare un giro.

Se devo essere sincera quando ha capito il giro che volevo fare, nella sua mente avrà pensato che potevo anche starmene a prendere il sole senza seccare nessuno, ma io mi sono riproposta che almeno una volta la settimana devo farmi un giro a piedi di almeno un oretta!

Beh, comunque, tieni conto che era un ragazzo che potrebbe avere a dir tanto 25 anni, non conosceva una parola di inglese, ma comunque mi ha accontentato, e a modo suo ha cercato anche di comunicare con me.

Durante la passeggiata abbiamo incontrato diversi gruppetti di bambini, sono estremamente diffidenti e difficilmente si avvicinano, si tengono a debita distanza.

Uno di questi gruppetti, di soli maschi che giocava lungo il fiume, si è avvicinato e io ho tolto dalla borsa una manciata di caramelle (a Kabul ne ho comprate un kg.), anche se nel porgergliele mi è sembrato un gesto post guerra tanto simile alle immagini americane del nostro dopoguerra, ma è una delle poche cose che posso dare loro). Le hanno prese ma poi me le hanno tirate dietro. Hanno lasciato che mi allontanassi e poi le hanno raccolte.

Dopo pochi minuti, mi sono accorta che ci seguiva una bimba penso di 6-7 anni che portava con sé un sacchetto di plastica dove era contenuta della verdura, probabilmente l'avevano mandata al villaggio a comprarla.

L'ho salutata e mi ha sorriso, indossava un vestito color amaranto, portava una lunga treccia e aveva un viso dolce.

A un certo punto mi sono fermata, e ci ho riprovato, mi sono chinata e ho preso una manciata di caramelle dalla borsa, lei mi ha guardato e poi ha aperto le mani per accoglierle e mi ha detto "taschiacor" che in afghano vuol dire grazie.

Ho ripreso a camminare e lei era sempre dietro me, quindi mi sono fermata, e le ho teso la mano con un dito, proprio come nel film e.t.

Lei ha preso il mio dito nella sua mano e per pochi secondi abbiamo camminato insieme: due mondi così diversi e sconosciuti per pochi attimi sono stati in completo equilibrio.

Poi è stata raggiunta da altri bambini, si è staccata da me, si è coperta il viso con una mano ed è corsa via in direzzione del suo villaggio.

Poco dopo da lontano mi ha salutato con la mano.

In un paese come questo ti posso garantire che è stato un grande gesto, un momento unico, come quando vedi nel cielo il passaggio di una cometa, di cui per puro caso sei riuscita a cogliere l'attimo.

Era il tramonto, il sole stava scendendo verso le montagne, e verso casa mi sono ritrovata a ringraziare non so chi, non so cosa di questa passaggiata cosi preziosa.

Sophia - Inviata di pace
Org. Umanitaria

28 marzo, 2 aprile 2005
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