14/3/05
Questa mattina, mentre ero nel reparto maternità all'interno dell'ospedale, mi sono avvicinata a una dolcissima mamma di soli 22 anni, che ormai è ricoverata da noi da quasi un mese perché ha partorito due gemelli piccoli, che fanno fatica a crescere.
Ha un volto dolcissimo, purtroppo non capisce quello che le si dice ma, quando ti avvicini a lei, con orgoglio ti mostra i suoi due bambini e li accarezza.
Mi è venuto in mente, non so perché, un dipinto conservato a Palazzo Pitti, la "Madonna della Seggiola".
Mi ha fatto una tenerezza immensa, non ha assolutamente nulla, non ho mai visto nessuno venirla a trovare, probabilmente perché vive lontano, ma mi ha colpito per la sua semplicità e per quel suo dolce viso coperto dal velo che porta in testa.
15/3/05
Non ho sotto mano la sua cartella, ma cercherò di ritrovarne il nome.
La prossima settimana sarò nel suo villaggio a fare l'ambulatorio e l'ho convinta a portarmi i bambini per valutarne le condizioni. Spero che nel frattempo ai piccoli non succeda nulla, perché per loro il pericolo legato al freddo e al sottonutrimento inizia proprio ora, con il ritorno a casa.
16/03/05
La mamma si chiama Bibi Rahia Adchud Hali.
Almeno, questo è ciò che ho decifrato perché coloro che redigono le cartelle scrivono malissimo; inoltre, bisogna considerare che nessun afgano qui ha un documento, quindi sulle cartelle scrivi quello che loro pronunciano, ma non è detto che sia del tutto esatto.
Sophia - Inviata di pace
Org. Umanitaria
16 marzo 2005
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