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Diario afghano 10 marzo 2005 Qui le giornate trascorrono velocemente e ti ritrovi a sera senza accorgertene. Ma va benissimo così. Il posto è fantastico, il villaggio in cui vivo è a circa 2000 metri, ma le montagne circostanti arrivano a 4000m. L'inverno che sta concludendosi mi hanno riferito che è stato il più freddo da quasi 20 a questa parte. E purtroppo ha fatto un numero elevato di vittime soprattutto tra vecchi e bambini. Qui ho potuto constatare che non esiste un registro delle nascite e delle morti nei villaggi, ma solo una registrazione di questi eventi all'interno dell'ospedale. Quindi non è assolutamente possibile effettuare un censimento della popolazione, o stime su cio che accade. La popolazione si accentra in villaggi di piccola e media grandezza, soprattutto all'interno delle valli. Le persone vivono all'interno di case costruite con mattoni non cotti, quindi se piove per molto tempo rischiano che si distruggano. Si alimentano con riso e quel poco di carne che ricavano dagli animali domestici (polli, mucche e pecore). Il terreno è in prevalenza di tipo argilloso e sassoso, quindi poco indicato alla coltivazione, anche se ci provano con strumenti rudimentali. La popolazione qui al nord è molto cordiale, ma mi dicono che è una specificità del posto, non è ovunque così, soprattutto al sud dove ci sono ancora i talebani. Le donne portano tutte il burca dall'eta di 12-13 anni in poi. I bambini li vedi spesso giocare in campi da gioco creati da loro con palle, fionde o semplicemente correndo. Costruiscono dei carrettini con ruote dove uno spinge l'altro e spesso si fanno male!
I bambini sono bambini ovunque, ma se li osservi attentamente, qui manca loro l'infanzia, spesso il loro comportamento è aggressivo probabilmente perché subiscono in casa percosse o lo vedono fare dagli adulti! Questa è una cosa che ti colpisce subito. Sono cordiali gli adulti, ma non i bambini. Sono molto diffidenti. Per loro qui la vita è veramente difficile, sembra di essere piombati con la macchina del tempo all'anno 0 o giù di lì. Sia per i comportamenti, sia per cio che non hanno. Ovviamente qui tutti sono musulmani praticanti e questo li chiude e vincola molto rispetto ai contatti col resto del mondo. A Kabul, mi ha spiegato un'infermiera che lavora qui, sono piu aperti. Mi ha anche detto che le donne non portano il burka, ma io quando sono arrivata in capitale le ho viste tutte velate! La città dove sembra sia piu difficile vivere specialmente per le donne è Kandaar, insieme ai suoi dintorni, andando verso sud. Lì è ancora un forte avamposto talebano. Sophia - Inviata di pace 10 marzo 2005 |