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Gondrano: la prima realizzazione
Introduzione Chi ha letto i testi introduttivi i cui link sono presenti nella testata di ogni nostra pagina sa che questo sito web è parte di un progetto complesso che comprende non solo l'enunciazione di un'etica non violenta, non antropocentrica e non specista ma anche la realizzazione di un luogo che consenta un modo di vivere in sintonia con essa, quale è oggi impensabile all'interno dell'attuale modello sociale umano, intrinsecamente predatorio, antropocentrico e specista, e pertanto non riformabile dall'interno. Questo luogo, quest'isola, questo presente alternativo e possibile, ancora non esiste, non qui, non come lo intendo io. Per quanto mi risulti, almeno. Tuttavia ne sta nascendo l'embrione. Un embrione e nient'altro per ora, ma un embrione che cresce e matura verso la sua naturale meta di individuo completo. E' ancora poco, ma se penso che appena cinque anni fa, quando tutto è cominciato, credevo che i peperoni crescessero sugli alberi (ci colpa Anghelopulos e un suo meraviglioso film in cui un bambino recita una filastrocca che comincia con le parole: "salii sulla pianta del peperone..."), se penso, dicevo a quella tabula rasa che ero cinque anni fa nel mio rapporto col mondo vivente, guardo con soddisfazione al cammino percorso, per piccolo che sia, e con fiducia a quello ancora da percorrere per realizzare ciò che tutti mi dicono sia impossibile: la totale indipendenza da "loro".
Con oggi, 15 ottobre 2003, comincia dunque un piccolo diario,
prevedibilmente aperiodico e irregolare, di ciò che accade, mese per mese,
stagione per stagione, nel luogo bio-fisico di cui questo sito web
è la proiezione "ideologica". Comincio intanto nella più ovvia delle maniere: descrivendo il luogo in cui di fatto vivo, pur non essendo esso il "mio" luogo, che è e rimane la Sicilia, anzi quella parte di essa, quella bioregione per dir meglio, che è il Valdemone. Non è il mio luogo, dicevo, ma è comunque quel frammento della Terra che oggi, più d'ogni altro, reca una prima traccia di me. A presto dunque, per la prima pagina del Diario. Filippo Schillaci |