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L'estate scorsa
Eppure non è facile abbandonare un luogo cui si sono dedicate tante energie, in cui si è pensato che realizzare un progetto fosse possibile e in cui, infine, qualcosa, anche se frammentario, si è realizzato. Così l'estate scorsa in quello che è stato il mio orto non sono cresciute solo erbacce ma in quattro aiuole sono tornati i pomodori. Quattro aiuole soltanto, assediate dal dilagare delle graminacee selvatiche che, se lasciate a se stesse, diventano subito infestanti, ma che hanno costituito se non altro il segno di una continuità.
Nella quarta aiuola, a valle dell'albicocco nella zona IV, ho messo a dimora invece gli immancabili Pachino, che ancora una volta non mi hanno deluso e cui rimango affezionato nonostante l'orientamento decisamente conservativo (cioé destinato alla riproduzione delle varietà antiche) che ho ormai deciso di dare al mio orto.
Non solo erbe infestanti circondavano le aiuole dei pomodori. L'estate scorsa il mio primo innesto di vite
riuscito (risalente a un anno prima) ha prodotto il suo primo grappolo. Uno solo, non grandissimo ma
perfettamente dignitoso (e saporito). A lui l'onore di stare in testa a questa pagina. Poi ci sono state le more: quelle inermi (cioé senza spine) hanno prodotto molto bene, al punto che oltre al consumo corrente ne è venuta anche qualche marmellata. Quelle selvatiche, presenti soprattutto lungo il confine nord della zona III, hanno prodotto soprattutto spine, il che mi sta facendo seriamente pensare di propagare le prime.
E torno in chiusura ai pomodori. Perché mi sono accorto a un certo punto che sul cumulo del composto stava accadendo qualcosa: dei semi che vi erano finiti per caso e vi erano rimasti tutto l'inverno erano germinati spontaneamente e le piantine (pachino e ciliegia) stavano crescendo appoggiandosi al cumulo, senza cure e senza innaffiature. Fra tutte le piante di pomodoro presenti l'estate scorsa nell'orto queste sono state le più sane, e hanno prodotto bene per qualità e quantità. Ricordo in particolare che i ciliegia, già di per sé molto saporiti, e che ho preso l'abitudine di consumare in insalata, quell'anno sono stati gustosi più che mai.
Filippo Schillaci 20 maggio 2005
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