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La Federcaccia contro i cittadini
Mentre fioccano le ordinanze anticaccia sui comuni dei monti Prenestini. Fino allo scorso anno i monti Prenestini, come molte altre parti d'Italia, erano un inferno di sparatorie, un far west, il regno dell'illegalità più assoluta in cui centinaia di individui armati forti di un pezzo di carta chiamato "licenza di caccia" potevano permettersi di fare uso di armi da fuoco fra le abitazioni della gente normale mettendone irresponsabilmente a rischio l'incolumità e avendo la certezza dell'impunità assoluta. Ed è ancora così. Ma i primi segni di un cambiamento radicale stanno giungendo proprio da questi luoghi. Dopo il sindaco di Genazzano anche i sindaci di Olevano (3 novembre), Gallicano (13 dicembre) e Zagarolo (22 dicembre) hanno emesso ordinanze a tutela dell'incolumità pubblica che vietano la cosiddetta "attività venatoria" su parte del territorio dei rispettivi comuni sulla base di forti richieste rivolte loro dai cittadini. Di tali richieste si è fatta portavoce l'Associazione Italiana Vittime della Caccia, una delle componenti del progetto "Caccia il Cacciatore" il cui obiettivo è denunciare la cosiddetta "caccia" come problema di pubblica sicurezza e violazione dei diritti dei cittadini. I sindaci di Olevano e Gallicano hanno non solo accolto totalmente le richieste dei cittadini ma anche ampliato spontaneamente il territorio tutelato dalle ordinanze. Fanalino di coda il sindaco di Zagarolo Daniele Leodori il quale è stato l'ultimo a deliberare, nonostante sia stato fra i primi a essere chiamato in causa e la richiesta a lui rivolta sia stata la più massiccia essendo stata firmata da quasi 200 cittadini. Inoltre egli ha, unico fra tutti, ridotto l'entità delle aree che la sua ordinanza tutela escludendo da essa aree ad altissimo rischio quali Cancellata di Mezzo dove infuriano da sempre le sparatorie fra le abitazioni e dove c'è chi si è visto addirittura arrivare i pallini nel piatto. Leodori inoltre è stato l'unico a rifiutare un dialogo e un confronto con l'Associazione Italiana Vittime della Caccia, che ha al contrario instaurato un positivo rapporto di collaborazione coi sindaci degli altri tre Comuni. Arrivano intanto anche le prime sanzioni contro i cosiddetti "cacciatori" sorpresi a sparare in vicinanza delle abitazioni: il 19 dicembre è toccato a una "vecchia conoscenza" degli abitanti di via Colle Persico, nel comune di Zagarolo, un individuo che da anni agiva indisturbato nonostante le ripetute segnalazioni della popolazione; due settimane prima era toccato ad altri due "cacciatori" colti in flagrante addirittura all'interno dell'area tutelata dall'ordinanza del sindaco di Genazzano. Un primo, piccolo ma chiaro, segnale che i decenni di endemica impunità venatoria almeno qui stanno per finire. E i "cacciatori"? La Federazione Italiana della Caccia, ben lontana dal fare qualsiasi autocritica, ha presentato ricorso al TAR contro l'ordinanza del sindaco di Genazzano: sette pagine di argomentazioni farraginose in cui si giunge fra l'altro a negare che gli sparatori di Genazzano fossero cacciatori, ovvero a negare la palese, e adesso anche dimostrata, evidenza. E mentre il Sindaco di Genazzano prof. Pitocco non cede di un millimetro e dichiara di voler difendere la sua ordinanza fino in fondo, i "cacciatori" hanno già ricevuto la loro prima sconfitta: il TAR non ha accolto la richiesta di sospensione dell'ordinanza, che rimarrà dunque pienamente valida in attesa del pronunciamento definitivo del TAR stesso. Il problema delle sparatorie selvagge non riguarda però solo i monti Prenestini: nuove segnalazioni di scorrerie a mano armata fra case, vivai, frutteti giungono infatti a Caccia il Cacciatore da numerosi Comuni delle provincie di Roma, Latina e Frosinone come da molte altre parti d'Italia, al punto che non è esagerato definire la cosiddetta "attività venatoria" una emergenza nazionale sommersa. Da: www. cacciailcacciatore.org Su Gondrano dal 28 dicembre 2004 |