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Fra queste case si spara

Genazzano, Zagarolo, Gallicano: il far west a due passi dalla capitale.

Si sente spesso parlare dell'esigenza di una caccia "controllata", ovvero praticata in condizioni di rigida vigilanza. Ma è davvero controllabile la caccia? Quanto grande dovrebbe essere un corpo di polizia tale da tenere a bada 790.000 individui armati sparsi su oltre il 75% del territorio nazionale e dediti a una attività fra le più pericolose che esistano per l'incolumità pubblica? E chi dovrebbe sobbarcarsi le spese di tutto ciò? La realtà è una sola: l'attività a mano armata che conosciamo col nome di "caccia" non è controllabile e si svolge infatti, nella maggioranza dei casi, in maniera del tutto incontrollata. Che ciò sia vero sui monti del Trentino o nell'entroterra siciliano potrebbe non stupire: zone periferiche, scarsamente abitate, dove non è raro che sia debole la presenza delle istituzioni. Ma che ciò sia vero anche alle porte di Roma, dell'epicentro istituzionale dello Stato di Diritto, questo sì, è un dato che impone una riflessione.

Genazzano, Zagarolo, Gallicano: tre comuni ad appena 20 Km dalla capitale, tre comuni dalle campagne densamente popolate, dove raramente la distanza fra le case supera le decine di metri. Ecco, nelle foto di questa pagina, alcune tipiche zone del comune di Zagarolo.

E' noto che all'individuo armato che conosciamo col nome di "cacciatore" è fatto divieto di avvicinarsi a meno di cento metri da qualsiasi edificio, anche se disabitato. Da questi luoghi dunque, i cosiddetti "cacciatori" dovrebbero stare alla larga per la più ovvia delle ragioni: fra le case non si spara! Chi vive in queste case sa che le cose non stanno esattamente così: da ottobre a gennaio dozzine di individui armati si aggirano fra queste abitazioni sparando furiosamente forti di un pezzo di carta chiamato "licenza venatoria" e del tutto indifferenti al fatto che lì, nei luoghi in cui centinaia di famiglie svolgono la loro vita, esso è carta straccia. E dunque fra quelle case si vive per quattro e più mesi all'anno letteralmente in mezzo alle sparatorie. Molti conoscono il fischio prodotto dai pallini che passano a pochi metri dalla propria testa, molti sanno cosa significa essere investiti da una pioggia di piombo, molti non osano uscire di casa in certe ore del giorno.
E tutto questo accade da anni nella più totale impunità dei numerosi responsabili.
Non sappiamo se vi siano stati "incidenti" (si dice così quando nella traiettoria delle armi da fuoco ci finisce un essere umano) in passato ma una cosa è certa: se questa situazione dovesse perdurare la tragedia potrebbe verificarsi da un momento all'altro.

E' per tali motivi che i Comitati "Caccia il Cacciatore" hanno fin dal principio rivolto a quest'area una particolare attenzione.
A Genazzano abbiamo raccolto gli esposti alla magistratura presentati da 18 nuclei familiari e, forti di essi, abbiamo chiesto e ottenuto dal sindaco la chiusura di parte del territorio comunale alla cosiddetta "attività venatoria".
A Zagarolo e Gallicano abbiamo durante la scorsa stagione venatoria effettuato una campagna informativa sulla pericolosità della caccia e sui divieti (peraltro del tutto insoddisfacenti) che dovrebbero regolamentarla.

Una richiesta di chiusura all'attività venatoria di parte dei rispettivi territori comunali è già giunta ai sindaci ed è attualmente in corso una raccolta di adesioni a essa presso la popolazione residente.
Non abbiamo ritenuto di dover raccogliere esposti anche in questo caso poiché lo stato delle cose è noto da tempo, né impegneremo i nostri volontari a raccogliere le firme di tutta la popolazione della zona. Cento firme basteranno. Poiché riteniamo che il solo rendere nota a un Ufficiale di Governo quale è il sindaco una situazione di tale gravità debba essere sufficiente a provocare come elementare atto dovuto una sua immediata, energica ed efficace azione a tutela della popolazione.

Da: www.cacciailcacciatore.org

Su Gondrano dal 19 ottobre 2004