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Il deserto oltre la siepe
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Il laboratorio

 

Masticando esseri senzienti si mastica il pianeta

Uno dei "danni collaterali" delle diete a base di carne e derivati dallo sfruttamento degli Animali, è la distruzione dell'ambiente naturale terrestre. Questa volta a dirlo non sono gli animalisti radicali, ma addirittura la FAO attraverso un suo rapporto. I danni che tale dieta arreca all'ecosistema terrestre sono innumerevoli: dalla produzione di gas-serra, alla deforestazione, all'inquinamento.

Risulta infatti che l'industria dello sfruttamento degli Animali produce più emissioni di gas serra che i trasporti. Non solo, ma esso è anche una delle cause principali di degrado del suolo e delle risorse idriche. Tale industria incide per il 9% sul totale di CO2 derivante da attività imputabili all'uomo, ma produce una percentuale molto più alta di gas serra anche più dannosi. Inoltre l'industria dello sfruttamento degli Animali è responsabile del 37% di tutto il metano derivante da attività umane (che contribuisce al riscaldamento 23 volte di più della CO2), prodotto dal sistema digestivo dei ruminanti, e del 64% dell'ammoniaca, che contribuisce in modo notevole alle piogge acide. Si stima che l'allevamento forzato degli Animali utilizzi attualmente il 30 per cento dell'intera superficie terrestre.

Si tratta per lo più di pascoli permanenti ma secondo il rapporto comprende anche un 33% di terra arabile, usata per produrre foraggio. Poiché le foreste vengono abbattute per creare nuovi pascoli, l'allevamento forzato è anche causa di deforestazione, specialmente in America Latina, dove per esempio circa il 70% delle foreste amazzoniche abbattute, sono state convertite in terreno a pascolo. Le mandrie sono all'origine del degrado del terreno su larga scala, circa il 20% dei pascoli infatti sono degradati a causa dello sfruttamento eccessivo, del compattamento e dell'erosione del suolo. Questa percentuale è anche maggiore nelle zone aride. L'industria dei prodotti derivati da Animali uccisi è tra quelle che arrecano maggiori danni alle già scarse risorse idriche del pianeta, contribuendo tra l'altro all'inquinamento dell'acqua, al fenomeno dell'eutrofizzazione (l'abnorme proliferazione di biomassa vegetale dovuta all'eccessiva presenza di nutrienti quali nitrati e fosfati) e alla degenerazione dei reef corallini.

I principali agenti inquinanti sono i rifiuti organici, gli antibiotici e gli ormoni, i composti chimici provenienti dalle concerie, i fertilizzanti ed i pesticidi. Lo sfruttamento eccessivo dei pascoli su larga scala interferisce con il ciclo dell'acqua, riducendo il rifornimento delle falde sia di profondità che di superficie. Inoltre notevoli quantità d'acqua sono prelevate per la produzione di foraggio. L'allevamento forzoso è ritenuto la principale fonte terrestre di contaminazione da fosforo ed azoto del Mar Cinese Meridionale, contribuendo così anche alla perdita di biodiversità degli ecosistemi marini. Gli Animali, sia quelli destinati ad essere uccisi per ricavarne carne, sia quelli sfruttati per il latte, rappresentano ormai circa il 20% di tutta la biomassa animale terrestre. Secondo il rapporto la presenza di allevamenti forzati influisce in modo significativo alla perdita di biodiversità, si stima infatti che se 15 su 24 importanti ecosistemi sono in declino la causa è da addebitarsi agli allevamenti...

Tali effetti sono destinati ad intensificarsi in futuro: si prevede che la produzione mondiale di carne raddoppierà, passando dai 229 milioni di tonnellate del biennio 1999/2001 a circa 465 milioni di tonnellate per il 2050, mentre quella di latte ricavata dallo sfruttamento delle Mucche aumenterà nello stesso periodo da 580 a 1043 milioni di tonnellate. Le soluzioni che suggerisce la FAO non riteniamo siano degne nemmeno di menzione, ciò che suggeriamo noi è semplicemente una soluzione dettata dalla logica, dal senso si giustizia e di solidarietà con chi è più debole, sfruttato ed indifeso: abbracciare lo stile di vita vegano, l'unico ad oggi che permetterebbe la cessazione del mostruoso sfruttamento degli Animali e nel contempo, la salvaguardia del pianeta Terra che non è, in tutta evidenza, solo nostro.

Fonti: Rapporto FAO "Livestock's Long Shadow -Environmental Issues and Options"

Adriano Fragano

Maggio 2007

Su Gondrano dal 4 luglio 2007


Da: Veganzetta, n. 0, Maggio 2007.