|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
La vivisezione è diventata "buona"?
(Quinta parte: invecchiando non si migliora, ovvero Veronesi sei anni fa) Concludiamo questo buio viaggio nel mondo della vivisezione, partito dalla risposta data dal prof. Umberto Veronesi a un lettore del settimanale Oggi, citando una intervista rilasciata sei anni prima dallo stesso prof. Veronesi alla rivista Argos. Al lettore il compito di confrontare i due testi e farsi la propria opinione su quanto il concetto di coerenza sia di casa presso il genere umano. F. Schillaci Umberto Veronesi: una delle massime autorità mondiali nella cura dei tumori. Medico illustre, vegetariano da decenni, dirige il "suo" Istituto europeo di oncologia (uno dei più avanzati d'Europa) ottenendo successi nella ricerca senza ricorrere alla vivisezione. Da questa intervista emerge la figura di un uomo disposto, pur di risultare coerente con i suoi principi etici, ad affrontare con coraggio le critiche di un vetusto sistema antropocentrico. "Oltre 400 celebri personalità di ogni campo della cultura hanno già sottoscritto il Manifesto Europeo per i diritti degli animali proposto da Care (Cooperation for animai rights in Europe). Tra essi vi sono scienziati e medici. È disposto a sottoscriverlo anche lei?" "Certamente. Sono un seguace di Peter Singer e difendo gli animali perché sono convinto che lo specismo vada considerato con la stessa severità etica con cui viene considerato il razzismo. Non esistono limiti "divini " che separino noi dagli altri animali: l'evoluzione biologica parte dagli organismi più semplici per giungere senza soluzione d continuità a quelli più complessi, fino all'uomo, caratterizzato da una maggior consapevolezza di sé. Ma quest'ultimo elemento ci obbliga, semmai, ad avere dei principi etici che ci possono far giustificare l'esigenza del leone di uccidere la gazzella, ma non l'uccisione della gazzella da parte dell'uomo, che poi neppure la mangia. Il Manifesto di Care si propone di non creare sofferenza e questa è proprio la mia aspirazione. " "Anche nel suo caso, dunque, il concetto di rispetto per gli altri non prevede eccezioni, in una visione esemplare di coerenza che le fa onore. Ma riesce a essere coerente al punto di non ricorrere alla sperimentazione animale nelle ricerche effettuate presso un Istituto importante come quello da lei diretto?" "Esistono sperimentazioni che reputo gratuite e inutili. Per esempio, l'instillare una sostanza nell'occhio di un topo, fino a quando non diventi cieco, per vedere il livello di tossicità di un cosmetico. Il mio sforzo è sempre stato quello di ridurre al minimo la sperimentazione sugli animali, tanto che, nell'Istituto dei tumori che dirigevo, costituii, all'inizio degli anni '80, un comitato etico per la sperimentazione sugli animali che era già in grado di ridurre dell'80%, questo tipo di esperimenti. Passando alla direzione scientifica dell'Istituto europeo di oncologia,. ho in qualche modo "sfidato" il mondo della ricerca, cercando di vedere se è possibile fare ricerca sul cancro con metodi alternativi. Così, in questo istituto non vi sono stabulari, né utilizziamo animali. Noi confidiamo che, grazie proprio a questo tentativo, in un futuro non lontano si possa abbandonare completamente la sperimentazione su animali." "Quali metodi vengono utilizzati e con quali risultati?" "Sì fa tutto in vitro con cellule umane, che possono essere addirittura quelle del tumore dello stesso paziente, il che costituisce una situazione ideale per vedere se il tumore risponde o no a certi farmaci, a certe stimolazioni ormonali o radiologiche: una via nuova, più diretta, per il raggiungimento dei nostri scopi. Naturalmente ricorriamo anche ad analisi epidemiologiche, all'osservazione clinica (in costante contatto con altri centri), a modelli informatici e a tutte le altre più moderne metodiche. E abbiamo risultati straordinari. " "Ci sono state contestazioni per questa scelta?" "Tanti i ricercatori sono rimasti molto, diciamo... sorpresi, per questa decisione abbastanza eccezionale. E c'è chi mi ha fatto notare i miei sforzi enormi per salvare un topolino, quando poi in tutte le case d'Italia le mammine, anche quelle che rifiutano le pellicce, quando arriva a casa il bambino da scuola gli dicono: 'Mangia la carnina, che ti fa bene!". Il che vuol dire milioni di vitelli tenuti bloccati in piedi e con diete senza ferro perché la loro carne diventi più bianca, milioni di agnelli mangiati a Pasqua,. milioni di altri animali superiori che vengono uccisi senza che nessuno protesti. E allora è vero che mi vengono dei dubbi: in fondo ricorrere al modello animale è una cosa molto più semplice, mentre il tipo di ricerca scelto da noi comporta degli investimenti economici ingenti. " "Veramente, gli animalisti protestano per l'una e per l'altra cosa, e poi, se ci si mette a giustificare una "colpa" perché riusciamo a trovarne un'altra peggiore, addio etica!" "D'accordo, non sono per niente pentito e continuo imperterrito, ma è assurdo che vi siano e nascano nuovi macelli giganteschi dove gli animali vengono prima storditi,. poi sgozzati e infine appesi. O che si legga sui cartelli di molte città: "campagna di derattizzazione ", con i topi che vengono eliminati provocando loro sofferenza, quando nei laboratori, per lo meno, si ricorre all'eutanasia. E lo stesso in campagna, dove vengono uccisi con trappole, veleni o, addirittura, con la colla. È indispensabile una grande azione morale, educativa sulla popolazione. Siamo eredi di una tradizione religiosa ebraica, cristiana e islamica che mette l'uomo al centro dell'universo, con natura divina in quanto ha diritto al regno dei cieli e all'anima, e con tutto il resto degli esseri viventi al suo totale servizio. Se non ci liberiamo di queste sovrastrutture, continueremo a mangiar la carne, a uccidere gli animali, a picchiare i cani randagi. Lei e io, nel nostro piccolo, facciamo di tutto, ma siamo solo un granello di sabbia nel Sahara di fronte a questo gigantesco sacrificio di esseri viventi. D'altronde, la mia risposta vuole essere soprattutto un simbolo del ghetto della sofferenza altrui." "Da lungo tempo gli animalisti cercano di convincere l'opinione pubblica che non è indispensabile mangiare carne e, anzi, che la salute (oltre alla situazione ambientale ed economica mondiale) ne può trarre vantaggio. Ora anche il governo degli Stati Uniti, nella recente revisione della "Dietary Guidelines for Americans", ha riconosciuto il valore della dieta vegetariana. Lei è d'accordo?" "Certo, anche se io sono vegetariano per ragioni etiche e non per ragioni salutistiche. E' una cosa indegna come vengono allevati gli animali per il nostro interesse ed è anche una brutalità ingiustificata, perché noi possiamo benissimo vivere senza mangiare carne. La dieta vegetariana è compatibile con una vita sana, non meno ricca di possibilità di espressione fisica, come per esempio nel campo dello sport. " "Già, vi sono addirittura campioni di sollevamento pesi che seguono diete vegetariane..." " Si, perché le proteine possono benissimo essere assunte attraverso legumi, cereali, uova e latticini. " "Diminuendo l'insorgenza di tumori all'intestino, se non erro." "Infatti. Sia, probabilmente perché si ingeriscono più fibre, sia per altri motivi. " "Un'ultima domanda, giusto per sottolineare che non c'è motivo di affermare che chi difende gli animali non ha a cuore l'uomo. Visitando questo Istituto, che è pubblico, sono rimasto stupefatto per l'aspetto accogliente delle strutture e per la disponibilità del personale: pare quasi di essere in un albergo!" "Ho detto agli architetti: non pensate a noi, pensate al paziente: la centralità del paziente deve essere all'origine del vostro progetto costruttivo... Con uno staff medico molto competente, proveniente da tutta Europa. Eppure i costi sono inferiori a quelli di qualsiasi grande ospedale... Sono lieto che dia l'impressione di un albergo, dove i ricoverati possano vivere al meglio la loro non facile condizione, perché la sofferenza, che sia di vecchi, di malati o di animali, dobbiamo cercare in tutti i modi, nei limiti del possibile, di evitarla." Da "ARGOS" luglio 1997
Testo riportato su:
http://www.perlulivo.it/pipermail/gargonza/msg12658.html
|