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Cani in treno? Trenitalia risponde...
Lunedì, 31 Luglio 2006 Desidero reclamare in merito alle condizioni di viaggio con animali al seguito che rendono di fatto impossibile viaggiare sui vostri treni coi propri animali. Sugli eurostar ad es. dovrei introdurre la mia volpina in una gabbia più piccola di lei e seppellirla negli interstizi fra i sedili, sui vagoni-cuccette dovrei prenotare un intero scompartimento ecc. Ritengo tutto ciò non solo ingiustificato ma anche offensivo soprattutto se si considera che non dai cani ma da viaggiatori "a due zampe" sono venuti finora la totalità dei (notevoli) disagi da me patiti sui vostri treni. Ad es. gli eurostar tratta RM-MI al termine di ogni viaggio sono ridotti allo stato di una discarica (rifiuti e cartacce ovunque, bottiglie che rotolano sul pavimento ecc.) e non sono certo cani a ridurli così. Pertanto fino a modifica del vostro regolamento vi invito a non considerarmi piu vostro cliente. Filippo Schillaci Lunedì, 10 Ottobre 2006 Gentile cliente, ho letto la Sua nota con cui esprime insoddisfazione per le norme che disciplinano il trasporto degli animali al seguito dei viaggiatori sui convogli di Trenitalia. Per quanto l'amore per gli animali possa essere indice di civiltà e di sensibilità, purtroppo è ancora grande il numero di persone che hanno remore di vario genere nei confronti degli stessi. Trenitalia è costretta a mediare le esigenze di tutti i clienti e a far sì che il viaggio possa essere di livello tale da essere gradito da tutti. La normativa che regola il settore infatti tiene soprattutto conto della tipologia di materiale su cui dovrebbe effettuarsi il viaggio, escludendo gli animali solo nel caso degli ETR 450 per motivi legati soprattutto alla scarsa disponibilità di spazio. Sempre la carente disponibilità di spazio impone le ristrette misure dei "trasportini" sugli altri tipi di Eurostar. Su materiale ordinario, la normativa è decisamente più favorevole per quanto anch'essa deve sempre ottemperare al diritto di chi gli animali non li gradisce. Da qui discendono le lamentate condizioni per i trasporti in cuccetta o vagone letto. Nella speranza di aver dissipato le sue perplessità, Le invio i migliori saluti Il presente reclamo e' stato gestito dalla struttura: Assistenza Clienti Lazio/Umbria Martedì, 13 Marzo 2007 Commentiamo. Innanzi tutto è fuori luogo affermare che Trenitalia "media" fra "le esigenze di tutti i clienti": le norme sono a senso unico e sono concepite unicamente per venire incontro alle esigenze di coloro che nei confronti degli animali "hanno remore di vario genere", non importa quanto motivate. Fra le "esigenze" sono in tal modo inglobati anche quelli che più propriamente possiamo chiamare capricci o peggio zoofobie. Quando passeggio con la mia cagnolina la maggior parte delle persone incontrate manifesta simpatia nei suoi confronti o tiene al più un atteggiamento di neutra accettazione. Tale esperienza, quotidiana e ormai pluriennale, mi porta dunque a smentire l'affermazione secondo cui il numero delle persone che non gradiscono la vicinanza degli animali sarebbe "grande". Essi sono una esigua, anche se turbolenta e pretenziosa, minoranza. Nell'ammettere che "l'amore per gli animali possa essere indice di civiltà e di sensibilità" e al contempo nell'assecondare tali persone, Trenitalia ammette di optare per l'inciviltà e l'insensibilità. La "tipologia di materiale" degli ETR 450 non è data a priori ma è frutto di un progetto eseguito su precise indicazioni della committenza, ovvero di Trenitalia stessa. Trenitalia ha dunque deciso a priori di strutturare tale materiale non prevedendo spazi idonei ai viaggiatori con animali, ammesso che di tali spazi differenziati vi sia realmente bisogno e che non sia al contrario possibile una pacifica e responsabilmente rispettosa coesistenza fra bipedi e quadrupedi. Quanto al "materiale ordinario", si tratta proprio di quelle tipologie che vanno progressivamente scomparendo dalla lunga percorrenza. La risposta di Trenitalia appare in conclusione del tutto inconsistente e non fa che confermare le perplessità espresse.
Filippo Schillaci
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