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Tibet libero
Martedì, 8 aprile 2008 Si, lo so! in molti mi accuseranno di essere il solito tipo angosciante ma nella vita di ognuno di noi credo ci debba essere lo spazio ed il tempo per la felicità, lo spazio ed il tempo per la spensieratezza, lo spazio ed il tempo per la riflessione e l'azione per le giuste cause. Sono fermamente convinto che la questione tibetana sia una giusta causa. Nel video che vi prego di visionare non ci sono scene di violenze gratuite o torture (quelle perpretate dai cinesi da oramai più di 50 anni), non ci sono scene di demolizione degli antichi e storici monasteri buddisti (quelli che il governo cinese vuole distruggere perché icona di una cultura troppo ascetica ed in questo senso "pericolosa"), non ci sono le scene dei continui tentativi di annientamento di una realtà sociale e culturale millenaria troppo legata al rispetto della natura e degli altri esseri viventi. Nel video c'è soprattutto quello che è ancora il tibet, quello che sarà ancora per poco. http://it.youtube.com/watch?v=1BsiD1mlPdU
E' tempo di non pensare soltanto al cinema, alla balera o al calcio; è
tempo di scendere in piazza per dare voce a chi non ha più la forza di
gridare. No a Pechino 2008, no all'ipocrisia dei giochi di pace in terra di guerrafondai. Andrea Attanasio
Condivido tutto. E mi basterebbe la sola causa tibetana per affermare che queste olimpiadi sporche di sangue, da mettere accanto a quelle della Germania di Hitler e dell'Argentina di Videla, per me non esistono. Filippo Schillaci
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